Ue: qualcosa non va con la fusione PSA-FCA | Investire.biz
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Ue: qualcosa non va con la fusione PSA-FCA

L’Unione Europea non è convinta della fusione tra Fca e Psa. Il motivo? I minivan, ovvero i piccoli veicoli commerciali.

  • L'Ue apre un’inchiesta sulla fusione tra Fca e Psa
  • Il settore dei minivan potrebbe essere il punto dolente
  • Entrambe le aziende confermano la tabella di marcia

L’Unione Europea non è convinta della fusione tra Fca e Psa. Il motivo? I minivan, ovvero i piccoli veicoli commerciali.

Minivan, la spina nel fianco

Si tratta di un settore che, all’interno del più ampio panorama dell’industria automobilistica potrebbe diventare determinante. Non solo, ma si tratta di un settore che, stando alle considerazioni della Commissione europea Antitrust, presenta anche peculiarità differenti da quello meramente automobilistico. Ed è proprio nel ramo dei minivan che l’italoamericana Fca e la francese Psa ricoprirebbero un ruolo predominante. Troppo. Tanto da mettere a rischio la normale concorrenza di mercato.

Posizione predominante

Nello specifico, fanno notare i vertici Ue, entrambe le aziende avrebbero una posizione leader già adesso in alcuni paesi europei come Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Regno Unito. Una fusione estrometterebbe di fatto la concorrenza. Da qui la decisione dell’Unione Europea di vigilare attentamente sulla situazione. Nulla di compromesso, di sicuro, però, un allungamento dei tempi che non piacerà ai protagonisti, nonostante la disponibilità ampiamente dichiarata da tutti, di collaborare per fornire rassicurazioni al riguardo.

Confermate le tempistiche

Infatti ia Fca che Psa hanno confermato volontà e tempistiche di fusione. Quest’ultima fissata al primo trimestre 2021. Nel comunicato si legge inoltre che "i preparativi per la fusione procedono come da programma. Le autorità antitrust di diverse giurisdizioni hanno già dato la loro approvazione, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia". Secondo le normative, l’Antitrust ha tempo 4 mesi (tecnicamente 90 giorni lavorativi) per riuscire a giungere ad una decisione definitiva.

I prossimi appuntamenti

L’appuntamento verrà quindi spostato al 22 ottobre prossimo per sapere se effettivamente il pericolo di una sorta di cartello sui veicoli al di sotto delle 3,5 tonnellate è una realtà concreta oppure no. Invece, per l’accordo siglato il 19 dicembre scorso, la tabella di marcia elaborata dalle due società parla di un iter tra i 12 e i 15 mesi. Quindi il primo trimestre del 2021 sarà la deadline che permetterà al mondo di vedere la nascita del quarto polo automobilistico mondiale. Forse.

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