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I primi 100 giorni di Biden: le promesse e i risultati ottenuti

Oggi il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, concluderà i primi 100 giorni alla Casa Bianca. Vediamo insieme i temi chiave della sua politica e i risultati ottenuti

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden concluderà oggi, venerdì 30 aprile 2021, i suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca. Giudicare la performance di un presidente dopo i primi cento giorni di governo è una tradizione politica americana iniziata con il primo mandato di Franklin Roosevelt nel 1933.

Il termine dei 100 giorni permette di fare un bilancio, seppur di breve periodo, per comprendere quale sia la capacità di leadership di chi guida il Paese e come cambiano le relazioni tra le istituzioni di Washington e quelle tra gli Stati Uniti ed il mondo.

Si tratta, in sostanza, di una prova con cui si misurano i presidenti USA per testare la loro leadership. Vediamo dunque alcuni dei temi chiave dell’inquilino della Casa Bianca e quali sono stati, per il momento, i risultati ottenuti.

 

Biden, i primi 100 giorni da presidente degli Stati Uniti

Ecco alcuni dei temi chiave della politica di Joe Biden nei primi 100 giorni del suo mandato e come il presidente ha agito finora. Focus sulla lotta alla pandemia di Covid-19 e sui riflessi sull’economia e il mercato del lavoro USA, ma anche politica estera, immigrazione e lotta al cambiamento climatico. Vediamoli punto per punto.

 

La lotta alla pandemia di Covid-19

La prima promessa di Joe Biden rispetto all’emergenza sanitaria scaturita dalla pandemia di Coronavirus è stata l'inoculazione di 100 milioni di dosi per i cittadini statunitensi nei primi 100 giorni del suo mandato. Sono state distribuite 290 milioni di dosi, con oltre 230 milioni somministrate. Circa 96 milioni di americani, il 29% della popolazione, sono completamente vaccinati.

Il successo della campagna di vaccinazione dell’attuale presidente ha beneficiato degli sforzi compiuti durante l'amministrazione Trump per produrre e distribuire le dosi, aggiungendo però centri di vaccinazione di massa e aumentando gli aiuti da parte delle agenzie governative a sostegno della distribuzione.

Gli USA hanno due primati al momento: sono ora il primo Paese per numero di persone vaccinate, ma d’altra parte sono stati oltre 570mila i decessi, più di ogni altro Paese al mondo. Al momento dell'insediamento di Joe Biden, si contavano oltre 3.000 morti al giorno. Ad oggi, i dati mostrano meno di 700 vittime al giorno.

Nei prossimi cento giorni l’inquilino della Casa Bianca avrà un obiettivo ancora più difficile: affrontare lo scetticismo verso i vaccini diffuso tra milioni di cittadini statunitensi e il costante incremento delle varianti di Covid-19 che continuano a preoccupare.

 

Occupazione ed economia

Biden ha dedicato la primissima parte del suo insediamento ad approvare un pacchetto di stimolo da 1.900 miliardi di dollari per limitare l'impatto economico delle restrizioni. L'American Rescue Plan, approvato nonostante l'opposizione dei Repubblicani, ha raggiunto uno degli obiettivi economici fissati dal presidente durante la campagna elettorale: fornire sussidi ai cittadini statunitensi.

Si prevede che la crescita economica supererà il 7% quest'anno, il tasso di crescita più alto dal 1984 che fa seguito alla contrazione del 3,5% vista nel 2020, la peggiore flessione in oltre 74 anni. Lo scorso mese sono stati aggiunti quasi 1 milione di posti di lavoro, in rialzo dai 379mila visti a febbraio.

Si prevede che il miglioramento proseguirà con il riavvio delle attività, con i cittadini più disposti a cenare in ristoranti e a sfruttare altri servizi in presenza. Tuttavia il gap con i livelli di occupazione dei mesi precedenti alla pandemia resta ancora ampio e concentrato nei settori dell'intrattenimento e dell'ospitalità.

Il numero di occupati è inferiore di circa 8,5 milioni di unità rispetto ai livelli rilevati a febbraio del 2020. Sarebbero necessari oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro per tornare alla crescita mensile della forza lavoro e dell'occupazione vista nel pre-pandemia.

 

Politica estera

Riguardo la politica estera, Biden si è dimostrato inaspettatamente duro nei confronti dei principali rivali degli USA. Il presidente ha imposto sanzioni contro la Russia in risposta all'interferenza di Mosca nelle elezioni del 2020 e a un importante attacco cyber attribuito sempre al Cremlino, oltre a definire il presidente Putin un "assassino".

Inoltre ha mantenuto le sanzioni imposte dall'amministrazione Trump contro l'Iran e si è rifiutato di revocarle come concessione per coinvolgere Teheran nelle trattative dirette sul programma nucleare. Biden ha anche mantenuto i dazi commerciali imposti da Trump contro la Cina, permettendo a diplomatici statunitensi di visitare Taiwan e aumentando la pressione sull’ex Impero Celeste in merito al trattamento di Pechino nei confronti degli uiguri nella provincia di Xinjiang e alla repressione degli attivisti democratici a Hong Kong.

Queste posizioni di politica estera hanno mostrato che la minaccia posta da Pechino è ora considerata generalmente come una questione bipartisan negli Stati Uniti. Biden ha però interrotto le relazioni intessute da Trump con l'Arabia Saudita, prendendo le distanze dal futuro leader di Riad, il principe ereditario Mohammed bin Salman. Ha anche ignorato i timori per le ire della Turchia, riconoscendo formalmente come un genocidio il massacro armeno del 1915 per mano dell'Impero Ottomano.

La più importante decisione di politica estera è stata però quella di ritirare le forze statunitensi dall’Afghanistan. Il piano annunciato da Biden prevede l’inizio del ritiro delle truppe il 1° maggio 2021, per concludersi l’11 settembre 2021, una data che rappresenta il ventesimo anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle.

 

Immigrazione

Riguardo il delicato tema dell’immigrazione, Joe Biden ha revocato rapidamente alcune delle misure più severe di Donald Trump, faticando a gestire però il forte incremento di immigrati in entrata dal confine con il Messico.

Biden ha sospeso la maggior parte delle operazioni di costruzione del muro al confine, revocando anche il divieto di spostamento imposto da Trump contro 13 paesi a maggioranza musulmana e africani, attraverso ordini esecutivi emanati poco dopo l'insediamento.

Ha mantenuto una misura adottata da Trump, che impedisce le richieste d'asilo per molti in arrivo al confine, sottolineandone la necessità per ragioni sanitarie. Gli attivisti per i diritti degli immigrati temono il rifiuto di alcune legittime richieste d'asilo.

Biden ha anche promesso di aumentare il numero di profughi a cui sarà concesso di entrare negli Stati Uniti, per poi fare dietrofront e mantenere per quest'anno il limite massimo imposto da Trump, che è ai minimi storici.

 

Armi da fuoco e forze dell’ordine

In base ai dati del Gun Violence Archive, le stragi con armi da fuoco negli Stati Uniti, diminuite durante il lockdown, sono aumentate nuovamente nel 2021, contando 163 casi quest'anno. Il dato si confronta con i 94 visti durante lo stesso periodo dell’anno scorso.

L'incremento ha evidenziato il poco potere a disposizione del presidente Biden per cambiare la cultura nazionale permissiva nei confronti delle armi da fuoco. Il presidente ha richiesto grandi cambiamenti legali, tra cui il divieto di vendita di fucili d'assalto militari e di armi con ampi caricatori di munizioni.

Queste misure, tuttavia, devono essere approvate dal Congresso. Biden sta spingendo il Dipartimento di Giustizia a reprimere le cosiddette armi da fuoco "fantasma", assemblate in casa, e ha proposto un budget che aggiunge centinaia di milioni di dollari per diverse misure, come l'avvio di programmi volontari di riacquisto di armi.

Biden ha fatto marcia indietro rispetto alla promessa in campagna elettorale per il lancio di una commissione di supervisione sull'uso di violenza eccessiva da parte delle forze dell'ordine e sul miglioramento dell'addestramento della polizia, userà i poteri del Dipartimento di Giustizia per indagare i dipartimenti di polizia in merito a sistematiche violazioni dei diritti civili.

Biden ha chiesto che la riforma della polizia “Floyd”, che porta proprio il nome dell'afroamericano ucciso da un agente a Minneapolis, sia varata il prossimo mese, in occasione della ricorrenza dell'omicidio: "Abbiamo visto il ginocchio dell'ingiustizia sul collo dell'America afroamericana. Ora bisogna voltare pagina, è il Paese che lo vuole".

 

Lotta al cambiamento climatico

Biden ha reinserito fin da subito gli Stati Uniti nell'accordo di Parigi del 2015, per contrastare il cambiamento climatico e adottare un approccio universale per rispettare la promessa elettorale di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050.

Di recente il presidente ha annunciato un target per dimezzare le emissioni dai livelli del 2005, quasi il doppio rispetto al target fissato dall'amministrazione Obama. Per raggiungere questo target, Biden ha annunciato un piano infrastrutturale da 2.000 miliardi, che prevede significativi investimenti  in veicoli elettrici e su forme d'energia rinnovabile.

Per finanziare il piano infrastrutturale, Biden ha proposto un aumento dell’imposizione fiscale - il più grande aumento delle tasse federali dal 1942 ad oggi - sulle società (la cui aliquota passerebbe dal 21 al 28%) e in particolare dalle multinazionali che fanno profitti all’estero. Chi guadagna meno di 400mila dollari non avrà alcun aumento di imposte. 

 

Biden presidente USA: oltre il 50% dei cittadini è soddisfatto

Dopo la presidenza Trump, sempre più cittadini americani hanno ben accolto lo stile genuino e convenzionale dimostrato da Biden nei suoi primi cento giorni allo Studio Ovale. Secondo i sondaggi, oltre il 50% degli americani è soddisfatto del suo operato finora, tra cui anche alcuni elettori repubblicani.

"Parla in modo così empatico e sobrio che è impossibile opporsi. È stato una presenza molto tranquillizzante e rassicurante, in un periodo di grande sofferenza", ha detto lo storico presidenziale Doug Brinkley.

L'abitudine di Biden di evocare tragedie personali per spiegare le proprie misure e la sua mancanza di interesse nel duello politico ha smorzato gli sforzi dei Repubblicani per comprometterlo. "Biden è un presidente molto affabile che ha eliminato ogni tipo di melodramma", secondo lo stratega Repubblicano Scott Reed. "La sua attenzione in merito al coronavirus sta funzionando".

 

 

 

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