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Coronavirus: i mercati sottovalutano la ricaduta economica?

  • Dopo un primo crollo i mercati hanno continuato a salire
  • Nel 2003 la precedente epidemia di SAARS causò 880 morti
  • Tutto dipenderà da come Pechino sarà in grado di contenere la diffusione del virus


I mercati sono troppo compiacenti? Questa è la domanda che circola tra gli operatori di borsa dopo che i mercati, ieri, hanno registrato un rimbalzo.

La situazione sui mercati

Infatti in Europa Piazza Affari ha chiuso con un vantaggio pari al 2,6%. Non da meno è stata Parigi con un Cac 40 a 1,07% e Francoforte, il cui Dax ha superato lo 0,9%, così come Londra. Stesso discorso per i mercati statunitensi, tutti con il segno più. Una reazione che arriva nel giorno in cui vengono confermate le 132 vittime dell’epidemia e gli oltre 6000 contagi e che, proprio per questo, fa credere che i mercati stiano sottovalutando la potenziale ricaduta sull’economia mondiale. In proporzione rispetto alla SARS, la nuova epidemia sembra essere meno aggressiva.

Coronavirus e SAARS

Nel primo caso su oltre 8mila contagi le vittime arrivarono a 800. In quell’occasione si stima che l’impatto sul PIl cinese arrivò all’1% del totale. Ma allora la Cina aveva una società formata diversamente. Oggi il 60% delle persone vive in aree urbane densamente popolate mentre nel 2003, quando scoppiò la SAARS, era l’esatto contrario, ovvero il 60% si trovava in zone rurali che spesso erano anche relativamente isolate.Inoltre, cosa ben più importante, nel 2003 il Pil cinese rappresentava il 4% di quello mondiale. Oggi, invece, è il 16%. 

La Cina ago della bilancia

Non solo, ma parallelamente i mercati statunitensi appaiono sopravvalutati e ai massimi storici, il che potrebbe facilitare un vero e proprio crollo. A questo punto tutto sta nel capire se e come il governo cinese ha imparato dalle precedenti epidemie a contenere la diffusione dei virus. Sarà in pratica da questo che si potrà capire quanto durerà la paura della nuova epidemia da coronavirus. Di questi minuti la notizia secondo cui la British Airways avrebbe deciso di sospendere i voli mentre Starbucks, la famosa catena di caffetterie, potrebbe chiudere seppur temporaneamente, la metà dei suoi locali. Intanto è cominciata l'evacuazione dei cittadini stranieri da Wuhan epicentro dell'epidemia. 

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