Coronavirus: per Goldman Sachs PIL USA crollerà del 34% | Investire.biz
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Coronavirus: per Goldman Sachs PIL USA crollerà del 34%

Gli analisti della banca d'affari ipotizzano un crollo del PIL USA nel prossimo trimestre. E le previsioni sul numero dei morti di Trump mandano in rosso i listini.

  • Trump prevede un numero di morti esorbitante e le Borse reagiscono con vendite diffuse;
  • Goldman Sachs stila un report con previsioni nere per l'economia nel secondo trimestre;
  • In Italia Confindustria e il Ministro Gualtieri si accodano alle previsioni di Goldman Sachs e fanno appello all'Europa perché intervenga in fretta.

 

Gli indici borsistici americani hanno chiuso il peggiore trimestre dal 1987, con il Dow Jones che ha lasciato sul terreno il 23,3% e l'S&P 500 circa il 20%. Anche il nuovo trimestre iniziato ufficialmente oggi non sembra gettare le basi per una riscossa delle Borse: i Future degli indici di Borsa di Wall Street fanno segnare cali di circa 3 punti percentuali, in linea con l'andamento delle borse europee durante le prime contrattazioni della mattinata. Ad appesantire la situazione le dichiarazioni di Trump circa le previsioni dei morti negli Stati Uniti per Coronavirus. Le ultime rilevazioni ufficiali americane indicano in 188.592 i contagi e in 4.052 i deceduti. Il Presidente USA ha detto che le prossime due settimane saranno particolarmente dolorose per gli Stati Uniti. Le stime degli esperti indicano in oltre 200mila morti il conto finale della Pandemia in America. 

Il report di Goldman Sachs: crollo di crescita e occupazione

Il dramma che sta vivendo il popolo a stelle e strisce si lega inevitabilmente alle conseguenze che tutto ciò potrà avere per l'economia, americana e internazionale. In tutto questo gli analisti di tutto il Mondo stanno cercando di elaborare delle previsioni più o meno attendibili sull'impatto che il Covid-19 avrà su crescita, occupazione e ricchezza della popolazione. Un report stilato dalla Goldman Sachs tratteggia un quadro a tinte fosche sugli sviluppi futuri. Secondo la banca d'affari americana gli Stati Uniti vedranno il PIL crollare di 34 punti percentuali nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019, 10 punti in più rispetto a quanto previsto dagli stessi analisti in una precedente rilevazione. La disoccupazione, che prima dello scoppio dell'epidemia aveva raggiunto i minimi storici, subirà un'impennata toccando vertici del 15% rispetto al 9% stimato. Il pessimismo che si evince dal report è dettato anche dalle ultime rilevazioni del Dipartimento del Lavoro Usa del 26 marzo: 3.300.000 americani hanno chiesto il sussidio di disoccupazione, un dato esplosivo rispetto ai 282.000 di febbraio e il doppio rispetto al consensus.  I dati sui Non Farm Payroll USA di questo venerdì ci daranno sicuramente delle indicazioni più precise sull'andamento dell'occupazione americana a tale proposito.

Questo il futuro prossimo delineato dagli analisti della banca d'affari. Secondo Goldman Sachs quello che si appresta a vivere l'America sarà solo un terremoto momentaneo. Il recupero nel terzo trimestre del 2020 il PIL americano potrebbe essere prodigioso e spingersi fino al +19% grazie a  vari fattori: la ripresa delle attività produttive non appena la pandemia rallenta la morsa; gli stimoli fiscali e monetari rapidi ed efficaci messi in campo da Casa Bianca e FED per sostenere la ripresa e contenere eventuali pericolose ricadute; i segnali incoraggianti che arrivano dalla Cina e dai Paesi dell'area asiatica dove le attività stanno riprendendo il loro normale processo. Senza dimenticare la politica di contenimento agli stipendi che molte aziende operanti in settori strategici stanno adottando per ovviare al calo della domanda generalizzata.

 

Nubi fosche anche per l'Italia e l'Europa

Goldman Sachs immagina un outlook poco entusiasmante anche in Europa. I Paesi dell'Eurozona più colpiti saranno quelli che combattono in maniera più aggressiva con il deficit. Quest'ultimo potrebbe raggiungere il 10% del PIL in Italia e in Spagna, mentre in Francia dovrebbe assestarsi intorno al 7%. A quel punto tutti i paletti imposti dalle regole europee dovranno essere rivisti, facendo seguito alla rimozione del patto di stabilità che è avvenuta nei giorni scorsi in piena crisi pandemica. I governi quindi dovrebbero mostrare la stessa flessibilità della BCE. Dopo lo scivolone iniziale della Lagarde, l'Eurotower si è allineata alla FED e questo potrebbe rappresentare, secondo la banca d'affari, un grande vantaggio soprattutto per l'Italia.

Riguardo il nostro Paese, al pessimismo di Goldman Sachs si aggiunge, in ordine temporale, quello di Confindustria e del Ministro dell'Economia Gualtieri. Questo rappresenta un'autentica inversione di tendenza rispetto a quanto molti sostenevano all'inizio, minimizzando il problema che invece si mostra essere molto serio. Confindustria ipotizza un autentico tracollo del PIL nell'ordine del 10% fino a giugno. Solo se ci sarà un rallentamento dell'epidemia e quindi il superamento dell'emergenza sanitaria si assisterà ad un miglioramento della curva della crescita. Il PIL infatti potrebbe contrarsi del 6% nella seconda metà dell'anno e riprendere la risalita nel 2021 fino ad un +3,5% quando si presume le attività produttive ritornino alla normalità. Il Centro Studi di Confindustria snocciola numeri preoccupanti anche riguardo la risalita del deficit (-5%) e del tasso di disoccupazione (-11,2%) richiamando l'Europa a intervenire tempestivamente e con la massima urgenza per evitare una depressione prolungata. Definendo realistiche le previsioni fatte da Confindustria, il Ministro Gualtieri, in un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, ha considerato insufficiente lo stanziamento dei 25 miliardi del decreto "Cura Italia". Le aspettative sono per mettere in campo 500 miliardi di risorse sull'economia reale reputando decisivo l'appoggio monetario della BCE. Infine, secondo il Ministro, il Mes non potrebbe essere utilizzato secondo i canoni che erano stati stabiliti inizialmente. Il fondo serve per far fronte a choc asimmetrici, mentre la pandemia in corso ha colpito tutti indistintamente.

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