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Certificati: investire nel boom delle vendite online di vestiti

Con l'arrivo del Covid-19 le vendite online di abbigliamento hanno registrato un forte aumento. Vediamo come approfittare di questa tendenza investendo con i Certificati

La pandemia di Covid-19 ha avuto un forte impatto sul settore dell’abbigliamento, che ha subito una contrazione nelle vendite principalmente a causa della chiusura dei negozi durante i vari lockdown a livello globale.

Se guardiamo al solo abbigliamento sportivo, le stime dell’University Of Oregon evidenziano come in USA le vendite possano essere calate del 9% a/a durante il 2020, attestandosi a 119,4 miliardi di dollari. A dispetto di questo le azioni delle aziende legate a questo settore in Borsa hanno beneficiato di forti rialzi, perché?

Il motivo può essere ricercato nel boom delle vendite online e nel potenziamento dei negozi virtuali da parte di queste società. Con la pandemia infatti si è verificato un vero e proprio boom dell’e-commerce e degli allenamenti da casa: entrambi questi fattori hanno contribuito a rendere più rosee le prospettive del comparto dei vestiti sportivi.

Non si deve inoltre dimenticare l’effetto Cina: nel Dragone infatti le riaperture dei negozi fisici si sono verificate prima nel resto del mondo, con i consumatori del Paese che hanno iniziato ad effettuare numerosi acquisti.

Ricordiamo come l’arrivo del vaccino anti-Covid potrebbe portare ad altre vendite per le aziende dell’abbigliamento, visto che ci si attende possano riprendere spostamenti e di conseguenza i consumi, che tra l’altro potrebbero venire incentivati dagli stessi Governi una volta che il peggio della pandemia sarà alle spalle e ci si dovrà confrontare con le ricadute economiche delle misure di contenimento.

Nel quadro appena descritto il Certificato di Vontobel con ISIN DE000VQ12U80 e sottostante rappresentato da un basket composto dalle azioni Adidas, Zalando e Under Armour.

 

Analisi dei sottostanti

Nel corso del 2020 tutti i sottostanti del basket sono riusciti a rialzare la testa dai crolli causati dall’arrivo della pandemia di Covid-19 di fine febbraio-inizio marzo 2020. Durante lo scorso anno, le azioni Under Armour hanno ridotto le perdite al -20,51%, mentre Adidas e Zalando hanno archiviato una performance positiva rispettivamente del 2,80% e del 101,55%.

All’ultima trimestrale pubblicata, relativa al 3° trimestre del 2020, Under Armour ha riportato ricavi stabili su base annuale a 1,4 miliardi di dollari. Il risultato è stato ottenuto soprattutto grazie alla crescita dell’e-commerce.

Nello stesso periodo, Adidas è riuscita a mettere a segno un forte recupero, riducendo ad un calo del 3% i ricavi. Anche qui le vendite online hanno giocato un ruolo chiave salendo del 51%. Oltre a ciò l’azienda ha importanti contratti di sponsorizzazione con personaggi pubblici di rilievo.

Questo elemento è importante soprattutto perché le pubblicità eseguite dagli influencer sui social network come Instagram e Facebook riescono ad attirare ampie fette di pubblico giovane. La società ha inoltre un obiettivo ambizioso che sarà capace di attirare ulteriormente l’attenzione: nel 2021 infatti oltre il 60% dei prodotti verrà prodotto interamente con materiali sostenibili.

Dal 2024 poi, il gruppo pensa di utilizzare solo poliestere riciclato. Delle tre società del paniere, Zalando è sicuramente la più interessante. La compagnia ha un modello di business online che non necessita di negozi fisici e non è quindi intaccato dalle chiusure dovute all’incremento di contagi da Coronavirus. Nel periodo luglio-settembre 2020 il gruppo ha registrato un incremento dei ricavi del 21,6%, a 1,8 miliardi di euro.

Grazie a questi risultati, Zalando ha potuto migliorare il suo outlook per l’intero anno, che prevede tra le altre cose un’ulteriore crescita del fatturato del 20-22%. L’online sembra quindi essere la nuova frontiera per l’abbigliamento: molte abitudini assunte durante questo periodo di blocchi faranno fatica a scomparire, senza contare che la fascia di persone con un’alfabetizzazione informatica è sempre maggiore. Questo significa che anche nel settore del vestiario il boom dell’e-commerce continuerà a durare.

 

Struttura del Certificato

Con il Certificato Memory Cash Collect di Vontobel con ISIN DE000VQ12U80, quotato sul mercato SeDeX di Borsa Italiana dal 2 dicembre 2020, l’investitore potrà ottenere una cedola trimestrale di 3,52 euro a condizione che alle date di valutazione periodiche il prezzo di tutti i sottostanti sia pari o superiore a quello della Soglia Bonus.

Questo livello presenta un meccanismo Step-Down che gli permette di abbassarsi con il passare del tempo e passare così dall’85% al 60% dello Strike Iniziale. Per quanto concerne il rendimento, questo è pari al 14,08% lordo sul prezzo di emissione di 100 euro.

Tre le opzioni che costituiscono la struttura del Certificate:

 

  • Effetto Memoria: consente all’investitore di incassare successivamente i premi non pagati;
  • Opzione Autocallable: dall’8 marzo 2021 permette al prodotto di scadere anticipatamente a patto che alla Data per il Rimborso Anticipato il prezzo di tutti i sottostanti del paniere quoti ad un livello pari o superiore a quello del Livello Autocall, posto al 100% del Valore Iniziale.
  • Opzione Quanto: protegge dalle variazioni del tasso di cambio, visto che le azioni Under Armour sono quotate in Dollari USA.

 

Vediamo quindi i vari sottostanti del Certificate e i corrispondenti livelli da tenere sott’occhio:

 

  • Adidas: Valore Iniziale, Strike e Livello Autocall a 271,50 euro; 1° Soglia Bonus a 230,78 euro; 2° Soglia Bonus a 217,20 euro; 3° Soglia Bonus a 203,63 euro; 4° Soglia Bonus a 190,05 euro; 5° Soglia Bonus a 176,48 euro; 6° Soglia Bonus e Barriera a 162,90 euro.
  • Zalando: Valore Iniziale, Strike e Livello Autocall a 83,21 euro; 1° Soglia Bonus a 70,73 euro; 2° Soglia Bonus a 66,57 euro; 3° Soglia Bonus a 62,41 euro; 4° Soglia Bonus a 58,25 euro; 5° Soglia Bonus a 54,09 euro; 6° Soglia Bonus e Barriera a 49,93 euro.
  • Under Armour: Valore Iniziale, Strike e Livello Autocall a 16,45 dollari; 1° Soglia Bonus a 13,98 dollari; 2° Soglia Bonus a 13,16 dollari; 3° Soglia Bonus a 12,34 dollari; 4° Soglia Bonus a 11,52 dollari; 5° Soglia Bonus a 10,69 dollari; 6° Soglia Bonus e Barriera a 9,87 dollari.

 

Attualmente il Worst of del paniere è costituito dalle azioni Adidas, che però quotano il 7,99% in più rispetto al loro valore iniziale. Questo indica che se i prezzi dovessero mantenersi ai livelli attuali, sono rispettate sia le condizioni per la scadenza anticipate che quelle per lo stacco della cedola.

A scadenza, prevista per il 31 maggio 2022, si potranno verificare due scenari:

 

  1. Se il prezzo del peggiore dei sottostanti dovesse quotare ad un livello superiore a quello della Barriera l’investitore riceverà il Valore Nominale di 100 euro, l’ultima cedola del periodo e i premi eventualmente non pagati;
  2. Se il prezzo del peggiore dei sottostanti dovesse quotare ad un livello pari o inferiore a quello della Barriera invece il Certificato inizierà a replicare la relativa performance. Poniamo quindi che le azioni Adidas alla scadenza del prodotto quotassero a 150 euro: in tal caso il risparmiatore riceverebbe 55,25 euro così calcolati: [100 euro del Valore Nominale x (150 euro del Prezzo di rilevazione finale/271,50 euro del Valore Inziale)].

 

La valutazione dell’Ufficio Studi di Investire.biz

L’attesa di continua crescita delle vendite online e la scommessa di queste società di puntare sui negozi virtuali potrebbe essere la combinazione vincente per far continuare il loro percorso ascendente in Borsa. Tutti i titoli veleggiano al di sopra del loro Valore Iniziale e al momento il Certificato quota ad un prezzo ask di 102,80 euro.

Ciò significa che eventuali ribassi possono essere sfruttati per migliorare il prezzo di acquisto puntando sul potenziale extra rendimento fornito dalla differenza tra questo valore e quello di rimborso a scadenza. Oltre a questo è indubbiamente positiva la copertura del rischio di cambio offerta dall’Opzione Autocallable, così come l’Effetto Memoria e la data di scadenza piuttosto ravvicinata.

Se l’immunità di gregge al Covid-19 a detta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non arriverà nel 2021, è da attendersi una prosecuzione delle tendenze che hanno finora spinto verso l’alto le quotazioni della stay-at-home economy.

 

 

 

 

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