Piazza Affari: focus su UniCredit in attesa misure anti-spread BCE | Investire.biz

Piazza Affari: focus su UniCredit in attesa misure anti-spread BCE

UniCredit è sotto la lente degli investitori insieme agli altri titoli del settore bancario dopo la riunione straordinaria della BCE. Come investire con i Certificati?

Il titolo UniCredit è attentamente monitorato dagli investitori dopo la riunione straordinaria della BCE, insieme alle altre società quotate del settore bancario. Dopo diversi giorni di rialzi dei rendimenti e allargamenti degli spread sui tassi tra i titoli di Stato dell'area euro, l’Eurotower ha indetto una riunione straordinaria con l’annuncio di nuove misure, dando l’incarico agli uffici tecnici di "accelerare il completamento di un nuovo strumento anti-frammentazione" da sottoporre poi al Consiglio direttivo della BCE.

In linea con quanto più volte affermato dalla numero uno di Francoforte, Christine Lagarde, la Banca centrale si è detta pronta ad “applicare la flessibilità nel reinvestimento dei rimborsi in scadenza nel portafoglio PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme), al fine di preservare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, condizione essenziale affinché la BCE possa adempiere al suo mandato di stabilità dei prezzi”.

Dello strumento anti-frammentazione in via di progettazione si dovrebbe sapere di più nella prossima riunione di politica monetaria del 21 luglio, quando probabilmente sarà fatta luce sui dettagli del suo funzionamento. Stando a quanto riportato da Bloomberg nei giorni scorsi, Lagarde avrebbe detto ai ministri delle finanze del blocco europeo che il nuovo strumento anti-frammentazione entrerà in funzione se gli spread obbligazionari si allargheranno oltre determinate soglie o se i movimenti del mercato superano una certa velocità.

A sostenere il comparto bancario è poi la politica monetaria della BCE che si appresta ad aumentare i tassi di interesse in più occasioni durante l’anno. L'aumento dei tassi di interesse è "benvenuto per il settore bancario europeo, dal punto di vista della redditività abbiamo visto che anche in scenari in cui ci fosse un aumento significativo dei tassi, per 200 punti base, sarebbe chiaramente positivo per la redditività", ha affermato Andrea Enria, presidente della Vigilanza BCE.

Inoltre, Enria ha detto non ci sarà un altro stop ai dividendi per gli istituti di credito. La sospensione dei dividendi nel 2020 è infatti “stata una decisione eccezionale in un contesto senza precedenti che impediva ogni forma di visibilità sul futuro, non intendiamo farlo di nuovo", ha evidenziato Enria intervenendo all'ottava edizione dell'Italian CEO Conference organizzata da Mediobanca. In questo contesto UniCredit è anche alla prese con la gestione delle attività in Russia.

Nei giorni scorsi l'AD Andrea Orcel ha affermato che svalutare le attività di Unicredit in Russia non sarebbe corretto, anzi sarebbe come fare un regalo a qualcuno. Subito dopo l'invasione dell'Ucraina, UniCredit ha avviato una revisione strategica che, tra le diverse opzioni, potrebbe prevedere anche una cessione della controllata. Il recente inasprimento delle sanzioni occidentali ha reso però ancora più complesse le procedure di uscita per gli istituti di credito occidentali.

La banca avrebbe avviato contatti con soggetti esterni al Paese guidato da Vladimir Putin, con l'obiettivo di valorizzare quanto più possibile gli asset oggetto di vendita. Segnaliamo inoltre che l'11 maggio scorso è partito il piano di buyback da 1,6 miliardi di euro, autorizzato dalla BCE e comunicato il giorno precedente dopo la delibera dell'assemblea dell'8 aprile (prima tranche del programma 2021). A partire dall’avvio della prima tranche del programma di buy-back 2021, l'istituto ha acquistato un totale di 86.450.179 azioni, pari al 3,96% del capitale, per un controvalore complessivo di 874,94 milioni di euro.

Il buyback da 1,6 miliardi, sommato ai dividendi da 1,2 miliardi già distribuiti, porta a 2,8 miliardi le risorse messe a disposizione degli azionisti nel 2022. Alla luce di ciò, ad attirare la nostra attenzione è stato il Certificato Recovery TOP Bonus di Société Générale con ISIN DE000SH7W563 che ha come sottostante proprio UniCredit. Vediamo cosa dice l’analisi tecnica sulla big cap di Piazza Affari.

 

Azioni UniCredit: l’analisi tecnica

Il quadro tecnico di UniCredit migliora nel breve termine, dopo il rimbalzo messo a segno il 13 giugno scorso in area 9,20 euro. I corsi al momento si mantengono al di sopra sia della media mobile semplice a 10 giorni sia a quella 50 periodi.

Nel medio periodo la rottura dei massimi di maggio a 11 euro potrebbe variare l’impostazione tecnica a favore dei compratori, al momento ancora orientata al ribasso. In tal caso le forze rialziste avrebbero ampio spazio di manovra, potenzialmente fino alle resistenza orizzontale a 12,70 euro, livello che conta i minimi registrati a gennaio 2022.

Al contrario, se dovesse tornare la debolezza, la violazione del sostegno a 9,20 euro potrebbe trasportare i corsi al test dell’area di concentrazione di domanda compresa tra i 7,90 e i 7,75 euro, zona testata dai prezzi a inizio marzo e maggio 2022.

 

Investire sulle azioni UniCredit con i Certificati

La situazione descritta sinora su UniCredit è particolarmente interessante se si guarda al Certificato Recovery TOP Bonus di Société Générale con ISIN DE000SH7W563. Questo prodotto è quotato dal 25 marzo 2022 sul mercato SeDeX di Borsa Italiana a un prezzo di emissione di 85,05 euro.

Questo strumento consente agli investitori di ricevere un rimborso a scadenza di 100 euro lordi a patto che alla data di valutazione finale fissata al prossimo 14 dicembre 2023 (circa 1 anno e 6 mesi) la quotazione di UniCredit sia superiore o uguale a quella della Barriera, fissata a 5,60 euro, circa il 54% del prezzo spot attuale del titolo.

Per questo motivo, eventuali ribassi di UniCredit non sarebbero un evento totalmente negativo, in quanto farebbero scendere il potenziale prezzo di acquisto del Certificato incrementando di conseguenza il rendimento potenziale a scadenza e lo spazio per un recupero più sostenuto delle quotazioni.

Al momento della scrittura il Certificato quota ad un prezzo ask di 87,50 euro (guadagno lordo potenziale del 14,28% in circa 1 anno e 6 mesi), mentre le azioni UniCredit veleggiano circa il 45% al di sopra della Barriera.

Lo scenario negativo prevede invece che alla data di valutazione finale le quotazioni di UniCredit siano inferiori a 5,60 euro: il Certificato inizierà a replicare la performance negativa del sottostante calcolata rispetto allo Strike e moltiplicata per l’Importo di Calcolo di 87,946 euro per certificato. Questo, a seconda del prezzo in cui viene acquistato il certificato, potrebbe causare una perdita sul capitale investito.

 

 

 

 

 

 

 

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