Crypto Today: le top 3 news sulle criptovalute di oggi 20/07/22 | Investire.biz

Crypto Today: le top 3 news sulle criptovalute di oggi 20/07/22

3AC potrebbe avere $2,8 miliardi di debiti, mentre il mining fa grandi progressi verso la transizione energetica. A Dubai 40.000 posti di lavoro nel Metaverso

Ieri Bitcoin ha rotto la zona di resistenza posta in zona 23.000 dollari. Questa mattina sono stati raggiunti i 23.864 dollari su Binance e il movimento per ora sembra poter avere ancora lo slancio necessario a proseguire la salita. Il target che molti trader stanno puntando è in zona 25-26.000 dollari, ma sarà da valutare attentamente quanta forza avrà Bitcoin durante l’approccio di questi livelli.

Anche i mercati tradizionali sembrano aver ritrovato un po’ di grinta, ma la situazione macroeconomica non è poi mutata così tanto da poter far pensare ad una ripresa in piena regola. Le principali altcoin sono quelle che in questi giorni hanno beneficiato maggiormente della situazione. Anche oggi troviamo alcuni rialzi importanti come Lido DAO (LDO) che guadagna il 14,8% in 24 ore, Dogecoin (DOGE) + 11,4%, Waves (WAVES) +10,8% e ShibaInu (SHIB) +10,5%. Vediamo le principali notizie di giornata.

 

Three Arrows Capital presumibilmente con $2,8 miliardi di debiti

Durante una recente riunione dei creditori di Three Arrows Capital (3AC), il grande fondo di investimento crittografico che ha dichiarato fallimento, è emerso che la società avrebbe circa 2,8 miliardi di dollari di debiti. La cifra potrebbe essere anche sottostimata in quanto non si conosce se tutti i creditori abbiano fatto richiesta di rimborso e sono stati esclusi coloro che non hanno divulgato l’importo per questioni di riservatezza.

Durante l’incontro si è votato per eleggere un comitato dei creditori, che include Digital Currency Group, Voyager Digital, Blockchain Access Matrix Port Technologies e CoinList Lend. Queste 5 entità rappresentano circa l’80% delle richieste di rimborso presentate. Al momento della scrittura non è chiaro quanto rimanga nel patrimonio netto del fondo, che stando a quanto dichiarato lo scorso anno aveva circa 6 miliardi di dollari di attività e 3 miliardi di passività.

Si ritiene che le risorse detenute da 3AC siano composte da conti bancari, partecipazioni progetti crittografici, criptovalute e token non fungibili (NFT). Entrambi i co-fondatori, Su Zhu e Kyle Davies, non hanno comunicato la loro posizione e si rifiutano di collaborare riguardo alle risorse detenute da 3AC. Ironia della sorte, Su Zhu avrebbe rivendicato 5 milioni di dollari da 3AC, mentre Chen Kaili Kelly, moglie di Kyle Davies, avrebbe rivendicato 66 milioni.

 

L’energia rinnovabile utilizzata per il mining raggiunge il 59,5%

Nel rapporto del secondo trimestre 2022 del Bitcoin Mining Council (BMC), consorzio che rappresenta più del 50% dei minatori a livello globale, emerge che quasi il 60% dell’energia utilizzata per il mining proviene da fonti rinnovabili. Un ulteriore passo in avanti rispetto al 58,4% registrato durante il trimestre precedente, che rende il mining "una delle industrie più sostenibili a livello globale".

Nuovi progressi sono avvenuti anche dal punto di vista dell’efficienza dei macchinari utilizzati, che sono responsabili della vera crescita del settore. Michael Saylor, il CEO di MicroStrategy, ha commentato i dati in un tweet dove sostiene che, rispetto ad otto anni fa, l’efficienza energetica dei minatori è cresciuta del 5814%.

Saylor ha notato che le previsioni dei detrattori di Bitcoin sull’uso energetico non sono state esatte: “Le persone hanno previsto che Bitcoin avrebbe consumato tutta l'energia del mondo per un bel po'. Questo non sta accadendo e non accadrà a causa delle dinamiche di efficienza". Con l’aumento del prezzo cresce anche la domanda di processori ASIC utilizzati per il mining, e ciò alimenta l’innovazione dei dispositivi. Il mining di Bitcoin scoraggia l’uso di dispositivi obsoleti, rendendoli meno convenienti e redditizi, favorendo quindi l’efficienza dell’intero settore.

 

Dubai annuncia 40.000 nuovi posti di lavoro nel metaverso

Non è più un segreto per nessuno che l’emirato di Dubai stia puntando a diventare il principale hub crittografico al mondo. Le autorità locali hanno diffuso l’imminente lancio della Dubai Metaverse Strategy, che mira a creare 40.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030, rendendo il paese una delle prime economie del metaverso mondiali.

La notizia è stata pubblicata lunedì 18 luglio dall’agenzia di stampa ufficiale degli Emirati e la strategia è stata promossa direttamente dal vicepresidente, primo ministro e sovrano di Dubai Sua Altezza lo sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Al Maktoum ha dichiarato di voler trasformare l’emirato in una capitale tecnologica concentrandosi sul Web3 e l’intelligenza artificiale (AI).

La Dubai Metaverse Strategy includerà contributi economici, acceleratori e incubatori per attrarre aziende e progetti dall'estero, oltre a supportare direttamente l’istruzione e la formazione nel metaverso rivolta a sviluppatori, creatori di contenuti e utilizzatori delle piattaforme. Come parte integrante della strategia c’è anche la piena diffusione delle reti 5G per abilitare l'edge computing, che consentirebbe di raccogliere, archiviare ed elaborare i dati a livello locale tramite dispositivi intelligenti e reti locali.

 

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