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Investire su Bitcoin? Ecco come con la fabbrica di criptovalute

Una società milanese consente di ottenere Bitcoin a fronte del pagamento dell’affitto dei loro macchinari. Scopriamo insieme Criptomining e come funziona il servizio

Non c’è dubbio, in questo inizio di 2021 il Bitcoin è il protagonista assoluto nei mercati finanziari ma anche per i non addetti ai lavori. La regina delle criptovalute continua ad archiviare record dopo record, macinando nuovi massimi assoluti e catalizzando nuovamente l’attenzione delle persone verso il mondo delle criptovalute, dopo che l’interesse per questo settore si era via via spento dopo lo scoppio della bolla speculativa del 2017.

Basti pensare che le quotazioni del Bitcoin ora si aggirano attorno ai 48mila dollari, solo da inizio 2021 la cripto è in crescita del 65%, mentre dai minimi di marzo 2020 è in progresso di circa il 1.122%.

 

Il valore del Bitcoin è destinato a crescere

Già l’anno scorso l’attenzione degli investitori era stata calamitata dal processo di halving del Bitcoin, il terzo avvenuto proprio nel 2020, una funzionalità del protocollo della criptovaluta che rappresenta il cuore del modello economico di Bitcoin. Ogni 210mila blocchi creati, la fornitura di Bitcoin deve dimezzarsi e questo avviene proprio tramite l’evento chiamato halving, circa ogni 4 anni.

Portando al dimezzamento dei Bitcoin, si influenza il tasso di emissione e la quantità di moneta circolante, che non potrà mai superare quota 21 milioni, riducendo di fatto la quantità fornita. Con un’offerta sempre più bassa e una domanda crescente i prezzi del Bitcoin sono destinati ad aumentare nel tempo e chi mastica il mondo della criptovaluta lo sa bene ed è per questo che sempre più persone vogliono investire su questa “moneta del futuro”.

 

Il Bitcoin è sempre più istituzionale

Se fino a qualche anno fa il tema Bitcoin era percepito come una mera scommessa, segnali incoraggianti sono arrivati anche dall’ambiente istituzionale. Anzitutto con la nascita di strumenti derivati regolamentati, come contratti future e di opzione, ma anche di investimento, come Exchange Traded Fund (ETF) che consentono di posizionarsi al rialzo su una singola criptovaluta o su un basket di queste.

È di pochi mesi fa la notizia del noto trader e hedge fund manager Paul Tudor Jones, fondatore di Tudor Investment Corporation, che a dicembre scorso ha paragonato il Bitcoin ai metalli preziosi e le altre criptovalute ai metalli industriali, affermando inoltre che si aspetta che tutti, compresi gli Stati sovrani, utilizzeranno "un qualche tipo di valuta digitale" nei prossimi 20 anni.

Ancora più di recente il genio sudafricano patron di Tesla, Elon Musk, è stato al centro dell’attenzione di milioni di persone per i suoi costanti messaggi sui Twitter dove ha consigliato di investire sulla criptovaluta.

Ma dal solo scrivere è poi passato anche ai fatti: Tesla ha dichiarato alla SEC, la Securities and Exchange Commission, di aver investito ben 1,5 miliardi in Bitcoin e aver deciso di accettare la moneta come pagamento, fatto che ha spinto le quotazioni della criptovaluta al di sopra dei 43mila dollari e una capitalizzazione di oltre 735 miliardi (Fonte: CoinMarketCap).

La mossa di Tesla ha spostato l’ago della bilancia, tant’è che anche Apple e Google potrebbero inserire il Bitcoin tra propri sistemi di pagamento e se colossi come quelli della Silicon Valley si stanno attivando, questo trend è solo all’inizio.

 

Investire nel Bitcoin: si può con Criptomining

Ma quindi come è possibile cavalcare questo trend? È fattibile anche per i piccoli investitori? La risposta arriva dalla capitale finanziaria italiana, Milano. A pochi passi dal Duomo di Milano c’è infatti una “miniera”, accessibile a tutti, dove il Bitcoin viene estratto. Ed è una miniera che sta dando grandi soddisfazioni ai titolari, i quali non a caso hanno deciso di triplicarne la capacità estrattiva per renderla la più grande realtà di mining in Italia.

Stiamo parlando di Criptomining, azienda che opera nell’estrazione condivisa di criptovalute, nata per rispondere al desiderio di un trader e un avvocato, Matteo Moretti ed Elio Viola, di investire su questo mercato senza pagare lo scotto della volatilità.

L’azienda, che ha sede in Piazzale Biancamano 8 a Milano, ha circa 150 metri quadri di superficie totalmente dedicati alle macchine per l’estrazione. Oggi la società mina circa un Bitcoin al mese, grazie ad una potenza di mining superiore ai 1000 TeraHash.

In sostanza, è possibile estrarre monete virtuali affittando una piccola parte della capacità estrattiva della società, a fronte del pagamento di un affitto. Dunque chiunque può partecipare all’estrazione dei Bitcoin e cavalcare il forte trend, pagando una cifra fissa ai “minatori”. Ma conosciamo meglio la società.


Criptomining, la fabbrica cripto nel cuore di Milano

Criptomining srl è una startup innovativa fondata nel 2018 da Matteo Moretti ed Elio Viola, che hanno trasformato la loro passione per la Blockchain in un business, credendo per primi nella forza innovativa della loro idea. 

Criptomining è una delle prime realtà a produrre criptovalute su scala industriale attraverso un processo informatico noto come mining, termine con cui si indica il modo utilizzato dal sistema Bitcoin e dalle criptovalute in generale per emettere moneta.

All'investimento iniziale dei due fondatori, attraverso il quale sono stati strutturati il primo ufficio e le prime macchine per iniziare a minare criptovalute, sono seguiti due round di crowdfunding sulla piattaforma Opstart equity crowdfunding.

Entrambi hanno riscosso grande successo, raccogliendo rispettivamente 109.250 e 71.300 euro, e hanno portato ad altri investimenti, tra cui l’apertura di una seconda sede milanese, l’acquisto di nuovi macchinari e il miglioramento del network.

Dal 2018 la società assiste i propri clienti che vogliono entrare nel mondo delle criptovalute, colmando i gap in termini di Know-how e sostenimento dei costi. L’azienda si occupa anche di advisory, consulenza IT, legale e finanziaria nell’ambito Blockchain e criptovalute. Sono inoltre molte le collaborazioni sviluppate nel corso degli ultimi due anni: la società vanta partnership con Enertronica, Nicehash, HSC System, Treedom, Assocoin e Assofintech.

I dati dell’azienda sono ottimi: +350% di crescita dei ricavi tra il 2018 e il 2019 e 100.000 euro di ricavi attesi per il 2020. Ma queste stime parlano del passato, le valutazioni prospettiche non contano il fatto che il Bitcoin negli ultimi mesi è letteralmente decollato. Il valore intrinseco della società dunque è già aumentato rispetto a quanto dichiarato sui documenti informativi della campagna di crowdfunding consultabili sulla piattaforma Opstart.

 

Criptomining: come partecipare al crowdfunding su Opstart

Gli investitori interessati a investire su questa promettente azienda e dunque sul forte trend legato all’affermazione e all’apprezzamento delle quotazioni del Bitcoin, possono farlo partecipando alla campagna di crowdfunfing sulla piattaforma Opstart.

La società si pone come obiettivo la raccolta di massimi 300mila euro e ai sottoscrittori dell’aumento di capitale verrà riconosciuto, in ragione della quota posseduta, un premio da erogare in criptovalute pari al 10% del margine dell’attività, se positivo. L’obiettivo di raccolta minimo è pari a 50mila euro.

I capitali raccolti saranno impiegati al 70% sulla selezione di progetti Blockchain e token, il 20% per l’acquisto di assets per offrire maggiori TeraHash e il 10% sarà investito in ricerca e analisi quantitativa.

L’investimento minimo sottoscrivibile è davvero alla portata di tutti e ammonta a 250 euro. L’investimento massimo sottoscrivibile da investitori retail e corporate (persone fisiche e giuridiche) non professionali è pari 285mila euro, mentre la quota riservata a investitori professionali è pari al 5% del capitale raccolto con un minimo di 15mila euro in caso di raggiungimento della raccolta massima.

 

Crowdfunding Criptomining: agevolazioni e benefici fiscali

Il Decreto Rilancio, firmato in data 19 maggio 2020, ha aumentato le agevolazioni sugli investimenti. La detrazione d’imposta per le persone fisiche che investono in startup e PMI innovative passa al 50% sul capitale investito, dal precedente 30%, fino a un massimo di 100mila euro e dovrà essere mantenuto per almeno tre anni.

Lo sconto sarà effettuato direttamente sulle imposte dovute, con un rientro diretto di ben metà dell’investimento. Superata la soglia dei 100mila euro, le persone fisiche potranno comunque continuare a beneficiare della detrazione fiscale del 30% per investimenti fino a 1 milione di euro. Oltre a questo beneficio fiscale, lo strumento finanziario è anche ammissibile all’investimento da parte dei Piani Individuali di Risparmio (PIR) ai sensi del Decreto Legge 30 aprile 2019, n. 34.

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1 - Commento

Tommaso Coccia

Tommaso Coccia - 15 febbraio 15:18 Rispondi