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Wall Street: perché il NASDAQ non è tornato ai massimi storici?

L'indice tecnologico americano ha avuto una buona reazione dopo il crollo dai massimi storici di febbraio, ma non ha riagguantato quelle vette. Vediamo insieme perché

Il NASDAQ-100 ha ripreso a correre nelle ultime settimane. Dall'8 marzo scorso i prezzi hanno iniziato un mini-rally che li ha portati a guadagnare il 9,2%, dopo che dal suo massimo storico del 16 febbraio a 14.175 punti era crollato fino a 12.397 punti. In sostanza, ha fatto meglio del Dow Jones Industrials Average, che è aumentato solo del 5,4% nell'ultimo mese.

Cos'è successo? Non è facile determinarlo con esattezza, pur tenendo presente che l'andamento dei tassi sui bond statunitensi abbia giocato un ruolo decisivo nell'altalena di rendimenti del 2021 per l'indice tecnologico.

Il dubbio che attanaglia gli investitori in questo momento è se la fiammata iniziata il mese scorso sia la prosecuzione del grande trend rialzista precedente all'ultimo crollo o, al contrario, si tratti di una correzione momentanea di una totale inversione di trend.

 

NASDAQ-100: perché non sono stati ritoccati ancora i massimi storici?

Un segnale non troppo incoraggiante arriva proprio dal livello raggiunto dal NASDAQ in questa fase rialzista. È vero che la performance è stata migliore rispetto agli altri indici americani, ma è altrettanto corretto dire che, a differenza loro, l'indice dei titoli tech non ha aggiornato i massimi storici. Per questa ragione il mese di aprile diventa decisivo per capire in quale direzione il listino potrà realmente andare.

Se dovesse riagguantare e superare i vertici che abbiamo conosciuto a febbraio allora probabilmente significherà che l'allarme inflazione e rendimenti alti del Tesoro USA è rientrato. Quindi a quel punto gli investitori o hanno già incorporato nei prezzi lo scenario di un aumento futuro del costo del denaro per contenere quello del costo della vita, oppure hanno realizzato che possono dormire sonni tranquilli sul fatto che la FED non toccherà i tassi prima del 2023, come più volte la stessa Banca centrale ha ribadito.

Il problema vero nasce nello scenario peggiore, ovvero che gli investitori tornino a vendere i tecnologici. In quel caso la turnazione in atto tra titoli growth e titoli value si sarà definitivamente consacrata e ci sarà da aspettarsi nei prossimi mesi una certa pressione su quelle azioni che hanno sorretto il paniere durante il periodo nero della pandemia.

 

NASDAQ-100: è la fine di un ciclo?

La seconda ipotesi ventilata è sostenuta senza indugi da Jim Paulsen, Chief Investment Strategist di Leuthold Group, società di ricerca sugli investimenti con sede a Minneapolis. A giudizio dell'esperto, la corsa alla tecnologia è giunta al capolinea con riferimento agli investimenti azionari.

Questo perché il settore è rimasto indietro rispetto a materiali di base, energia, beni di consumo discrezionali e industriali nei 12 mesi terminati il ​​31 marzo. Tuttavia non si aspetta che possa accadere quanto visto per il crollo delle Dot-com 20 anni fa.

L'ultima risalita del NASDAQ potrebbe essere quindi il colpo di coda prima di una serie di ribassi che porranno fine a una lunga sovraperformance settoriale. A quel punto gli investitori dovrebbero guardare a cosa succede dopo il termine di una sovraperformance: in genere il guadagno medio l'anno successivo si assesta intorno al 5%.

 

 

 

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