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Moncler: origini, storia e sviluppi dell'azienda quotata a Milano

Quando è nata e come si è sviluppata Moncler? Qual è il ruolo che oggi esercita nell'ambito dell'industria tessile a livello internazionale? Ecco tutte le risposte

Moncler è una società italiana operativa nel settore della moda. Il suo core business consiste nella produzione, distribuzione e design dei capi d'abbigliamento e accessori per uomo, donna e bambini. L'azienda possiede 122 negozi in tutto il Mondo, con una presenza in 75 Paesi diversi, in maniera particolare in Europa come ad esempio Francia, Germania, Svizzera, Austria e Turchia, in Asia attraverso Cina, Giappone, Hong Kong e Taiwan e negli Stati Uniti.

 

Moncler: origini e sviluppi

La nascita dell'azienda è datata 1952 da un'idea di un francese artigiano di attrezzature da montagna, tale René Ramillon, e da André Vincent. Il nome Moncler deriva dalla località in cui la società è stata costituita, ovvero Monestier-de-Clermont, stazione sciistica nei pressi di Grenoble.

Nei primi anni della sua attività, Moncler produceva essenzialmente un unico modello di sacchi a pelo imbottiti e le tende con struttura telescopica a copertura esterna. Nel 1954 furono fabbricati i primi piumini riservati al personale dell'azienda, che li indossavano nello stabilimento di montagna sopra la tuta da lavoro.

Il piumino Moncler fu subito un grande successo e l'azienda divenne il fornitore ufficiale della nazionale francese di sci alpino nella manifestazione olimpica di Grenoble. La grande diffusione però arrivò negli anni '80 allorché il turismo invernale cominciò a decollare nel Paese transalpino.

 

Moncler: l'arrivo di Ruffini e la quotazione in Borsa

Agli inizi degli anni '90 l'azienda francese si tramutò in un marchio italiano grazie a Pepper Industries che lo acquisì nel '92 e lo cedette successivamente a Finpart. Nel 2003 avvenne un cambio di guardia importante: l'imprenditore Remo Ruffini comprò l'azienda diventando primo azionista e assumendo la doppia carica di Presidente e Amministratore Delegato.

La leadership di Ruffini durò per 5 anni, fino a quando nel 2008 partì la scalata della società di asset management Carlyle Group, che si impadronì del 48% delle quote. L'imprenditore comasco restò il secondo azionista del gruppo con una partecipazione del 38%, che si ridusse al 32% nel 2011 quando il fondo d'investimento francese Eurazeo comprò gran parte dei titoli di Carlyle investendo quasi 1 miliardo di euro. A quel punto l'azionariato era così composto: Eurazeo 45%, Ruffini 32% e Carlyle 17,8%.

L'azionista italiano si riprese la maggioranza relativa delle azioni nel 2015 dal momento che Eurazeo scese al 15,5% dopo la vendita delle sue partecipazioni. L'anno dopo venne costituita una newco tra Ruffini che controllava Moncler, il fondo sovrano di Singapore Temasek e il Presidente di Dufry, Juan Carlos Torres.

La quota di maggioranza di tale newco era in mano a Ruffini con il 75,6%, gli altri due player avevano insieme il 24,4%. Nel frattempo Moncler si era quotata nella Borsa di Milano nel 2013 e dal 24 marzo 2014 cominciò a fare parte del principale listino milanese, il FTSE Mib.

 

Moncler: gli ultimi anni e l'acquisto di Stone Island

Nel 2015 Moncler redisse il primo Piano di Sostenibilità e costituì in Corea una joint venture per raggiungere territori ancora poco battuti. Sempre nello stesso anno venne acquisito uno stabilimento in Romania con lo scopo di investire nella ricerca e nello sviluppo verticalizzando la produzione. Questo portò l'anno successivo ad assumere 600 dipendenti per finalizzare il processo di costituzione dell'unità produttiva. Alla fine di quell'anno le vendite superarono il miliardo di euro.

Nel 2019 la società guidata da Ruffini ha inaugurato il primo sito di e-commerce gestito dall'azienda in Corea. Durante l'anno è riuscita ad entrare per la prima volta negli indici Dow Jones Sustainability World e Europe, come Industry Leader del settore Textile, Apparel & Luxury Good. Nel frattempo il più grande fondo del Mondo BlackRock è entrato nel capitale azionario acquisendo una partecipazione di poco superiore al 5%, mentre Ruffini ha mantenuto il controllo con il 26,75% delle azioni e il fondo Eurazeo ha ridotto drasticamente la sua quota al 4,8%.

Il 7 dicembre del 2020 Moncler ha acquisito Stone Island investendo 1,15 miliardi calcolati sul 100% del capitale e creando un nuovo colosso del lusso. A marzo del 2021 l'assemblea degli azionisti ha approvato l'aumento di capitale da 575 milioni riservato ai soci di Sportswear Company, società che detiene il marchio Stone Island. L'operazione viene realizzata con l'emissione di oltre 15 milioni di azioni al prezzo unitario di sottoscrizione di 37,5 euro.

 

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