ENI: svolta green e target ambiziosi ma titolo ai minimi dal 2016

Pesante sell off in Borsa anche per ENI, con le vendite causate dai timori sugli effetti economici del Coronavirus che non risparmiano nemmeno le azioni del Cane a sei zampe. I titoli ENI a Piazza Affari alla chiusura di Borsa hanno fanno segnare un calo del 5,10% a 11,158 euro per azione. Il gruppo petrolifero non vedeva questi prezzi dal febbraio del 2016. Le vendite di questa ottava si inseriscono in uno scenario che già nelle ultime settimane si era fatto fosco. L'8 gennaio le azioni segnavano un massimo a 14,39 euro, il 28,97% in più di ora.

ENI aveva iniziato ad accusare il contraccolpo del Coronavirus prima che il panico colpisse indistintamente tutte le Borse azionarie. Il valore della società, e del suo business, è infatti strettamente legato al petrolio e sul fronte delle materie prime, il blocco produttivo di tante aree della Cina causato dal contenimento del contagio del Coronavirus ha causato un deciso calo delle quotazioni del petrolio. Dal 6 gennaio quando il WTI scambiava sui 63 dollari al barile, le quotazioni dell'oro nero ad oggi sono scese del 30% a 44,35 dollari.

ENI: quarto trimestre e risultati 2019 non salvano il titolo

Oltre il calo generalizzato delle borse a causa della paura innescata dal CoronaVirus, a pesare sulle azioni ENI contribuiscono anche i risultati del quarto trimestre dell'esercizio 2019 e l'outlook per l'anno in corso, risultati in entrambi i casi leggermente sotto le stime degli analisti. Al management non è bastato alzare il dividendo a 0,89 euro e deliberare un piano di buyback da 400 milioni di euro per il 2020.

Il fatturato 2019 di ENI è stato di 69 miliardi di Euro, in calo dell'8% rispetto ai 75 dell'esercizio 2018, il risultato operativo adjusted di 8,6 miliardi di euro (-24% a/a) mentre l'utile netto adjusted si è attestato a 2,88 miliardi (risultato netto di 0,15 miliardi). Nel quarto trimestre l’utile operativo adjusted è stato di 1,81 miliardi di euro, l’utile netto adjusted di 546 milioni (-62% a/a) mentre il risultato netto ha segnato una perdita di 1,89 miliardi di euro. Oltre al calo delle quotazioni del petrolio rispetto all'anno precedente, a impattare negativamente sugli economics di ENI hanno contribuito minori volumi di vendita, sia in Italia che all'estero, di gas e GNL

In base a questi risultati, il CdA ha proposto la distribuzione di un dividendo pari a 0,86 euro per azione, in rialzo di 3 centesimi rispetto agli 0,83 euro pagati ai soci sull'esercizio 2018. A settembre ENI ha già distribuito un acconto di dividendo da 0,43 euro ad azione, a maggio pagherà il saldo rimanente di 0,43 euro.

 

ENI: due piani e una svolta green

Quella odierna è stata anche l'occasione per i vertici di ENI di presentare il nuovo piano industriale. La squadra cappeggiata dall'AD Claudio De Scalzi ha addirittura rilanciato la sfida presentando due piani, uno di medio e l'altro di lungo termine. Nel primo si fa riferimento al piano triennale 2020-2023 in cui la società punta a scoprire 2,5 miliardi di Boe di risorse, a diversificare la geografia del proprio portafoglio e a generare una cassa nel periodo superiore ai 25 miliardi di euro. Il secondo piano, quello al 2050, è un piano programmatico, che guarda in modo evidentemente alla tematica ambientale e alla sostenibilità. ENI prevede un picco massimo di estrazione di petrolio e gas nel 2025 e entro il 2050 punta ad abbattere dell'80% le emissioni. Tutte le divisioni saranno interessate da questa svolta green. Le rinnovabili saranno 5GW nel 2025 e 55GW nel 2050, 40 milioni di tonnellate di CO2 verranno eliminati con iniziative di forestazione e cattura e stoccaggio del carbonio. Anche gli impianti di raffinazione verranno convertiti, così come parte degli impianti della divisione chimica che verranno destinati alle fonti rinnovabili o al riciclo. "Abbiamo progettato una strategia che combina la sostenibilità economica con la sostenibilità ambientale", ha dichiarato l'amministratore delegato Claudio Descalzi venerdì. "Il risultato sarà un portafoglio più bilanciato e integrato e più forte per la sua adattabilità."

Le azioni Eni sono una opportunità di investimento?

Il futuro è green e se Eni dovesse riuscire a completare questa transizione, staccandosi sempre di piu' dal comparto oil, comprare il titolo oggi potrebbe rivelarsi un vero affare. Da tenere d'occhio anche le aziende del settore energia alternativa che, visti i piani di Eni, potrebbero essere delle prede appetibili per il Cane a sei zampe.

Attenzione pero'! Se il titolo in Borsa è già sceso molto, non significa che non possa continuare a farlo. Dal punto di vista fondamentale il titolo non è di certo sottovalutato. Con un rapporto prezzo utile di 17, l'azione non è a sconto. Non sono esclusi ribassi sotto i 10 euro.

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Silvestro Ventrella

Silvestro Ventrella - 01 marzo 09:29 Rispondi