ENEL: ecco tutto quello da sapere su piano 2023-2025 | Investire.biz

ENEL: ecco tutto quello da sapere su piano 2023-2025

22 nov 2022 - 12:30

Il gruppo energetico italiano ha varato il piano industriale per il prossimo triennio puntando sulle dismissioni e la transizione energetica. Vediamo tutte le novità

Enel sale alla Borsa di Milano di oltre il 2% a seguito dell'approvazione del nuovo piano strategico 2023-25. L'azienda energetica italiana punterà sulla riduzione del debito, sulla transizione energetica e sulla digitalizzazione, oltre ad aumentare il dividendo.
 
"Nei prossimi 3 anni ci concentreremo su modelli di business integrati, know-how digitale, nonché business e aree geografiche che possano aggiungere valore nonostante le complessità dell’attuale scenario, attraverso una struttura più snella e indicatori finanziari più solidi. Ciò aumenterà la nostra resilienza di fronte a potenziali future persistenti turbolenze, oltre a posizionare la nostra creazione di valore in un percorso di ulteriore crescita, a vantaggio di tutti gli stakeholder e accelerando l'indipendenza energetica nei Paesi core", ha commentato l'Amministratore Delegato Francesco Starace. Ma entriamo nel dettaglio analizzando tutte le novità del piano industriale.


Le dismissioni 


La parte centrale di tutto il programma riguarda le dismissioni record da 21 miliardi di euro, ben oltre le stime degli analisti che si collocavano tra 10 e 15 miliardi. Nel perimetro saranno interessati diversi Paesi dell'America Latina, con l'uscita dal Perù e dall'Argentina, mentre in Brasile verranno cedute le attività del Nord-Est a Ceará per concentrarsi sulle reti di distribuzione di Rio e San Paolo. In Europa ci sarà la liquidazione degli assets in Romania.
 
Per quest'anno invece sono state completate le dismissioni dalla Russia e dell'impianto di Fortaleza in Brasile, mentre prima della chiusura del 2022 verrà perfezionata la vendita delle reti di distribuzione di Goiás e l'operazione Gridspertise. La gran parte del piano di dismissioni sarà terminato entro fine 2023; a quel punto, le vendite di energia del gruppo Enel saranno focalizzate su 6 Paesi (Italia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Cile e Colombia), con contratti a prezzo fisso. 


La riduzione del debito


Le vendite realizzate dal gigante energetico italiano consentiranno al gruppo di ridurre il debito di 21 miliardi di euro. Oltre la metà, corrispondente a più di 12 miliardi di dollari, sarà ridotta il prossimo anno. A fine 2023, quindi, l'indebitamento complessivo dovrebbe collocarsi tra 51 e 52 miliardi di euro, ben al di sotto dei 58-62 miliardi stimati per fine 2022. Giocoforza, il rapporto indebitamento netto/Ebitda scenderà a 2,4-2,5 volte nel 2023 da 3-3,3 volte di fine 2022. Gli oneri finanziari sul debito dovrebbero assestarsi a 3,4-3,5%, sebbene i tassi d'interesse siano aumentati.  


Gli investimenti

Enel ha pianificato investimenti complessivi per 37 miliardi di euro nel prossimo triennio. Questi saranno distribuiti per il 60% a favore della strategia commerciale dell'azienda e per il 40% a sostegno delle reti. Le azioni strategiche che verranno messe in campo riguarderanno: il bilanciamento della domanda dei clienti e dell'offerta per ottimizzare il profilo rischio/rendimento; la decarbonizzazione per assicurare competitività, sostenibilità e sicurezza; rafforzamento, sviluppo e digitalizzazione delle reti per abilitare la transizione; razionalizzazione del portafoglio di business e delle aree geografiche.
 

La transizione energetica


Una parte importante del piano industriale di Enel sarà indirizzata sulla transizione energetica, attraverso l'innovazione tecnologica e lo sviluppo delle infrastrutture. In merito alle auto elettriche, verranno triplicati i punti di ricarica a 1,4 milioni entro il 2025. Per quell'anno il gruppo punta alla gestione del 75% della produzione totale di energia rinnovabile, con generazione senza emissioni che arriverà all'83% del totale. Tutto questo si allinea ai criteri tassonomici dell'Unione Europea che prevedono oltre l'80% di generazione di energia pulita. Quanto alle quote di finanziamento green rispetto all'indebitamento, vi è un passaggio dal 60% di quest'anno al 70% entro la fine del piano.
 

Il dividendo


La cedola non verrà alterata, anzi aumenterà leggermente. Da 0,40 euro del 2022 si passerà a 0,43 del periodo 2023-25. Questo grazie a un EBITDA ordinario che dai 19-19,6 miliardi di euro stimati nel 2022 salterà a 22,2-22,8 miliardi di euro nel 2025, secondo le proiezioni. L'utile ordinario aumenterebbe nello stesso anno a 7-7,2 miliardi di euro, rispetto ai 5-5,3 miliardi attesi per fine 2022.
 
 
 

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