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Piazza Affari: 4 titoli FTSE Mib ai minimi storici, molti vicino

Nuova giornata di passione per Borsa Italiana, così come per le altre piazze finanziarie internazionali. A Piazza Affari il FTSE Mib ha archiviato la seduta con un calo del 6,10% a 14.980,34, lontano dai minimi di giornata a 14.153,09 punti (-11,29%) toccati subito dopo l’apertura di Wall Street.  Come ormai succede da alcune settimane, a far crollare le Borse (così come le certezze) è il Corona Virus e le sue ricadute sull’economia internazionale. In un contesto in cui sempre più nazioni stanno prendendo come riferimento l’Italia come guida nella gestione della diffusione del virus, i mercati sono stati affossati dai dati macroeconomici della Cina. L’economia dell’ex Impero celeste nelle settimane di restrizioni necessarie per controllare il diffondersi del Corona virus ha gettato le basi per far registrare nel primo trimestre 2020 il primo calo del PIL dal 1989. Gli operatori, ragionando di riflesso, hanno iniziato a incorporare nei prezzi delle azioni le stime di una recessione globale.

L’Italia, come epicentro globale dell’epidemia per numero di contagiati attualmente positivi, sta pagando un prezzo maggiore di altri. Il Belpaese viene da un ventennio di crescita asfittica, ha uno dei debiti nazionali in assoluto più elevati e ora sta vivendo uno stallo quasi totale dell’economia. Inevitabile che le vendite a Piazza Affari siano a piene mani verso tutti settori, tanto quello bancario, che potrebbe rivedere schizzare al rialzo i crediti deteriorati, che quello industriale. Le ultime settimane hanno così cambiato in modo drastico il sentiment. Fino a un mese fa si veleggiava sui 25mila punti, con l’opportunità in caso di chiusura mensile sopra le resistenze statiche di area 24,5-25mila punti che avrebbe aperto le porte a un 2020 a una generalizzata rivalutazione delle azioni italiane.

Piazza Affari: quali sono i titoli ai minimi storici?

E invece lo scoppio del primo caso di corona virus, il rapido diffondersi del contagio in Veneto e Lombardia e le misure prese via via dal Governo Conte hanno fatto iniziare un nuovo film, che ora ci vede più vicini ai minimi storici per Borsa Italiana che altro. In questo contesto, diversi titoli del FTSE Mib nelle ultime giornate di Borsa hanno già aggiornato i loro minimi di sempre, anche oggi. Prima del recupero nato dalla discesa in campo di BCE e FMI, e dopo la FED di ieri, quest’oggi molte società hanno visto il loro valore sgretolarsi per l’ennesima volta. Alcune di esse hanno avvicinato, sfiorato i minimi storici, toccati giovedì scorso. Altre hanno visto le quotazioni tornare su valori che non si vedevano da diverso tempo. 4 società hanno fatto segnare valori che mai prima d’ora si erano visti a Piazza Affari. Ecco quali sono:

Pirelli, con le azioni della società della Bicocca che hanno  toccato un minimo di giornata a 3,039 euro, il 53% in meno rispetto al primo prezzo di Borsa fatto segnare dopo l’IPO che ha riportato la casa di pneumatici a Piazza Affari;

Saipem, con i titoli della società petrolifera scivolati fino a 1,775 euro. Il minimo storico delle azioni si inserisce in un contesto sfidante per le aziende del comparto, nella morsa del calo dei prezzi del greggio innescato dal calo di domanda legato al corona virus e dal contestuale scontro tra Arabia Saudita e Russia che ha portato al crollo delle quotazioni dell’oro nero;

Telecom Italia, le cui azioni oggi sono arrivate a valere 0,2861 euro in un trend che ogni giorno fa segnare nuovi minimi. Sul titolo pesa il debito, con eventuali incrementi dei tassi di rifinanziamento per il sistema corporate italiano che potrebbe incidere negativamente. Specie in un settore dove le sfide commerciali sono sempre più acute e gli investimenti necessari per proseguire lo sviluppo rilevanti;

Unicredit, arrivata a toccare per la prima volta nella sua storia i 6,2 euro. Considerando le diverse rettifiche legate agli aumenti di capitale fatti negli anni per resistere alla crisi dei debiti nazionali, 15 anni fa una stessa azione passava di mano poco sopra i 123 euro. In queste settimane ad affossarne le quotazioni sono l’allargamento dello spread BTP-Bund, termometro del rischio Paese percepito dagli investitori esteri. La discesa delle quotazioni dei Titoli di Stato indebolisce anche lo stato patrimoniale della banca così come, sia sul fronte reddituale che patrimoniale, le ricadute dello stop di queste settimane rischiano di appesantire i conti futuri di Piazza Gae Aulenti (come delle altre banche).

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