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Azioni Fincantieri: cosa fare dopo notizie su aumento capitale?

Dopo le indiscrezioni sull'aumento di capitale di Fincantieri, le azioni hanno accelerato la discesa. Vediamo i dettagli, le opinioni degli analisti e l'analisi tecnica

L’ultima seduta della settimana sta proseguendo con il segno meno per le azioni Fincantieri, che al momento della scrittura perdono l’1% attestandosi a 0,5465 euro. A muovere il titolo sono ancora le indiscrezioni riportate da Bloomberg secondo cui l’azienda starebbe valutando un aumento di capitale. Al rilascio della news, ieri il titolo ha ceduto il 6,2%. Vediamo ora i dettagli della potenziale operazione che potrebbe venire annunciata a inizio 2021.

 

Fincantieri: i dettagli del potenziale aumento di capitale

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Fincantieri starebbe pensando ad un aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro per tentare di rafforzare la sua struttura finanziaria danneggiata dagli impatti del Coronavirus.

Lo scorso novembre infatti la società ha dichiarato che i volumi di produzione sono crollati del 19% rispetto alla previsione precedente che non teneva conto del virus. Il debito netto è invece quasi raddoppiato sul 2019, raggiungendo gli 1,43 miliardi di euro.

Se l’operazione andasse in porto, sarebbe di un ammontare più ampio rispetto a quello dell’intera capitalizzazione di mercato della compagnia, che al momento è di circa un miliardo di euro. Ricordiamo come una quota del 71% di Fincantieri sia detenuta da Cassa Depositi e Prestiti, e che negli scorsi mesi l’azienda stesse finalizzando una fusione con la francese Chantiers de l’Atlantique ma è stata dilazionata per dare all’UE i tempi per regolare la transazione.

 

Azioni Fincantieri: l’opinione degli analisti

Per Equita il debito e le incertezze del business delle crociere rendono le stime sull’ammontare dell’aumento eccessive, con gli esperti che stimano in 0,6 e 1 miliardo di euro la cifra necessaria per ripristinare la struttura finanziaria precedente al virus.

La SIM milanese ritiene comunque che il titolo non sia interessante per via delle incertezze sull’operazione sul capitale e per la ridotta visibilità del comparto crocieristico. Gli analisti hanno quindi fornito un giudizio di “hold” con target price a 0,57 euro.

Gli esperti di Mediobanca Securities ritengono che gli investitori non dovrebbero essere sorpresi della potenziale decisione di aumentare il capitale visti i costi del Covid-19, i ritardi nel segmento delle navi da crociera e il livello del debito.

Anche se ritenuta una mossa diluitiva per gli azionisti, gli analisti evidenziano come sia possibile che si tratti di un’opportunità di reset per l’azienda che permetterebbe di aumentare il flottante, ridurre l’indebitamento e perseguire gli obiettivi di diversificazione nelle infrastrutture. Mediobanca ha quindi confermato il rating “neutral” e prezzo obiettivo a 0,6 euro.

Pur non ritenendo realistico l’ammontare dell’aumento di capitale delle indiscrezioni, Intesa Sanpaolo ha fornito all’azienda un giudizio di “hold” con target price a 0,65 euro. Infine, Banca Akros ha tagliato il rating di Fincantieri da “neutral” a “reduce”, con target a 0,5 euro. Per questi analisti, un’operazione di dimensioni considerevoli è realistica e la diluizione che ne deriverebbe sarebbe rilevante.

 

Azioni Fincantieri: l’analisi tecnica e le strategie operative

Da un punto di vista grafico le azioni Fincantieri evidenziano una forte debolezza, con i prezzi che continuano ad essere inseriti in un deciso downtrend. Tuttavia a novembre 2020 è arrivato un segnale positivo, con le quotazioni che sono riuscite a violare la linea di tendenza che unisce i massimi del 27 febbraio e 6 novembre 2019.

La recente discesa ha permesso ai venditori di tornare a far sentire la loro pressione, che sembra intenzionata a perdurare almeno fino alla zona tra i 0,5211 e i 0,484 euro. In tale zona infatti potrebbe essere interessante tornare a pensare ad un rimbalzo da parte dei compratori, visto che si effettuerebbe il test della trendline rotta a novembre scorso, di quella disegnata con i minimi del 17 marzo e 28 ottobre 2020 e del supporto statico a 0,5228 euro.

Operativamente quindi, si potrebbe azzardare di valutare strategie di natura long dalla soglia psicologica di 0,50 euro con stop loss a 0,4590 euro e obiettivo a 0,60 euro.

 

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