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Facebook: G7 pronto a bloccare Libra, cosa fare con le azioni?

Le azioni dei titoli tecnologici a stelle e strisce continuano ad essere oggetto di acquisti da parte degli investitori. Tra queste anche Facebook, che dopo il +4,27% messo a segno ieri sta registrando una performance positiva dello 0,84% durante il premarket di Wall Street. Oltre allo stop alle sperimentazioni del vaccino anti-Covid di Johnson & Johnson, alcuni timori per il titolo potrebbero arrivare dalle ultime notizie su Libra, la criptovaluta dell’azienda guidata da Marck Zuckerberg.


Facebook e Libra: cosa è successo

Secondo quanto riportato da Reuters, in una bozza preparata per la riunione dei Ministri delle Finanze e delle Banche centrali di USA, Canada, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito e Italia (il G7), sarebbe emersa la contrarietà di queste Nazioni all’introduzione di Libra. Questo fino a quando non verrà introdotta una normativa adeguata che permetta di migliorare l’accesso ai servizi finanziari riducendo le inefficienze e i costi.

Questi servizi dovrebbero infatti avere una corretta supervisione perché non riescano a minacciare stabilità finanziaria, tutela dei consumatori, privacy e sicurezza informatica. Le paure sono infatti relative al fatto che le monete digitali possano essere sfruttate in ottica criminale per riciclare denaro o finanziare il terrorismo.

Azioni Facebook: analisi tecnica e strategie operative

Graficamente le azioni Facebook mostrano un quadro particolarmente interessante. Dopo aver rimbalzato a ridosso del supporto a 244,99 dollari, il titolo è tornato a mostrare forza superando la linea di tendenza che unisce i massimi del 20 maggio e 9 giugno 2020.

I corsi stanno ora affrontando l’importante test della trendline ottenuta collegando i minimi del 17 marzo e 28 giugno 2020, ultimo baluardo del fronte ribassista prima che i corsi tornino a superare di slancio i 300 dollari portandosi a ridosso dei massimi storici toccati lo scorso agosto.

Un segnale negativo si avrebbe dapprima con una debolezza oltre i 252,9 dollari, per poi passare a una discesa al di sotto del sostegno statico menzionato prima. Da un punto di vista operativo, si potrebbe sfruttare la possibilità di una correzione nel breve periodo in caso di ritorno da parte delle quotazioni a 279 dollari. Lo stop loss sarebbe localizzato a 283,5 dollari, mentre l’obiettivo a 265 dollari, zona di chiusura del gap down aperto nella seduta di ieri.

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