Il sentiment degli investitori a Wall Street è vicino a livelli depressi. L’indice S&P 500 ha registrato la quinta settimana consecutiva di calo, sulla scia di una guerra in Medio Oriente che non mostra segnali di soluzione.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha prorogato al 6 aprile l’ultimatum all’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz e accettare il piano di pace americano in 15 punti, tra cui la rinuncia alla bomba atomica e all’arricchimento dell’uranio per uso civile. Se Teheran dovesse rifiutare, verrebbero bombardate le strutture energetiche iraniane. Le parti stanno trattando in un clima molto teso, mentre i combattimenti militari continuano.
La Borsa americana attraversa anche una fase critica sul fronte dell’intelligenza artificiale, ormai diventata croce e delizia. Le preoccupazioni per le enormi spese degli hyperscaler si fanno sempre più pressanti, mentre le società di software sono sotto pressione per l’avanzata degli agenti sviluppati da startup come Anthropic, che potrebbero soppiantare i software tradizionali.
Wall Street: perché gli strategist sono ottimisti
In un contesto poco incoraggiante, c’è tuttavia un elemento positivo da sottolineare: il sell-off iniziato con la guerra USA-Iran ha reso le quotazioni di molti titoli a Wall Street più convenienti. Questa potrebbe rappresentare un’opportunità da cogliere, secondo gli strategist, che esortano gli investitori ad acquistare azioni.
Molti suggeriscono di guardare oltre il breve periodo e di considerare che valutazioni interessanti, solide stime sugli utili e l’ottimismo sull’intelligenza artificiale possano offrire spunti favorevoli per entrare a mercato in questa fase. A ciò si aggiunge anche una componente storica, che evidenzia come i mercati azionari tendano a rimbalzare dopo shock di natura geopolitica.
“Nel complesso, si tratta di una situazione in cui bisogna camminare e non correre con le azioni, ma il colpo di pistola della partenza è già stato sparato”, ha scritto in una nota di ricerca di questa settimana Christopher Harvey, responsabile della strategia azionaria e di portafoglio presso CIBC Capital Markets. L’esperto consiglia di “iniziare a investire in modo lento e metodico”, soprattutto nei giganti tecnologici come Alphabet, Apple, Nvidia e Palantir Technologies.
Gli strategist di Citigroup mantengono il target per l’S&P 500 a 7.700 punti nello scenario base e a 8.300 punti in uno scenario rialzista entro fine 2026. Nel primo caso, la banca ipotizza utili per azione pari a 320 dollari; nel secondo, una crescita dei profitti più aggressiva. L’istituto considera anche uno scenario ribassista, in cui il principale indice azionario statunitense scende a 5.700 punti a causa di delusioni sui fondamentali e di una compressione dei multipli. Gli strategist individuano nella guerra in Medio Oriente il rischio più immediato, poiché prezzi del petrolio elevati e persistenti potrebbero compromettere i consumi e annullare i benefici derivanti da politiche di stimolo.
Keith Lerner, chief investment officer e chief market strategist presso Truist Advisory Services, invita invece i clienti ad acquistare sui ribassi, puntando sui titoli a grande capitalizzazione e mantenendo una quota di liquidità in portafoglio per attutire eventuali ulteriori cali legati all’aumento delle tensioni geopolitiche.
“Se si dispone di liquidità, non è necessariamente opportuno aspettare l’occasione perfetta, perché potrebbe arrivare all’improvviso da una notizia a cui non si riuscirebbe a reagire in tempo”, ha dichiarato Lerner. “Potrebbe esserci l’opportunità di essere più aggressivi in caso di una vera e propria capitolazione del mercato”.