Barclays ha rivisto al rialzo il proprio target di fine anno per l'indice S&P 500 portandolo a 7.950 punti dai precedenti 7.800. La revisione arriva a valle di quella che la banca definisce una stagione degli utili fuori dal comune, guidata ancora una volta dal comparto tecnologico.
In una nota pubblicata qualche giorno fa, lo strategist Venu Krishna ha spiegato che l'istituto ha alzato anche le stime sugli utili per azione, portandole a 365 dollari per il 2026 e 414 dollari per il 2027, rispettivamente dai precedenti 337 e 389 dollari.
Il target per il 2027 resta invece invariato a 8.800 punti, segno che Barclays considera il rialzo attuale un'accelerazione più che una revisione strutturale dell'intero orizzonte previsivo. Krishna ha parlato esplicitamente di "una stagione degli utili a dir poco eccezionale, guidata dal comparto tecnologico", collegando la spinta al target direttamente alla capacità delle grandi aziende dell'AI di superare le attese trimestre dopo trimestre.
Trimestrali Big Tech: crescita a doppia cifra e traino dell'intelligenza artificiale
I numeri diffusi da Barclays raccontano un secondo trimestre in cui le grandi società tecnologiche hanno consolidato il proprio ruolo di locomotiva dei mercati. Gli utili delle Big Tech sono cresciuti del 35% su base annua, un'accelerazione rispetto al 30% registrato nel trimestre precedente: il resto del settore tecnologico ha invece messo a segno un balzo dell'88%.
Per Krishna si tratta della prosecuzione di un modello di esecuzione ormai consolidato, quello del beat-and-raise, con le aziende che battono le stime e alzano contestualmente le proprie previsioni. Questo schema, secondo l'analista, rafforza la tesi della durata del ciclo di utili legato all'intelligenza artificiale, allontanando almeno per ora i timori di una bolla priva di fondamentali a supporto.
S&P 500, non solo tecnologia: sanità ed energia tengono il passo
La forza dei conti non si è limitata al settore tech. Nella nota Krishna osserva che "il comparto tecnologico continua a offrire rapporti beat-to-miss fuori dal comune, con sanità ed energia in buona forma mentre immobiliare e utility restano indietro".
Una fotografia che conferma la rotazione settoriale in corso su Wall Street: da un lato i comparti legati all'innovazione e alla domanda strutturale continuano a sovraperformare, dall'altro i settori più sensibili ai tassi d'interesse e ai costi di finanziamento faticano a tenere il passo.
Per Barclays, dopo due stagioni di utili consecutive andate oltre le attese, la combinazione tra risultati tech solidi, domanda di AI duratura e un contesto industriale ancora robusto è sufficiente a compensare i venti contrari sul fronte macroeconomico.
La corsa della capex: gli hyperscaler puntano oltre 1.100 miliardi di dollari nel 2027
Il capitolo più rilevante per il futuro del ciclo riguarda la spesa in conto capitale dei grandi operatori del cloud e dell'intelligenza artificiale. Barclays stima che la capex degli hyperscaler supererà 1.100 miliardi di dollari nel 2027, con un incremento del 67% rispetto all'anno precedente. Una traiettoria che, secondo Krishna, dovrebbe rallentare nel 2028, pur mantenendo un ritmo di crescita ancora robusto, attorno al 30%.
Sul fronte dei singoli operatori, l'analista indica Google e Amazon come i principali contributori a questa espansione, con "Google e Amazon destinati a essere i maggiori contributori, con Meta poco distante". Un quadro che, se confermato, prolungherebbe ben oltre l'orizzonte 2026 il ciclo di investimenti legato all'intelligenza artificiale, con implicazioni dirette sulle stime di utile dell'intero indice S&P 500.