Molto spesso, quando si osserva una potenziale correzione all'orizzonte, la reazione più comune è farsi prendere dal panico e liquidare le posizioni. Personalmente, guardando ai dati attuali, mi trovo in una situazione diametralmente opposta: non riesco in alcun modo a essere pessimista sul futuro imminente degli indici statunitensi. In questo articolo voglio sviscerare i dati che supportano questa mia visione e rivelarvi lo strumento esatto che sto accumulando in questo periodo.
L'importanza dell'analisi multifattoriale e il ruolo del Forecaster
Per avere una visione chiara dei mercati, non ci si può affidare a un unico indicatore. L'approccio che utilizzo si basa su un'analisi multifattoriale: questo significa esaminare lo stesso asset attraverso diverse lenti, unendo i dati fondamentali, lo studio del COT report, la matematica statistica e la stagionalità.
Tutto questo lavoro di aggregazione e studio viene semplificato enormemente dal Forecaster, il nostro software proprietario dedicato proprio all'analisi approfondita dei titoli. Ed è proprio incrociando i dati estratti dal Forecaster che emerge un quadro estremamente affascinante, a partire da un elemento cardine: la stagionalità legata al ciclo presidenziale americano.
Il ciclo presidenziale e l'anno di Midterm: cosa ci insegna la storia
Sappiamo bene che le elezioni negli Stati Uniti si tengono ogni quattro anni, scandendo un ritmo preciso sui mercati finanziari. Attualmente ci troviamo in un anno di Midterm, ovvero l'anno di metà mandato che si colloca esattamente a metà strada tra le scorse elezioni e quelle future.
Analizzando la pagina dedicata alla stagionalità dell'S&P500 sul Forecaster, emerge un dato inequivocabile riguardo al periodo di transizione tra l'anno di Midterm (come il 2026) e l'anno pre-elettorale (il 2027). Storicamente, la finestra temporale che va dalla fine di agosto fino all'inizio di ottobre si è rivelata tendenzialmente negativa.
Guardando alle statistiche passate di tutti gli anni di Midterm (2022, 2018, 2014, 2010, ecc.), un'ipotetica operazione long aperta a fine agosto e chiusa a inizio ottobre ha avuto successo solamente nel 42,9% dei casi, portando un ritorno medio di appena il 5%. Al contrario, le operazioni short in questo stesso lasso di tempo hanno registrato un tasso di successo del 57,1%, garantendo un rendimento medio decisamente più corposo, pari al 10,5%. La statistica ci dice chiaramente che i ribassi di fine estate non sono solo l'evento più probabile, ma anche quello caratterizzato da un'escursione di prezzo maggiore.
Fonte: Forecaster.biz
La finestra temporale più rialzista di sempre
Se i dati fin qui ci invitano alla prudenza per il breve termine, è quello che succede subito dopo a giustificare il mio enorme ottimismo. Una volta esaurita la spinta ribassista di inizio ottobre, il mercato entra in uno dei periodi in assoluto più rialzisti dell'intero ciclo presidenziale.
Parliamo dei tre trimestri consecutivi che scavallano tra la fine dell'anno di Midterm e la prima metà del pre-election year (nello specifico, il terzo trimestre del 2026 e i primi due trimestri del 2027, in attesa delle elezioni del 2028). La storia dei mercati parla chiaro: in questa specifica finestra temporale, le Borse americane non sono mai scese, registrando un ritorno medio impressionante del 17%.
Fonte: Forecaster.biz
In sostanza, se l'attuale debolezza stagionale dovesse concretizzarsi portando a un ritracciamento o a nuovi minimi di periodo, ci troveremmo davanti al miglior punto di ingresso possibile su un orizzonte di cinque anni.
Sottovalutazione dei mercati e conferme statistiche
A supportare la visione rialzista di medio-lungo periodo interviene anche l'analisi fondamentale. L'indice S&P 500 nella sua globalità risulta oggi sottovalutato dell'11,50%. Ma il dato diventa ancora più interessante se filtriamo le top 10 posizioni dell'indice (colossi come Nvidia, Apple, Alphabet, Microsoft e Amazon): in questo caso, la sottovalutazione media si spinge fino al 15%.
Fonte: Forecaster.biz
Per avere ulteriori conferme, sul Forecaster abbiamo sovrapposto le stagionalità a 10, 15 e 20 anni. I prezzi attuali (il current year) mostrano un'ottima correlazione con queste medie storiche, confermando che il mercato si sta muovendo esattamente come da copione. Anche su questi orizzonti temporali allargati, il periodo di fine estate si conferma a favore degli short (con probabilità di successo tra il 40% e il 50% e ritorni medi tra il 3,4% e il 5,5%), mentre le performance long si fermano tra il 2,6% e il 3,7%.
Inoltre, il tool dei pattern del Forecaster, calcolando una proiezione a 3 mesi partendo dai movimenti di giugno 2026, ha individuato 8 casi storici simili. Di questi, ben 7 si sono conclusi con ritorni fortemente positivi e nuovi massimi storici, ma tutti - sia quelli rialzisti che i rari ribassisti - hanno prima attraversato un fisiologico periodo di calo fino all'inizio di ottobre (nel caso più correlato dello scorso anno, il mercato perse oltre l'8% prima di schizzare a nuovi massimi).
Fonte: Forecaster.biz
Il mio strumento di investimento: perché ho scelto il Solactive US Momentum 500
Mettendo insieme un mercato fondamentalmente sottovalutato e l'imminente inizio del semestre storicamente più forte in assoluto, il mio piano d'azione è chiaro. Ma su cosa sto investendo concretamente?
Mentre molti si concentrano sui classici indici, io sto accumulando quote di un certificato emesso da Vontobel che replica l'andamento del Solactive US Momentum 500 Index (ISIN: DE000VY263Q6) e del quale vi ho già parlato in questo ARTICOLO. A differenza del tradizionale S&P 500, questo indice adotta una strategia basata sul momentum. Ogni sei mesi l'indice viene ribilanciato per includere esclusivamente i titoli che hanno già dimostrato di performare nettamente meglio degli altri.
Se analizziamo i backtest (che è sempre bene ricordare sono test su dati passati), i risultati sono sbalorditivi: negli ultimi 10 anni, questa strategia momentum ha generato un +456%, battendo clamorosamente il +252% registrato dall'S&P 500 nello stesso periodo.
Questo specifico strumento è stato lanciato sul mercato da Vontobel il 14 maggio 2026. Dopo aver toccato picchi di performance del +11,46%, al momento in cui scrivo il certificato è tornato a un modesto +1,50% dal lancio. Viste le prospettive rialziste che ci attendono, considero questa fase di storno una straordinaria occasione di accumulo, un tema che abbiamo approfondito anche sul nostro sito dedicato, pianodaccumulo.com.
Fonte: pianodaccumulo.com
Certificati contro ETF: vantaggi fiscali e rischio controparte
È fondamentale comprendere che il prodotto di cui parlo non è un ETF, ma un certificato. Questa natura tecnica comporta un grande vantaggio e uno svantaggio da tenere sempre a mente.
Il vantaggio principale è l'efficienza fiscale. I profitti generati da un certificato sono inquadrati fiscalmente come "redditi diversi", il che significa che possono essere utilizzati per compensare eventuali minusvalenze pregresse presenti nel vostro zainetto fiscale, cosa che con gli ETF tradizionali non è possibile fare.
Lo svantaggio risiede nel rischio emittente (o rischio controparte). Acquistando un certificato, state prestando soldi a chi lo emette-in questo caso Vontobel-il che significa che in caso di fallimento della banca, il vostro capitale verrebbe intaccato. Tuttavia, Vontobel è un istituto svizzero fondato a Zurigo nel 1924, estremamente solido e affidabile, con un merito creditizio certificato da un rating A3 facilmente verificabile.
Rischi principali
L'investimento in questo certificato comporta diversi rischi che l'investitore deve valutare con attenzione prima di procedere all'acquisto:
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Rischio di mercato: le crisi economiche, l’arrivo di nuovi concorrenti e i cambiamenti congiunturali potrebbero influenzare negativamente il prezzo delle azioni componenti l’indice sottostante e, pertanto, il prezzo dei Tracker Certificate, con conseguente perdita parziale o totale del capitale investito.
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Rischio emittente: l’eventuale impossibilità dell’emittente (Vontobel Financial Products GmbH, garantita da Bank Vontobel AG) di garantire i prodotti potrebbero risultare in una perdita parziale o totale del capitale investito;
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Rischio di liquidità: il Market Maker si impegna a fornire i prezzi subordinatamente a normali condizioni di mercato, senza assumere alcun impegno giuridico nei confronti dell’investitore. In caso di condizioni straordinarie o di mercati estremamente volatili, il Market Maker non fornirà alcun prezzo.
PERFORMANCE SOLACTIVE US MOMENTUM 500 INDEX
Considerazioni finali
Il certificato offre un'esposizione indiretta a un portafoglio di società quotate statunitensi selezionate secondo criteri di momentum. L'andamento dell'investimento dipenderà dall'evoluzione dell'indice sottostante, influenzata da molteplici fattori di mercato, settoriali e societari, nonché dall'andamento del cambio EUR/USD.
Eventuali prospettive di crescita dei comparti di riferimento, così come le caratteristiche fiscali dello strumento, non costituiscono una garanzia di performance future. Il prodotto replica il sottostante in modo lineare, pertanto il rendimento dipende integralmente dall'andamento dell'indice, senza limiti al rialzo e senza attenuazioni al ribasso.
Non si tratta di un prodotto a capitale garantito. In caso di andamento negativo dell'indice l'investitore è esposto alla relativa performance, con la possibilità di subire una perdita parziale o totale del capitale investito.
L'investimento è destinato a soggetti in grado di comprendere le caratteristiche e i rischi degli strumenti finanziari e con un profilo di rischio coerente con il livello di rischio del prodotto. Prima dell'adesione è opportuno prendere visione della documentazione d'offerta e valutare l'investimento alla luce della propria situazione patrimoniale, finanziaria e dei propri obiettivi di investimento.
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