Guardando l'attuale scenario finanziario ci si trova davanti a una situazione che sembra sfidare la narrativa comune. Mentre molti analisti gridano alla sopravvalutazione e invitano alla prudenza, i dati puri ci raccontano una storia diametralmente opposta. Analizzando a fondo i principali listini americani, emerge un quadro estremamente rialzista, supportato da fondamentali solidi e da una storicità che non lascia spazio a molti dubbi.
S&P 500 tra stagionalità e fondamentali in miglioramento
Partendo dall'indice S&P 500, è evidente come le scorse settimane abbiano seguito un copione già scritto. Analizzando la stagionalità a 10, 15 e 20 anni, era ampiamente prevedibile che dalla seconda metà di agosto fino ai primi di ottobre avremmo assistito a una fase di lateralità ribassista. Questa debolezza fisiologica si è puntualmente verificata, portando l'indice dai massimi storici di 7.785 punti agli attuali 7.636.
Si tratta di una flessione contenuta, ma la vera notizia non risiede nel calo dei prezzi, bensì in ciò che è accaduto dietro le quinte: durante tutto questo periodo di incertezza, i fondamentali delle aziende sono nettamente migliorati. Questo disallineamento tra prezzo e valore reale ha generato un'anomalia statistica affascinante, portando l'intero indice a registrare un 16,33% di sottovalutazione.
Fonte: Forecaster.biz
Il dato diventa ancora più clamoroso se andiamo a isolare esclusivamente le top 10 azioni dell'indice. Nonostante il parere di molti commentatori che le definiscono in bolla, la sottovalutazione media di queste aziende top tier sfiora il 20%. È probabilmente la prima volta da quando abbiamo accesso a calcoli immediati sui fair value aziendali che assistiamo a un fenomeno del genere: i titoli trainanti sono addirittura più a buon mercato rispetto all'indice stesso.
Fonte: Forecaster.biz
Il super ciclo elettorale e le conferme di Forecaster
A questo punto la domanda sorge spontanea: come si fa a essere pessimisti? Sfruttando gli strumenti del Forecaster, il nostro software dedicato all'analisi fondamentale, stagionale e statistica dei titoli, appare chiaro che stiamo per entrare in una delle finestre temporali più interessanti in assoluto.
La fine di settembre e l'inizio di ottobre segnano storicamente la partenza di un periodo fortemente rialzista che si spinge fino alla fine dell'anno e oltre. Questo slancio acquista una potenza ancora maggiore se contestualizzato nel ciclo politico americano. Ci troviamo infatti nel passaggio tra l'anno "midterm" e il pre-election year, ovvero l'anno che precede le elezioni presidenziali statunitensi.
Isolando questo specifico periodo storico dal 1994 a oggi, ci troviamo di fronte a dati inequivocabili: il 100% dei casi ha chiuso in positivo, registrando una performance media del +17%. In tutta la serie storica analizzata c'è stato un solo momento di forte ribasso (un -18%), che è stato comunque interamente recuperato all'interno della stessa finestra temporale.
Fonte: Forecaster.biz
L'analisi dei pattern attuali tramite Forecaster conferma questa visione. Osservando i movimenti del mercato degli ultimi tre mesi, notiamo la presenza di un pattern "strong": nell'88% dei casi storici simili (otto casi su nove), il mercato ha poi visto una continuazione decisa al rialzo.
Fonte: Forecaster.biz
Nasdaq e S&P 500: due facce della stessa medaglia
Spesso ci si chiede, come ha fatto notare Lorenzo di recente, se queste dinamiche si applichino anche al Nasdaq. La risposta è assolutamente affermativa. I due listini, pur avendo pesi diversi, condividono i grandi player del mercato.
Il Nasdaq è semplicemente un indice più concentrato e, di conseguenza, caratterizzato da una volatilità superiore. Tuttavia, andando a consultare i ranking, notiamo che le prime 10 aziende del Nasdaq sono praticamente le stesse dell'S&P 500. Di riflesso, anche i livelli di sottovalutazione si equivalgono, offrendo le medesime eccezionali opportunità di ingresso.
Il caso Nvidia: il gigante sottovalutato
Se c'è un'azienda che oggi rappresenta perfettamente questa discrepanza tra percezione e dati reali, quella è senza dubbio Nvidia. Analizzando i titoli che guidano il mercato per scoprire quale sia il più a sconto, la nota azienda dei chip svetta su tutti.
Parliamo di una corazzata che ha superato i 5 trilioni di dollari di capitalizzazione, eppure, secondo i modelli valutativi, risulta sottovalutata del 82%. Anche volendo essere estremamente prudenti e rimuovendo dal calcolo il parametro Enterprise Value/Sales (spesso usato per aziende in perdita, caso che non riguarda minimamente Nvidia), la sottovalutazione arriverebbe a toccare un surreale -96% rispetto al suo fair value.
Fonte: Forecaster.biz
Queste valutazioni non sono esagerate se si considera la velocità di espansione del settore dell'intelligenza artificiale e la solidità dell'economia sottostante. È lecito credere che Nvidia abbia tutte le carte in regola per raddoppiare ulteriormente il proprio valore. Anche l'analisi statistica a breve termine ci supporta: storicamente, dopo movimenti trimestrali simili a quelli appena registrati da Nvidia, il prezzo è salito in tre casi su quattro, portando a casa un guadagno medio del +33% nei successivi tre mesi.
Una strategia operativa ottimale
Mettendo insieme un'analisi fondamentale che mostra listini a sconto, una stagionalità in ingresso nel suo periodo storicamente più forte e dei pattern statistici con altissime probabilità di successo, l'ottimismo è l'unica via logica percorribile.
Questo è un momento estremamente propizio per esporsi sui mercati finanziari. Per chi desidera sfruttare queste dinamiche mitigando al contempo il rischio legato al tempismo, la strategia del piano di accumulo (PAC) rimane una delle soluzioni più efficaci. Per approfondire questa metodologia e scoprire gli strumenti specifici che utilizziamo per operare in questo modo, vi invitiamo a consultare il nostro portale dedicato, pianodaccumulo.com, dove è disponibile tutto il materiale e i prodotti necessari per investire con consapevolezza.
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