Il cambio sterlina-dollaro canadese (GBP/CAD) oggi tratta in area 1,886, non lontano dai massimi delle ultime settimane. A spingerlo sono stati soprattutto i dati sul mercato del lavoro canadese pubblicati venerdì 9 ottobre: 68.300 posti persi a settembre, contro un consenso per un saldo positivo di 9.200, hanno spinto i mercati monetari a ridimensionare le attese di un rialzo della Bank of Canada a fine mese. Sull’altro fronte, la Bank of England ha appena confermato un tasso più alto, con un voto che lascia aperta la porta a una stretta.
Perché il mercato del lavoro ha frenato la Bank of Canada
Statistics Canada ha certificato un tasso di disoccupazione salito al 6,5%, da 6,4% di agosto, e un tasso di partecipazione al lavoro sceso al 64,8%, il livello più basso in 29 anni se si esclude il periodo della pandemia. Le perdite si sono concentrate nel settore pubblico (sanità, assistenza sociale, istruzione) e nel manifatturiero, che ha lasciato sul terreno 13.000 posti: è il comparto più esposto ai dazi americani. In controtendenza, i salari orari dei dipendenti permanenti sono saliti del 2,3% annuo, dal 2% di agosto.
Dopo il dato, la probabilità di un rialzo della Bank of Canada alla riunione del 28 ottobre è scesa dal 40% al 25%, mentre si sono ridimensionate anche le attese di un rialzo a dicembre (Riunioni Banca centrale Canada: le date dei meeting 2026), che i mercati avevano scontato per intero prima della pubblicazione. La Banca centrale aveva mantenuto il tasso di riferimento al 2,25% alla riunione del 2 settembre, dopo un lungo ciclo di tagli concluso nei mesi scorsi: un rialzo rimandato significa, per chi guarda al cambio, un dollaro canadese meno remunerativo rispetto alle attese di poche settimane fa, e quindi meno richiesto.
Perché la Bank of England non ha questo problema
Il contrappeso arriva da Londra. Il 17 settembre il Monetary Policy Committee ha votato 6 a 3 per confermare il Bank Rate al 3,75%: tre membri, Megan Greene, Catherine Mann e Huw Pill, avrebbero voluto portarlo al 4% per arginare l’inflazione da energia, mentre nessuno ha votato per un taglio. È la fotografia di una Banca centrale che, a differenza di quella canadese, discute ancora se alzare i tassi, non se e quando tagliarli: una divergenza di policy che, a parità di altre condizioni, rende la sterlina più remunerativa del dollaro canadese.
GBP/CAD: come sono posizionati i grandi operatori
Secondo i dati estratti dalla piattaforma Forecaster.biz, il posizionamento dei fondi conferma che a muovere il cambio è soprattutto la debolezza del dollaro canadese, non una corsa ad acquistare sterline. Nella settimana del report Commitments of Traders chiusa martedì 6 ottobre, i fondi a leva erano netti corti sul dollaro canadese per il 21,46% dell’open interest, in aumento rispetto al 10,89% di tre settimane prima, anche se ancora lontani dal minimo di due anni, il 31,51% toccato il 16 dicembre 2025. Sulla sterlina, invece, i fondi a leva restano netti lunghi ma per appena il 4,68% dell’open interest, contro il 15,86% dell’11 agosto: le posizioni rialziste sulla sterlina si sono ridotte nelle ultime settimane, proprio mentre il cambio saliva.
Il Market Mood Meter di Forecaster.biz, che misura su una scala da -100 a +100 quanto un cambio è ipercomprato o ipervenduto, segna il 13 ottobre +18,8 su GBP/CAD: un eccesso rialzista contenuto, non un estremo.
Cosa guardare nei prossimi giorni
Tre appuntamenti diranno se la divergenza si allarga o si attenua. Il 19 ottobre Statistics Canada pubblica l’indice dei prezzi al consumo di settembre; il 21 ottobre tocca all’Office for National Statistics britannico con il dato equivalente sul Regno Unito; il 28 ottobre la Bank of Canada annuncia la sua decisione sui tassi, con il mercato che non si aspetta un rialzo dopo il dato sul lavoro.
Un’inflazione canadese più debole del previsto allontanerebbe ulteriormente l’ipotesi di una stretta a ottobre; un’inflazione britannica ancora sopra gli obiettivi rafforzerebbe la tesi dei tre membri del Monetary Policy Committee che hanno votato per un rialzo.