Tassi di interesse invariati in Gran Bretagna come da attese con la Bank of England che ha lasciato trapelare segnali di preoccupazione per la futura evoluzione dell’inflazione. Non solo per la questione dazi, ma anche per le dinamiche interne degli stipendi inglesi che non accennano a raffreddarsi.
La pubblicazione degli stipendi medi settimanali esclusi i bonus ha evidenziato una crescita del 5,9% su base annua con la Banca centrale che per il momento si mantiene prudente, pur non eliminando dalle speculazioni del mercato quei 50 punti base di taglio nei tassi di interesse per il resto del 2025.
L’inflazione ancora al 3% a livello nazionale non sembra infatti lasciare margini di manovra così ampi per rilanciare la crescita economica con l’arma della politica monetaria. La crescita reale degli stipendi dopo questo dato si è assestata al 2,2%. Unico neo l’incremento del tasso di disoccupazione al 4,4% e il continuo calo degli indici Pmi manifatturieri. Opposto l'andamento dei PMI servizi che vista la natura del Pil britannico sembrano supportare la prudenza della BoE.
Forex: sterlina mostra i muscoli con il dollaro USA
La sterlina ha approfittato di questi numeri per guadagnare terreno sia contro euro che contro dollaro vista la migliore remunerazione reale offerta dalla carta britannica.
Marzo si avvia così ad andare in archivio con il secondo mese di rialzo per il Cable (come viene comunemente chiamato il cambio GBP/USD) con una chiusura di trimestre che a questo punto sembra evitare ancora una volta il break di 1,20. Dalla Brexit in avanti solo nell’ultimo trimestre 2022 GBP/USD ha chiuso sotto questo importante supporto.
GBP/USD ha quindi confermato una spinta che da gennaio ha permesso al Cable di salire di quasi 10 figure e che disegna una potenziale figura di testa e spalla rialzista di lungo termine. La sterlina dovrà tentare di mettere sotto pressione la resistenza posizionata attorno a 1,35, massimo del 2024, per poter tentare a quel punto l’attacco alla vera resistenza chiave posizionata attorno a 1,42/1,43, punti di massima forza del 2018 e del 2021.

Anche su EUR/GBP abbiamo assistito ad un reverse da manuale con il cross andato a saggiare la consistenza delle resistenze poste in zona 0,84 prima di riprendere la strada del ribasso. Il canale ribassista che accompagna il bear market dal 2023 passa proprio da queste parti e se la reazione sembrava doverosa, non bisogna nemmeno dimenticare che poco sotto (a 0,82) troviamo un livello di supporto che dalla Brexit in avanti ha sempre impedito alla sterlina di rafforzarsi contro euro.
E sono sicuro che, quando l’evento accadrà, sarà quasi certamente causato da qualche trigger di portata notevole per spezzare un equilibrio che ormai da nove anni definisce confini molto netti di valutazione tra euro e sterlina.
Se contro dollaro l’idea sembra essere quella di continuare a supportare un trade "long", contro euro sarei più prudente attendendo qualche concreto segnale di conferma tecnica prima di intervenire strategicamente.