Il cambio EUR/USD si mantiene in area 1,16, dopo il rimbalzo registrato all’inizio della settimana. La coppia ha recuperato terreno dai minimi degli ultimi quattro mesi, beneficiando dell’attenuazione della domanda di dollaro USA come valuta rifugio.
Il movimento riflette soprattutto un parziale miglioramento del sentiment sui mercati finanziari, dopo alcune dichiarazioni del presidente Donald Trump secondo cui l’operazione militare in Medio Oriente sarebbe ormai “quasi completata”. Queste indicazioni hanno contribuito a ridurre temporaneamente i timori di un conflitto prolungato nella regione, favorendo un ritracciamento del biglietto verde.
Nonostante il recupero, il quadro resta incerto. Nuove notizie di attacchi nella regione e il rischio di ulteriori escalation continuano infatti a sostenere la domanda di asset difensivi, limitando il potenziale rialzista dell’euro. In questo contesto il mercato valutario resta particolarmente sensibile alle notizie geopolitiche, che possono influenzare rapidamente il posizionamento degli investitori sul dollaro.
L’attenzione degli operatori è ora rivolta ai dati sull’inflazione statunitense di febbraio (CPI), che rappresentano uno degli appuntamenti macroeconomici più importanti della settimana (venerdì saranno invece diffusi i dati del deflatore PCE). Vediamo cosa si aspetta il mercato.
USA: a breve i dati sull’inflazione (CPI), cosa si aspetta il mercato
Gli operatori si aspettano che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) aumenti dello 0,3% su base mensile, dallo 0,2% di gennaio, e che rimanga stabile al 2,4% su base annua. La misurazione “core” – che esclude alimentari ed energia – è prevista allo 0,2% su base mensile, in calo dallo 0,3% di gennaio, e stabile al 2,5% su base annua.
Le indicazioni sull’andamento dei prezzi saranno cruciali per valutare le prossime mosse della Federal Reserve. Attualmente i mercati non si aspettano modifiche dei tassi di interesse nel breve termine, mentre le probabilità di un primo taglio entro metà anno restano contenute.
Se il dato dovesse sorprendere al ribasso, il dollaro potrebbe subire nuove pressioni, favorendo ulteriori recuperi dell’EUR/USD. Al contrario, un’inflazione più forte delle attese potrebbe rafforzare il biglietto verde, riducendo le aspettative di un allentamento della politica monetaria da parte della Banca centrale USA.
Forex, EUR/USD: cosa dice il Forecaster

Le quotazioni del cambio EUR/USD hanno tentato un rimbalzo all’inizio di questa settimana, ma il quadro grafico di breve termine rimane ancora orientato al ribasso, in particolare dai massimi segnati a fine gennaio in area 1,20. Guardando l’andamento del cambio da giugno 2025, le quotazioni scambiano invece all’interno di un ampio trading range compreso tra 1,15 e 1,19.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano un potenziale rialzo fino alla fine della seconda decade di marzo, seguito da una fase di debolezza che potrebbe estendersi fino alla fine della prima decade di aprile.


Il tool “Projection” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia – nello scenario “best match” (linea blu) e “long” (linea verde) – un potenziale rialzo che porterebbe i prezzi in area 1,20-1,1860, prima di un eventuale storno (PREVEDERE I MERCATI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: la funzionalità di Forecaster Terminal).

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