Il dollaro canadese già sconta il rialzo della BoC? | Investire.biz

Il dollaro canadese già sconta il rialzo della BoC?

23 ott 2026 - 17:03

Le parole di Macklem e il petrolio spingono le scommesse su un rialzo della Bank of Canada, prezzato all’80%: per il cambio il rischio è una pausa

Il dollaro canadese arriva alla riunione della Bank of Canada (BoC) di mercoledì 28 ottobre con il rialzo dei tassi già nel prezzo: gli swap, i contratti con cui gli operatori scommettono sulle mosse della Banca centrale, gli assegnano circa l’80% di probabilità, e il cambio USD/CAD è sceso sotto quota 1,40, sui livelli minori da un mese.

Con i nuovi attacchi alle infrastrutture saudite a sostenere il Brent, le quotazioni dell'oro nero spingono le attese sui tassi. Ma la BoC alzerebbe il costo del denaro contro un’inflazione che viene quasi tutta dalla benzina, mentre il Canada perde posti di lavoro: per il cambio il rischio vero è una pausa.

 

Perché la Bank of Canada dovrebbe alzare i tassi adesso?

La Bank of Canada dovrebbe alzare i tassi perché il petrolio sta spingendo l’inflazione sopra i suoi limiti. Il tasso di riferimento è fermo al 2,25% dal 29 ottobre 2025, ma sabato 17 ottobre il governatore Tiff Macklem ha anticipato che la banca alzerà in modo significativo le sue stime di inflazione, per il prezzo del greggio. “La domanda che ci faremo è se l’inflazione tornerà da sola verso l’obiettivo, o se dovremo alzare i tassi per correggerne la traiettoria”, ha detto in una conferenza con i giornalisti da Bangkok.

A settembre l’inflazione canadese è salita al 3,1%, di nuovo sopra il tetto della fascia tra l’1% e il 3% che la BoC considera accettabile, con la benzina in rialzo del 27,8% sull’anno. Il mercato ha cambiato idea in pochi giorni: al 17 ottobre non prezzava nessun rialzo né a ottobre né a dicembre, al 21 ottobre gli swap davano circa l’80% di probabilità a un aumento di 25 punti base, al 2,50%.

 

Dove sta il problema per il dollaro canadese?

Il problema per il dollaro canadese è che la BoC combatterebbe un’inflazione che non nasce in Canada. Senza la benzina, i prezzi a settembre sono saliti del 2,2%, meno di agosto, e le due misure di fondo che la Banca centrale guarda di più, che tolgono dal calcolo le voci più volatili, sono scese all’1,8% e all’1,9%, sotto l’obiettivo del 2%, secondo Statistics Canada. Nello stesso mese il Paese ha perso 68.000 posti di lavoro, il secondo calo mensile di fila, e la disoccupazione è salita al 6,5%.

Un rialzo dei tassi è un freno sulla spesa di famiglie e imprese: non abbassa il prezzo del petrolio, rallenta il resto di un’economia che in Canada frena già da sola. Per questo la decisione è meno scontata di quanto dicano gli swap, e per il cambio il conto è asimmetrico: un rialzo già pagato all’80% aggiunge poco, mentre una pausa costringerebbe molti operatori a chiudere le scommesse sul loonie (come i trader chiamano il dollaro canadese).

È un copione che il mercato conosce: il 29 settembre la Reserve Bank of Australia ha alzato i tassi al 4,60%, il quarto rialzo del 2026, ma il dollaro australiano ha chiuso la seduta in calo di circa lo 0,5% contro il dollaro USA.

 

Cosa è successo l’ultima volta che la BoC ha alzato i tassi con il Brent sopra 110 dollari?

L’ultima volta, il 2 marzo 2022, il dollaro canadese si rafforzò, ma nella stessa seduta il petrolio si mosse più della Banca centrale. Pochi giorni dopo l’invasione russa dell’Ucraina la BoC portò il tasso dallo 0,25% allo 0,50%, il primo aumento dal 2018, e il Brent salì di quasi 9 dollari, sopra 110. Quel giorno il cambio USD/CAD chiuse a 1,2629 da 1,2742: un rafforzamento del loonie di quasi lo 0,9% (calcolo della redazione), difficile da attribuire alla sola Banca centrale.

Nel 2022, però, l’inflazione canadese era arrivata a gennaio al 5,1%, il livello più alto dal 1991, e la BoC annunciò che i tassi avrebbero dovuto salire ancora: fu l’inizio di un ciclo di rialzi. Oggi l’inflazione di fondo è sotto il 2% e l’occupazione scende, quindi un eventuale rialzo del 28 ottobre potrebbe essere letto come un’assicurazione contro la benzina più che come il primo di una serie. Per il cambio conterà questo, più del quarto di punto.

 

Come sono posizionati gli speculatori sul cambio USD/CAD?

Gli speculatori restavano posizionati per un dollaro canadese più debole prima che cambiassero le attese sulla BoC. Secondo il report COT elaborato da Forecaster.biz con le posizioni al 13 ottobre, gli operatori non commerciali, la parte speculativa del mercato dei future, avevano una posizione netta nel verso di un USD/CAD più alto intorno al 25% dei contratti aperti, e i fondi a leva, la loro componente più attiva, intorno al 23%. In estate la scommessa arrivava quasi al 50%, a metà settembre era scesa vicino al 10% ed è risalita nelle settimane successive, con il cambio tra 1,42 e 1,43.

Il report è precedente alle parole di Macklem del 17 ottobre e al salto delle probabilità di un rialzo. Se una parte di quelle posizioni è ancora aperta, un rialzo con toni decisi potrebbe costringere gli speculatori a ricomprare dollari canadesi e amplificare il movimento; con una pausa, invece, si troverebbero dalla parte giusta.

Il Market Mood Meter di Forecaster.biz, che misura su una scala da -100 a +100 quanto un cambio è ipercomprato o ipervenduto, segnava -3 su USD/CAD il 22 ottobre, in area neutrale: la discesa del cambio non è ancora arrivata a un eccesso.

 

Cosa guardare prima e dopo il 28 ottobre?

La prima cosa da guardare sono le nuove stime del Monetary Policy Report, pubblicate insieme alla decisione della Bank of Canada alle 14:45 italiane di mercoledì 28 ottobre: diranno quanto la BoC vede l’inflazione da petrolio diffondersi al resto dei prezzi. La seconda è il tono, cioè se il comunicato lascerà intendere altri rialzi o tratterà quello di ottobre come una mossa isolata.

Lo stesso giorno, alle 19 italiane, decide la Federal Reserve (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026), che ha alzato i tassi al 3,75-4% a settembre e che, secondo un sondaggio Reuters tra gli economisti, è attesa ferma a ottobre e in rialzo a dicembre: un rialzo a sorpresa della Fed allargherebbe il divario di tassi a favore del dollaro USA che la BoC sta provando a ridurre. Il 6 novembre, poi, i dati sul lavoro di ottobre diranno se l’occupazione continua a scendere.

Il petrolio ha già spinto il loonie. Il 28 ottobre la Bank of Canada dovrà dire se un rialzo contro la benzina è l’inizio di un ciclo o un’eccezione.

 

 

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