Il 29 aprile 2026 resterà una data significativa per i mercati finanziari. In una sola serata, dopo la chiusura di Wall Street, Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta hanno pubblicato i risultati del primo trimestre, certificando una cosa sola: l'intelligenza artificiale non è più un tema speculativo. È già fatturato, già margini, già backlog.
Ma il mercato ha premiato chi ha saputo combinare crescita e disciplina finanziaria, e punito chi ha alzato troppo l'asticella della spesa futura. In questo articolo e nel vodcast allegato, analizzeremo punto per punto tutti i numeri delle trimestrali.
Alphabet: il vero colpo di scena della serata
Alphabet ha chiuso il trimestre con ricavi consolidati di 109,9 miliardi di dollari, +22% anno su anno e undicesimo trimestre consecutivo a doppia cifra.
Il dato che ha entusiasmato il mercato (+7% in after hours) è Google Cloud: 20 miliardi di ricavi, +63% YoY, con un beat di quasi 2 miliardi rispetto al consensus. Il backlog del segmento ha quasi raddoppiato quarter over quarter, superando i 460 miliardi - una pipeline di fatturato garantito che non lascia spazio a dubbi sulla traiettoria.
Google Search ha tenuto bene a +19%, con le ricerche ai massimi storici. Una nota di cautela è d'obbligo sull'utile netto riportato di 62,6 miliardi (+81%): la cifra include 36,9 miliardi di plusvalenze non realizzate su partecipazioni azionarie. L'utile operativo a +30%, con margine al 36,1%, è il benchmark più rappresentativo.
Amazon: AWS torna a correre
Amazon ha riportato ricavi netti per 181,5 miliardi (+17% YoY), con AWS a 37,6 miliardi con una crescita del 28%, la più elevata degli ultimi 15 trimestri.
Il segmento advertising ha raggiunto una run rate annua superiore a 70 miliardi (+24%), mentre il business dei chip proprietari (Graviton, Trainium, Nitro) ha superato i 20 miliardi di ARR con crescita a tre cifre. Il mercato ha risposto con un +4% in after hours.
Anche qui, l'utile netto di 30,3 miliardi (+77%) va contestualizzato: include 16,8 miliardi di plusvalenze sulla rivalutazione della quota in Anthropic (una voce mark-to-market, non cassa incassata). Il dato strutturalmente più critico rimane il free cash flow: su base TTM è crollato da 25,9 miliardi a 1,2 miliardi, con il capex degli ultimi 12 mesi che ha raggiunto 147 miliardi. Nel solo Q1, i 44,2 miliardi di capex hanno ecceduto l'operating cash flow, rendendo il FCF trimestrale negativo per circa 18 miliardi.
Microsoft: AI a tripla cifra, capex oltre le attese
Microsoft ha presentato ricavi per 82,9 miliardi (+18% YoY) e un utile netto di 31,8 miliardi (+23%), con EPS di 4,27 dollari contro i 4,07 attesi.
Azure ha accelerato al +40% YoY, sopra il consensus. Il dato più rilevante sul fronte AI: il business AI di Microsoft ha raggiunto un ARR di 37 miliardi, +123% anno su anno. Copilot ha superato i 20 milioni di utenti paganti. Sul piano strategico, Microsoft ha rinegoziato l'accordo con OpenAI eliminando i revenue-sharing payments a proprio carico.
Nonostante il beat su tutti i fronti, il titolo è rimasto pressoché invariato in after hours: la CFO Amy Hood ha comunicato un capex 2026 di 190 miliardi di dollari, contro le stime a 154 miliardi, con 25 miliardi di incremento attribuiti alla crisi globale della memoria. Il mercato ha deciso di aspettare.
Meta: i migliori risultati, la peggior reazione
Meta è il caso più paradossale della serata. Ricavi a 56,3 miliardi (+33% YoY, la crescita percentuale più alta del gruppo), margine operativo al 40,6%, 3,56 miliardi di Daily Active People.
Il motore pubblicitario continua a girare a pieno regime: ads impressions +19%, prezzo medio per pubblicità +12% - la combinazione ideale per un business che vive di advertising. Eppure il titolo ha ceduto oltre il 6% in after hours. Il trigger è stato il rialzo della guidance capex 2026 da 115-135 miliardi a 125-145 miliardi, citando prezzi dei componenti più elevati e costi aggiuntivi di data center.
Vale anche una nota sull'EPS riportato di 10,44 dollari: include un beneficio fiscale una tantum di 8,03 miliardi legato al One Big Beautiful Bill Act. L'EPS normalizzato è 7,31 dollari - comunque un beat solido rispetto alle stime di 6,82, ma non il +62% che appare nei titoli. Reality Labs (il ramo legato al metaverso) ha bruciato altri 4 miliardi di perdita operativa.
Il quadro d'insieme
I quattro hyperscaler spenderanno collettivamente oltre 600 miliardi di dollari in capex nel 2026. Il mercato ha stabilito un nuovo standard implicito: non basta battere le stime, bisogna farlo senza alzare l'asticella della spesa futura. Chi lo ha fatto - Alphabet e Amazon - è stato premiato. Chi non ci è riuscito ha deluso le aspettative di prezzo, indipendentemente dalla qualità intrinseca dei risultati.
La domanda che si apre per i prossimi trimestri è la stessa per tutti e quattro: quando questa infrastruttura inizierà a generare ritorni proporzionali alla spesa? La risposta determinerà la narrativa dell'intero settore per il resto del 2026.