Nvidia è l'azienda più grande del mondo: 5.330 miliardi di dollari, mille miliardi più della seconda in classifica, che è Alphabet. Ha chiuso lunedì 31 agosto a 220,78 dollari, poco sotto il massimo storico di 236,54. Ed è più economica di un anno fa. Nel luglio 2025 chi comprava un'azione Nvidia pagava circa 40 volte gli utili attesi, oggi ne paga 18. Il titolo nel frattempo è salito e il prezzo di ogni dollaro di utile si è più che dimezzato.
Da qui una domanda da affrontare con la calcolatrice: se il mercato tornasse a pagare Nvidia quanto l'ha pagata storicamente, dove finirebbe il titolo?
Azioni Nvidia: quale numero stiamo guardando
Il rapporto tra prezzo e utili si ottiene dividendo il prezzo dell'azione per l'utile annuo: se un'azione costa 100 e guadagna 10, il rapporto è 10, cioè si stanno pagando dieci anni di utili per comprarla. Più il numero è basso, meno si sta pagando quella redditività.
Il punto delicato è che l'utile al denominatore può essere di tre tipi, e ognuno produce un risultato legittimo. Sugli utili già realizzati negli ultimi dodici mesi, 7,91 dollari per azione, Nvidia si paga 27,9 volte. Sull'esercizio fiscale in corso, che chiude a gennaio 2027 e per cui il consenso indica 9,29 dollari, 23,8 volte. Sui dodici mesi successivi a oggi, con un utile atteso intorno ai 12 dollari, 18,3 volte.
La convenzione usata in questo articolo. Tutti i confronti che seguono usano il rapporto sui dodici mesi successivi, oggi 18,3: è la misura standard quando si guarda avanti e l'unica che permette di confrontare Nvidia con se stessa negli anni passati.
Perché il multiplo è sceso mentre il titolo saliva
Il meccanismo non ha nulla di misterioso: il rapporto scende quando gli utili corrono più del prezzo. Nell'esercizio chiuso a gennaio 2026 Nvidia ha fatto 215,9 miliardi di ricavi e 4,77 dollari di utile per azione; per l'esercizio in corso il consenso indica 411,25 miliardi, più 90%, e 9,29 dollari di utile per azione, più 95%. In dodici mesi l'azienda raddoppia, mentre il titolo da inizio anno è salito del 18,4%. Il rapporto tra le due cose deve scendere: non è un'opinione sul valore dell'azienda, è aritmetica.
Il confronto con il settore rende il quadro ancora più singolare. Da inizio anno l'S&P 500 ha guadagnato il 12,3% e l'indice dei semiconduttori, che raccoglie concorrenti e fornitori di Nvidia, il 62,9%. Nvidia si è fermata al 18,4%, cioè 44 punti sotto il proprio settore: il denaro dell'intelligenza artificiale, quest'anno, si è spostato su tutto ciò che sta intorno a Nvidia più che su Nvidia stessa.
Il conto dei 400 dollari
Per stimare dove può arrivare un titolo servono due variabili: quanto guadagnerà l'azienda e quante volte quel guadagno il mercato è disposto a pagarlo.
Sulla prima, per una volta, non serve indovinare. Nel trimestre pubblicato il 26 agosto Nvidia ha registrato 96,2 miliardi di ricavi, più 106% su base annua, di cui 89 dai centri dati, con margine lordo al 75%. Per il trimestre in corso la previsione aziendale è di 108 miliardi, e non contiene alcun ricavo dalla Cina.
Soprattutto, per la prima volta in oltre trent'anni di storia l'azienda ha fornito una previsione su un anno intero: per l'esercizio fiscale 2028, che parte a febbraio 2027, si attende una crescita dei ricavi di circa il 70%.
Applicando quel 70% al consenso dell'esercizio in corso, l'utile per azione del 2028 si colloca intorno ai 16 dollari. Resta il multiplo: usando 25, valore volutamente conservativo, il calcolo è immediato. 16 dollari di utile per 25 volte fa 400 dollari. Con 28 il risultato è 448, con 30 è 474.
Il calcolo non contiene nulla di creativo: si è preso il dato di previsione fornito dalla società e gli si è applicato un multiplo inferiore a qualsiasi media storica. Il risultato è 400 dollari, l'81% sopra il prezzo attuale, contro un obiettivo medio di 326 dollari indicato dai 60 analisti che coprono il titolo.
La controprova va detta con la stessa chiarezza: sugli utili dell'esercizio in corso, 400 dollari sono 43 volte gli utili, un multiplo che oggi nessuno pagherebbe. Il conto funziona solo spostandosi sull'esercizio successivo, cioè su utili che non esistono ancora e che dipendono interamente da quel più 70%.
Cosa significano 400 dollari in termini di capitalizzazione
La capitalizzazione di Borsa è il prezzo di un'azione moltiplicato per il numero di azioni esistenti. Nvidia ne ha circa 24 miliardi in circolazione: a 220,78 dollari il totale fa 5.330 miliardi, a 400 dollari farebbe 9.660. L'ipotesi dei 400 dollari richiede quindi che il mercato immetta quasi 4.400 miliardi aggiuntivi in una singola società.
Il primo confronto riguarda il peso nell'indice americano. L'S&P 500 vale complessivamente circa 70.300 miliardi. Nvidia ne rappresenta oggi circa il 7,5%, e nel corso del 2025 ha superato l'8%: è il peso più alto mai raggiunto da un singolo titolo da quando esistono i dati, cioè dal 1981. A 400 dollari, a parità di valore del resto dell'indice, salirebbe al 13%, una volta e mezza il record storico assoluto.
Il dato ha una rilevanza pratica che spesso sfugge. Gran parte del capitale che compra azioni non è libero: fondi comuni, fondi pensione e gestioni patrimoniali hanno regolamenti che fissano un tetto sull'esposizione a un singolo emittente, in Europa tipicamente il 10% del patrimonio. Oltre quella soglia non possono incrementare, e se il titolo continua a salire devono alleggerire. Più Nvidia sale, più si restringe la platea di chi è autorizzato a comprarla.
Il secondo confronto riguarda il mercato mondiale. Tutte le azioni quotate del pianeta valgono circa 157.800 miliardi di dollari, di cui gli Stati Uniti sono il 44% e l'intera Unione Europea il 10%. Nvidia oggi ne vale il 3,4%, a 400 dollari circa il 6%: un dollaro ogni sedici investiti in azioni sull'intero pianeta. Letto sull'Europa è più immediato: a 400 dollari Nvidia varrebbe da sola il 61% di tutte le società quotate dell'Unione Europea messe insieme, e già oggi ne vale un terzo.
Il test che conta: gli utili
I confronti precedenti si prestano a un'obiezione legittima: nessuna regola vieta a un'azienda di essere molto grande, e la stessa obiezione è stata rivolta ad Apple e Microsoft per anni, con esiti sfavorevoli per chi l'ha sollevata. La domanda corretta non è se Nvidia sia troppo grande, ma se gli utili che giustificherebbero quella dimensione siano realistici.
Per valere 400 dollari con un multiplo di 25, Nvidia deve produrre circa 386 miliardi di dollari di utile netto all'anno. Negli ultimi dodici mesi ne ha prodotti 192,9, cifra che la rende già l'azienda più profittevole al mondo: Alphabet si colloca intorno ai 160 miliardi, Microsoft a 125, Apple a 123. La somma di quelle tre fa circa 408 miliardi, il che porta alla formulazione più diretta della questione: perché Nvidia valga 400 dollari per azione, deve arrivare a guadagnare da sola all'incirca quanto Google, Microsoft e Apple messe insieme.
La frase suona irrealistica, e qui sta l'aspetto più notevole della vicenda: la previsione fornita dall'azienda ci arriva. Una crescita del 70% sui 411 miliardi dell'esercizio in corso porta a circa 700 miliardi di ricavi, e con i margini attuali quel livello di utile netto è raggiungibile. La discussione, quindi, non riguarda se il prezzo di oggi sia corretto, ma se quella previsione sia realistica.
Chi paga il conto
I ricavi di un fornitore sono la spesa di qualcun altro: settecento miliardi di ricavi significano settecento miliardi usciti dai bilanci dei clienti. I clienti, qui, sono i grandi gruppi cloud, e la voce rilevante è la spesa in conto capitale, quella destinata a costruire beni durevoli: terreni, edifici, impianti elettrici, raffreddamento, reti e, all'interno, i processori. Le stime per il 2027 divergono in modo significativo: Moody's colloca la spesa complessiva vicino ai 1.000 miliardi di dollari, le proiezioni più aggressive a circa 1.450.
Il rapporto tra questi numeri è il vero test della tesi. Se Nvidia deve fatturare 700 miliardi e la spesa dei suoi clienti principali si colloca tra 1.000 e 1.450, l'azienda dovrebbe intercettare tra il 48% e il 70% di tutto quanto il mondo destina all'infrastruttura per l'intelligenza artificiale. E dentro quella spesa non ci sono soltanto processori, ma anche terreni, opere civili, impianti elettrici, memorie e manodopera: i chip incidono, in prima approssimazione, per circa metà del costo di un centro dati. Il conto sta in piedi, ma senza margine di sicurezza e solo assumendo la stima più alta della spesa.
Cosa monitorare
La tesi dei 400 dollari non richiede di prevedere nulla, ma di verificare tre grandezze pubbliche a ogni trimestrale. La prima è la previsione trimestrale dell'azienda, che per sostenere una crescita annua del 70% deve continuare ad avanzare di circa 12 miliardi per trimestre: oggi è a 108, il passaggio successivo dovrebbe collocarsi intorno ai 120. La seconda è il margine lordo, con soglia critica al 70%: al di sotto, i 16 dollari di utile per azione non reggono nemmeno con i ricavi pienamente realizzati. La terza è la spesa dichiarata dai clienti, che Microsoft, Amazon, Google e Meta comunicano ogni trimestre: se la somma delle loro indicazioni per il 2027 scendesse sotto i 1.000 miliardi, i 700 miliardi di ricavi ipotizzati per Nvidia non avrebbero una fonte credibile.
In sintesi, applicando alla previsione fornita dall'azienda un multiplo inferiore a qualsiasi media di riferimento si ottiene un prezzo superiore ai 400 dollari, oltre l'80% sopra i livelli attuali. Lo stesso calcolo, letto in termini di capitalizzazione, implica una società che pesa il 13% dell'indice americano contro un record storico dell'8%, il 6% di tutte le azioni quotate al mondo, e un utile annuo pari alla somma di Alphabet, Microsoft e Apple, con quasi metà della spesa mondiale in infrastruttura per l'intelligenza artificiale destinata a un solo fornitore.
Entrambe le letture sono corrette, e la loro coesistenza è il motivo per cui il mercato applica 18 volte anziché 30. Il multiplo compresso non segnala un titolo a sconto per distrazione: segnala che quegli utili vengono trattati come utili di una fase eccezionale anziché ricorrenti. Nei semiconduttori il multiplo più basso storicamente non compare quando il settore è in difficoltà, ma quando i risultati sono ai massimi e nessuno scommette sulla loro durata. Talvolta è la lettura giusta. Alla fine del 2022, su questo stesso titolo, non lo era: l'anno dopo Nvidia guadagnò il 239%.
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