I dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno avuto un effetto deflagrante a Wall Street. L'annuncio delle tariffe ha innescato forti vendite: se per alcuni operatori si è trattato della volontà di proteggere i profitti fin qui accumulati, la maggior parte ha scaricato azioni perché teme che gli effetti economici delle tariffe saranno devastanti.
La Cina e l'Unione europea hanno già promesso rappresaglie, mentre Giappone e Gran Bretagna preferiscono la strada del dialogo. Si teme che una guerra commerciale colpisca profondamente l'economia globale, spingendo gli Stati Uniti in recessione. Il problema è che il soccorso della Federal Reserve potrebbe essere spuntato, dal momento che i dazi rischiano di far correre nuovamente l'inflazione.
A quel punto negli USA si prospetterebbe uno scenario di stagflazione, lasciando la Banca centrale nel bivio se tagliare i tassi per stimolare la crescita o tenerli alti per impedire la risalita dei prezzi. "La Fed è tra l’incudine e il martello”, ha commentato Jay Bryson, capo economista di Wells Fargo. “Da un lato, se la crescita rallenta e il tasso di disoccupazione sale, dovrebbe essere più accomodante tagliando i tassi. Dall’altra parte, se l’inflazione sale, dovrebbe aumentare i tassi. Si trova davvero in una posizione difficile".
Wall Street: quando si fermerà il sell-off?
Il sell-off registrato da Wall Street riflette un sentiment pesantemente deteriorato, anche perché la maggior parte degli operatori non immaginava uno scenario così negativo. Alcuni settori chiave come l'automotive però sono stati tramortiti e l'impressione che se ne trae è di un peggioramento dei mercati se non cambierà qualcosa.
"L'introduzione dei dazi ha creato una situazione in cui l'incertezza economica ha reso più difficile discernere vincitori e vinti", ha dichiarato Jonathan Caplis, Amministratore delegato della società di ricerca sugli hedge fund PivotalPath. "I gestori di fondi hanno reagito alla confusione guidando un sell-off del mercato azionario, in gran parte aggiungendo posizioni corte, in particolare negli Stati Uniti".
Il punto è capire quando si fermerà l'ondata di vendite. "Dove si ferma? Non lo so davvero", ha detto Vineer Bhansali, Chief investment officer e fondatore di Longtail Alpha. "La mia ipotesi è un forte sell-off dal 3% al 5%. Una volta che ciò accade, forse è un buon momento per iniziare a comprare".
C'è però un fattore di carattere storico che può provare a sollevare un po' l'umore depresso degli investitori in questo momento: la stagionalità. Secondo quanto riporta Russ Visch, analista di BMO Capital Markets, negli ultimi 75 anni, aprile è stato il secondo mese più forte dell'anno per l'S&P 500, con un guadagno medio dell'1,5% e la chiusura delle azioni in rialzo nel 71% delle volte.