Gli ultimi tre anni a Wall Street hanno delineato un quadro abbastanza chiaro: le azioni tecnologiche dominano la scena, facendo da traino a tutto il mercato. L’indice S&P 500 ha realizzato un guadagno del 78% da inizio 2023 a fine 2025 e gran parte di questo risultato è derivato dalle straordinarie performance delle Magnifiche Sette, che hanno capitalizzato il boom dell’intelligenza artificiale.
Ora, però, gli investitori sono diventati più cauti, perché crescono le preoccupazioni che la nuova tecnologia possa non imprimere quel segno radicale nei conti delle aziende come si è creduto finora. Di conseguenza, è in atto una graduale rotazione verso altri settori. La domanda è se effettivamente i titoli non strettamente legati alla crescita siano in grado di svolgere il lavoro pesante finora affidato alle Big Tech.
Un gruppo di strategist di Goldman Sachs guidato da Ben Snider, è convinto che il nuovo motore dell’S&P 500 quest’anno vada ricercato nei consumatori della classe media. Il team presta particolare attenzione ai fornitori di servizi sanitari e alle aziende che producono beni di consumo essenziali, ma anche a quelle che realizzano beni e servizi non necessari, come gli operatori turistici, i rivenditori di abbigliamento di fascia medio-alta, i produttori di articoli per la casa e persino i casinò.
Alla base della nuova tendenza c’è un’economia statunitense destinata ad accelerare e in grado di stimolare i consumi, hanno affermato gli esperti. Di conseguenza, saranno avvantaggiate le aziende con una crescita stabile e margini contenuti, che stanno sovraperformando in Borsa dal mese di ottobre.
"Le azioni esposte alla spesa dei consumatori a reddito medio sono particolarmente interessanti", hanno scritto gli strategist di Goldman Sachs in una nota. "Il value continuerà a sovraperformare all’inizio del 2026. I consumatori della classe media registreranno un’accelerazione della crescita del reddito reale, che dovrebbe tradursi in un miglioramento della crescita delle vendite".
Wall Street: occhio alle valutazioni
Un altro gruppo di strategist di Goldman Sachs, guidato da Christian Mueller-Glissmann, è invece meno ottimista sulla prosecuzione del rally a Wall Street. Il motivo è che le azioni hanno ormai raggiunto valutazioni molto elevate, il che le rende vulnerabili a un aumento delle preoccupazioni sulla crescita economica degli Stati Uniti. Questo scenario non è da escludere, secondo gli esperti, soprattutto nella seconda metà del 2026.
"Il contesto macroeconomico potrebbe diventare meno favorevole nella seconda metà dell’anno", hanno affermato gli analisti. "Un aumento del rischio di recessione negli Stati Uniti accrescerebbe la probabilità di un mercato ribassista più profondo, anche alla luce delle valutazioni elevate".
Per quanto riguarda la prima parte dell’anno, Mueller-Glissmann e il suo team ritengono che una crescita più solida continuerà a essere il principale motore della propensione al rischio. "Tuttavia, con valutazioni elevate, i rendimenti corretti per il rischio sono destinati a essere più contenuti e la performance azionaria dovrebbe ampliarsi oltre la spesa in conto capitale legata all’intelligenza artificiale, includendo sia i beneficiari dell’adozione dell’AI sia, più in generale, i settori che traggono vantaggio dalla crescita economica", hanno concluso.