Una delle preoccupazioni degli investitori più ricorrenti nell'anno che è appena iniziato è la possibile fine dell'era delle Magnifiche Sette a Wall Street. Il gruppo, che comprende Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia e Tesla, ha guidato il rally dell'S&P 500 negli ultimi tre anni. Grazie al boom dell'intelligenza artificiale, l''indice ha realizzato un impressionante +78% da inizio 2023 a fine 2025.
Ora, però, proprio la nuova tecnologia rischia di ritorcersi contro, perché il mercato è sempre più preoccupato sulla reale capacità dell'AI di imprimere un cambiamento radicale nell'economia americana. Le Magnifiche Sette, quindi, rischierebbero di pagarne il prezzo più alto, dal momento che hanno investito miliardi di dollari, energie e risorse per sfruttare l'onda dirompente della nuova tecnologia.
C'è una sorta di "fatica dell'AI", ha affermato Ed Yardeni, presidente e Chief investment strategist di Yardeni Research. "Sospetto che molte persone siano caute su tutta la questione". A suo avviso, la "fatica" è iniziata quando Michael Burry, il grande investitore che aveva previsto la crisi del 2008, a fine ottobre ha rivelato scommesse ribassiste su Nvidia e Palantir, avvertendo dei rischi dell'intelligenza artificiale.
Wall Street cambia pelle?
L'allontanamento degli investitori dalle Magnifiche Sette sta spingendo i capitali verso le altre società dell'S&P 500. Yardeni ha sottolineato come l'indice che esclude le sette grandi società tecnologiche abbia registrato una "performance impressionante" nel 2025. Lo strategist ha evidenziato che i margini di profitto del gruppo sono rimasti elevati, nonostante i venti contrari derivanti dai dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i segnali di debolezza del mercato del lavoro americano. In un contesto in cui l'economia migliora, i titoli ciclici e orientati alla crescita saranno i principali beneficiari, secondo Yardeni.
Un'opinione avvalorata dagli strategist di Goldman Sachs, che però vedono le azioni value come quelle che renderanno più attraente l'S&P 493. “Tra i settori, le basse valutazioni rispetto sia alla storia sia alla redditività rafforzano gli argomenti a favore della sanità, dove consigliamo un sovrappeso, insieme a materiali, consumer discretionary e software e servizi", ha scritto in una nota il team guidato da Ben Snider.
Attenzione alle onde d'urto
La fine del dominio delle Magnifiche Sette a Wall Street, però, potrebbe non essere indolore. La storia dimostra che, quando un rally di questa portata arriva al capolinea e si inverte, gli effetti possono essere disastrosi. Doug Peta, Chief US investment strategist di BCA Research, cita come esempi la fine dei Nifty Fifty - le cinquanta azioni più brillanti di Wall Street - nel 1973 e il crollo delle dot-com a inizio millennio. In entrambe le circostanze, non appena i leader storici hanno perso colpi, il mercato più ampio ha subito un forte ritracciamento.
“L’ipotesi più benevola per il mercato rialzista sarebbe un trasferimento pacifico del potere a una coalizione più ampia degli altri 493 componenti dell’S&P 500”, ha detto Peta. Tuttavia, l'esperto vede la corsa dell’AI con ancora margini di crescita, pur tra timori sulla sostenibilità degli investimenti in capitale e su valutazioni elevate.
“Non credo che la fine del dominio delle Magnificent Seven sia imminente - sarei sorpreso se non registrassero un ultimo balzo per concludere la loro corsa - ma quando ciò avverrà, è probabile che una nuova leadership emerga solo dopo un significativo mercato ribassista negli Stati Uniti”, ha concluso.