Sale la febbre per la trimestrale di Apple, in programma questa sera dopo la chiusura di Wall Street. Sono molti gli spunti che analisti e investitori prenderanno in considerazione, con i dati e le indicazioni della società che potrebbero muovere le quotazioni del titolo in Borsa.
Il colosso di Cupertino non sta attraversando un periodo entusiasmante, poiché alcuni fattori esterni rischiano di compromettere la redditività futura dell’azienda e di impattare negativamente sull’andamento delle azioni. L’azienda rimane solida e da molti è considerata un bene rifugio nel lungo periodo. Tuttavia, chi detiene posizioni sul titolo Apple potrebbe aspettarsi ulteriori scossoni rispetto a quelli che si sono verificati negli ultimi tempi.
Apple: i chip di memoria, una spina nel fianco
L’aspetto che molto probabilmente sarà nell’occhio del ciclone questa sera riguarda il tema dei chip di memoria, fondamentali per smartphone e tablet. La scarsità dell’offerta ha fatto impennare i prezzi, generando un aumento dei costi per aziende come Apple. La società guidata da Tim Cook ha numerosi contratti in scadenza nel 2026, il che implica che i nuovi accordi saranno caratterizzati da rincari significativi.
Apple dispone di una struttura adeguata per assorbire un aumento dei costi e, soprattutto, di un forte potere di determinazione dei prezzi che le consente di trasferire parte di tali oneri ai consumatori. Tuttavia, esiste un limite oltre il quale spingersi, pena il rischio di una distruzione della domanda.
“Apple può mitigare in parte l’impatto, ma le leve a sua disposizione non sono infinite”, ha affermato Shaon Baqui, analista senior del settore tecnologico presso Janus Henderson. “Capire con chiarezza l’impatto sui margini sarà cruciale”. L’esperto sottolinea come in passato Apple sia già stata sotto pressione per l’aumento dei prezzi dei chip di memoria, ma mai “a un ritmo così” elevato.
Un segnale poco confortante è arrivato questa settimana dalla pubblicazione dei conti trimestrali di Qorvo, fornitore di Apple, che ha diffuso una guidance molto più debole del previsto, citando proprio l’aumento dei prezzi delle memorie.
Apple: altre indicazioni dalla trimestrale
Un altro elemento da osservare con attenzione nell’appuntamento di questa sera riguarda l’intelligenza artificiale. Apple, a differenza delle altre Big Tech, ha scelto di seguire un percorso più misurato sul fronte degli investimenti, anche a costo di non tenere il passo nel breve periodo. L’azienda ha annunciato un accordo pluriennale con Alphabet per alimentare la propria tecnologia AI, con particolare riferimento all’assistente vocale Siri. Tuttavia, gli investimenti restano per ora meno aggressivi rispetto a quelli dei concorrenti.
“Mi piace molto quello che Apple sta facendo dal punto di vista della spesa”, ha dichiarato David Wagner, gestore di portafoglio presso Aptus Capital Advisors, che detiene azioni Apple in diversi portafogli. “Tutti erano concentrati sul suo posizionamento nell’AI, ma questo dimostra che non sta rimanendo indietro”.
Sarà inoltre interessante valutare la guidance fornita dalla società. Per l’esercizio fiscale 2026, il consensus prevede ricavi in crescita dell’8,7%, il ritmo più elevato dal 2021, anche se la crescita dovrebbe rallentare nei tre esercizi successivi.
Sono da comprare le azioni?
Le azioni Apple non stanno attraversando una fase positiva. Dopo aver toccato un massimo il 2 dicembre, il titolo è scivolato di oltre il 10%, risultando il peggiore tra le Magnifiche Sette. Inoltre, con otto settimane consecutive di ribassi, ha registrato la serie negativa più lunga dal 1993.
Nonostante la correzione, le azioni Apple non appaiono a buon mercato: scambiano infatti a circa 30 volte gli utili attesi, al di sopra sia della media decennale di 22 volte, sia dei multipli del Nasdaq 100 e delle Magnifiche Sette. Baqui, tuttavia, continua a vedere “un business molto resiliente” rispetto alle altre Big Tech. Apple “ha una base di utenti enorme e ricavi ricorrenti dai servizi, che fungono da ancora per il free cash flow. Non credo si possa parlare di un’imminente accelerazione della crescita, ma resta una sorta di coperta calda nei momenti di volatilità”, ha aggiunto.