Le nuove dichiarazioni aggressive da parte di Donald Trump nei confronti dell'Iran hanno indebolito le Borse europee, con i principali indici che hanno chiuso le contrattazioni in generale ribasso.
In questo contesto a dominare la scena è ancora una volta il petrolio, con i prezzi che accelerano al rialzo sia per il perdurare del blocco dello Stretto di Hormuz che per l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’Opec.
Con gli operatori che aspettano tra poche ore le decisioni provenienti dalla Federal Reserve in tema di tassi di interesse, Wall Street si avvia al giro di boa in calo dello 0,11% con l'S&P 500 e dello 0,05% con il Nasdaq.
Con Parigi e Francoforte che hanno terminato la terza seduta della settimana in contrazione rispettivamente dello 0,38% e 0,42%, il FTSE Mib ha chiuso le giornata in discesa dello 0,51% a 47.796,03 punti.
Dal punto di vista operativo il ritorno dell'indice italiano sotto i 48 mila punti dovrebbe favorire una continuazione delle vendite verso i 47.550-47.500 punti e a seguire i minimi della passata settimana situati a 47.340 punti.
Tra le azioni che a Wall Street sono oggetto di decise vendite troviamo Robinhood, che paga la trimestrale risultata sotto le attese degli analisti. Andiamo a scoprirla nel dettaglio.
Robinhood: ricavi trimestrali in aumento del 15%
I deludenti dati provenienti dal business legato agli asset digitali hanno frenato i ricavi trimestrali di Robinhood che, nonostante siano risultati in aumento rispetto all'anno precedente, hanno deludo le attese degli analisti.
Nello specifico la società ha terminato i primi tre mesi del 2026 con ricavi in aumento del 15% a 1,07 miliardi di dollari, sotto il consenso situato tra 1,18-1,2 miliardi di dollari. Da segnalare che i ricavi dei primi 3 mesi sono in discesa del 16% rispetto all'ultimo trimestre del 2025. Con un margine rettificato del 50%, l'utile per azione è aumentato del 3% a 0,38 dollari, distante dagli 0,43 dollari attesi dagli analisti.
La componente legata alle transazioni è salita del 7% a 623 milioni di dollari, mentre il net interest avenue è aumentato del 24% a 359 milioni di dollari. Al contrario il business legato agli asset digitali ha riportato un calo del 47% a 134 milioni di dollari dei ricavi da cripto. Quest'ultimo dato risulta in calo di oltre il 39% se confrontato al 4° trimestre del 2025.
Con i depositi netti aumentati del 22% a 17,7 miliardi di dollari, le attività complessive sulla piattaforma sono cresciute del 39% attestandosi a 307 miliardi di dollari.
Gli abbonati a Robinhood Gold sono cresciuti del 36% su base annua raggiungendo un record di 4,3 milioni, mentre i clienti finanziati sono aumentati del 6% a 27,4 milioni.
Nel corso della presentazione dei dati il management ha fornito qualche guidance sul 2°e 3° trimestre. Nel trimestre in corso il fatturato dovrebbe attestarsi a 1,234 miliardi di dollari, con un utile per azione a 0,45 dollari. Nel 3° trimestre l'utile per azione dovrebbe salire a 0,5 dollari.
Da sottolineare che il Cfo della piattaforma di trading, Shiv Verma, ha comunicato che nel 2026 le spese dovrebbero aumentare rispetto alle precedenti previsioni, passando da 2,6-2,725 miliardi di dollari a 2,7-2,825 miliardi di dollari.
Azioni Robinhood: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Robinhood sulla Borsa americana. Con volumi in aumento se confrontati alla media giornaliera mensile, quella odierna è una seduta in deciso territorio negativo per il titolo che, con un calo di oltre il 13%, transita nei pressi dei 71,3 dollari.
Con un'impostazione di breve e medio periodo discendente, le attese sono per una continuazione delle vendite verso i 68 dollari e a seguire i minimi degli ultimi 11 mesi situati sui 63,5 dollari.
L'eventuale violazione di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica del titolo. In questo caso i prossimi target sono situati sui 60 dollari e successivamente i 57,5 dollari.
Al contrario con la ripresa delle prime resistenze di breve periodo situate a 83 dollari, il titolo potrebbe porre la basi per un recupero. In questo caso dovremmo avere un primo target sugli 87,5-88 dollari e a seguire i massimi degli ultimi 3 mesi a 93,3 dollari.
L'eventuale superamento di questi livelli riattiverebbe il trend ascendente di breve periodo partito dai minimi toccati nello scorso mese di marzo, con un prossimo obiettivo sui 98,37 dollari dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 2 febbraio e successivamente i 107 dollari, dove transita la media mobile di lungo periodo.
Nel caso in cui le azioni dovessero lasciarsi alle spalle queste ultime aree, si assisterebbe a una continuazione degli acquisti prima in direzione dei 115 dollari e successivamente verso i top del 2026 situati sui 124 dollari.
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