Mercati globali chiamati a valutare gli input giunti ieri sera dalla trimestrale di NVIDIA. Sarà quessto uno dei grandi temi della seduta odierna, insieme alle valutazioni degli operatori sui dazi del 25% annunciati nella serata di ieri da Trump nei confronti dell'Europa In questo contesto i futures del Vecchio Continente impostati in terreno negativo anticipano un inizio di giornata all'insegna delle vendite per i listini azionari europei.
In questo contesto il FTSE Mib dovrebbe aprire le contrattazioni tornando sotto la soglia dei 39mila punti. Dal punto di vista operativo una conferma dei prezzi sopra i primi supporti situati sui 38.500 punti, dovrebbe mantenere inalterato il trend di breve rialzista con prossimi obiettivi i 29.250-39.300 punti e a seguire i 39.500 punti.
Al contrario segnali di debolezza si avrebbero solo con la violazione dei primi supporti di breve periodo situati sui 37.500 punti, nelle cui vicinanze troviamo l'indicatore daily del Supertrend.
Tra le azioni da monitorare a Piazza Affari troviamo Prysmian, che in queste ore ha comunicato i dati del 2024. Andiamo a leggerli nello specifico.
Prysmian: l'utile del 2024 cresce di quasi il 40%
In queste ore Prysmian ha comunicato i dati del 2024, che hanno confermato la crescita del Gruppo che rimane ben posizionato per sfruttare le opportunità di crescita sia profittevole che sostenibile. Inoltre grazie all'acquisizione di Encore Wire, la società è riuscita a superare in anticipo i target finanziari di medio termine.
Nello specifico il 24 si è chiuso con ricavi in crescita dello 0,5% a 17,03 miliardi di euro. Nel dettaglio il business unit Transmission ha visto un aumento del 18,3%, mentre al contrario performance negative sono arrivate dal segmento Electrification, che ha visto un calo del 2,8%, e di quello Digital Solutions che ha segnato un -12,6%. Buoni segnali arrivano però dal quarto trimestre, dove la business unit Digital Solutions ha registrato un incremento del 6,6% del fatturato.
Per quanto riguarda l’Ebitda adjusted ha visto un aumento del 18,4% a 1,93 miliardi, con un Ebitda margin che sale dal 10,6% all’11,3%. Poco meno della metà dell’Ebitda è stato generato dalla business unit Electrification, i cui margini sono risultati in calo dal 9,9% al 9,6%, mentre le altre tre linee di business hanno visto un'Ebitda margin che oscilla tra il 12,4% della Digital Solutions e il 14,6% della Transmission.
Con un flusso di cassa passato da 724 milioni di euro ad oltre 1 miliardo di euro, l’utile netto di Prysmian è cresciuto del 37,8% a 729 milioni di euro, con un dividendo per azione proposto in crescita del 14,3% a 0,8 euro per azione.
In attesa del nuovo piano industriale a medio termine, che sarà presentato al Capital Market Day del 26 marzo a New York, Prysmian ha comunicato la guidance per il 2025. Questa dovrebbe vedere un'Ebitda adjusted in crescita tra 2,25 e 2,35 miliardi, con un cash flow tra 950 milioni di euro e 1,05 miliardi di euro.
Azioni Prysmian: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere le attese sulle azioni Prysmian nel breve e medio termine. È stata una seduta all'insegna del rimbalzo quella di ieri per il titolo Prysmian che, con un rialzo superiore al 2,3%, ha chiuso le contrattazioni sopra i 65 euro.
Il movimento di ieri ha cercato di porre un argine a quella fase correttiva che aveva interessato le azioni nel corso delle ultime giornate e che ha allontanato le quotazioni dai massimi di sempre posti nelle vicinanze dei 73 euro.
Dal punto di vista operativo per dare seguito agli acquisti di ieri, le quotazioni dovrebbero ora spingersi oltre i 67 euro sopra i quali dovrebbero esserci ulteriori apprezzamenti verso i 69 euro e successivamente i 70,5 euro, nelle cui vicinanze troviamo l'indicatore giornaliero del Supertrend. Sarà solo lasciandosi alle spalle questi ultimi livelli che il titolo vedrebbe aumentare le possibilità di andare a mettere sotto pressione i suoi top assoluti.
Al contrario la perdita dei 63,20 euro, minimi di questa settimana, dovrebbero far proseguire le vendite con un primo obiettivo i 62,5-62 euro, che rappresentano i minimi del 2025 e dove transita la media mobile di lungo periodo.
Nel caso in cui dovessimo assistere alla perdita di tali sostegni, si dovrebbe avere un ulteriore indebolimento della struttura grafica di medio periodo, con ulteriori target posti sui 60 euro ed in seguito i minimi degli ultimi 6 mesi situati nei pressi della soglia dei 59 euro.
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