Lo sviluppo straordinario dell'intelligenza artificiale ha comportato l'esigenza di costruire data center sempre più grandi per gestire l'enorme flusso di dati generato da questa tecnologia rivoluzionaria. I data center, però, sono infrastrutture che, per funzionare, hanno bisogno di una quantità straordinaria di energia fornita a getto continuo. Il problema è che le fonti energetiche tradizionali non sono sufficienti a soddisfare una domanda in costante crescita.
In questo contesto, negli ultimi anni è tornata alla ribalta l'energia nucleare che, dopo il disastro di Fukushima del 2011, era stata accantonata per molto tempo da numerosi Paesi. Recentemente, gli hyperscaler come Amazon, Meta Platforms, Alphabet e Microsoft hanno sottoscritto partnership con diverse aziende operanti nel campo dell'energia atomica, in grado di soddisfare esigenze legate ai tempi di realizzazione e al posizionamento degli impianti.
Infatti, il problema principale delle centrali nucleari non riguarda più tanto la sicurezza, quanto il fatto che richiedono molto tempo per essere costruite e necessitano di siti idonei dove essere installate. Per ovviare a questi inconvenienti, alcune società del settore si sono specializzate nello sviluppo dei piccoli reattori nucleari, denominati Small Modular Reactors, o SMR.
Piccoli reattori nucleari: cosa sono e come funzionano
I piccoli reattori nucleari sono diventati una delle soluzioni più promettenti per soddisfare la crescente domanda di energia, soprattutto quella generata dai data center per l'intelligenza artificiale. A differenza delle grandi centrali nucleari tradizionali, gli SMR hanno dimensioni più contenute e vengono realizzati in gran parte in fabbrica, per poi essere trasportati e assemblati nel luogo di installazione. Questo approccio consente di ridurre tempi e costi di costruzione: se una centrale convenzionale può richiedere anche 10-15 anni, un piccolo reattore potrebbe entrare in funzione in circa 3-5 anni, a seconda del progetto e delle autorizzazioni.
Gli SMR possono essere installati in prossimità di poli industriali, miniere, data center o aree isolate dove la rete elettrica è insufficiente. Il loro principale vantaggio è la capacità di fornire energia continua, 24 ore su 24, senza dipendere dalle condizioni meteorologiche, come invece accade per il solare e l'eolico. Inoltre, occupano meno spazio, possono essere aggiunti in modo modulare in base al fabbisogno energetico e, grazie ai sistemi di sicurezza passiva, sono progettati per ridurre il rischio di incidenti rispetto ai reattori di vecchia generazione. Tra l'altro, offrono la possibilità di integrare l'energia nucleare con altre fonti energetiche, comprese quelle rinnovabili.
L'IAEA (International Atomic Energy Agency) riporta che, a livello globale, esistono attualmente più di 80 progetti di SMR e che quattro sono in fase avanzata di costruzione in Argentina, Cina e Russia. La stessa agenzia sta coordinando gli sforzi dei suoi Stati membri per sviluppare diverse tipologie di piccoli reattori nucleari, adottando un approccio sistematico all'identificazione e allo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali, con l'obiettivo di garantire competitività e prestazioni affidabili.
Su quali azioni puntare
Le società specializzate nel comparto degli SMR hanno registrato un'impennata in Borsa lo scorso anno, sulla scia dell'entusiasmo per lo sviluppo dell'energia nucleare destinata ad alimentare i data center e dei contratti pluriennali firmati con gli hyperscaler. Tuttavia, quest'anno tale entusiasmo si è affievolito e i titoli hanno perso valore. Ora è interessante capire se le potenzialità di queste azioni siano rimaste intatte e se, quindi, il calo delle quotazioni possa rappresentare un'interessante opportunità di acquisto. A tal riguardo, due titoli meritano particolare attenzione: Oklo e NuScale Power.
Oklo è una società statunitense che sviluppa piccoli reattori nucleari modulari (SMR), progettati per fornire energia continua a data center, impianti industriali e basi militari. L'azienda non è ancora operativa sul piano commerciale, ma ha già siglato importanti accordi con il settore dei data center per l'intelligenza artificiale. Tra questi spicca un'intesa con Meta Platforms per sviluppare un campus energetico nucleare da 1,2 gigawatt in Ohio destinato ad alimentare i data center del gruppo, oltre a un accordo quadro da 12 gigawatt con l'operatore di data center Switch. Ha inoltre firmato lettere d'intenti con Equinix e altri operatori del settore.
Dal punto di vista finanziario, Oklo non è ancora redditizia: non genera ricavi significativi e continua a registrare perdite, poiché si trova ancora nella fase di sviluppo della propria tecnologia e dei primi impianti commerciali. Quotate al Nasdaq, le azioni Oklo hanno perso circa il 40% da inizio 2026 fino all'8 luglio. Soprattutto, dal picco di ottobre 2025, il titolo ha ridotto di circa tre quarti il proprio valore.
NuScale Power è una società americana che sviluppa piccoli reattori nucleari modulari destinati a fornire energia a utility, industrie e data center. È l'unica azienda del settore ad aver ottenuto l'approvazione della Nuclear Regulatory Commission (NRC) statunitense per il proprio progetto di reattore. A differenza di Oklo, non ha firmato contratti diretti con gli hyperscaler, ma punta a soddisfare la domanda energetica dei loro data center attraverso partnership con utility e sviluppatori di impianti. Tra i principali accordi figurano quelli con ENTRA1 Energy e con la Tennessee Valley Authority (TVA), che prevede lo sviluppo di una capacità nucleare fino a 6 gigawatt negli Stati Uniti.
Come Oklo, NuScale non è ancora redditizia: genera ricavi limitati derivanti da licenze e servizi di ingegneria, ma continua a registrare perdite mentre porta avanti la commercializzazione della propria tecnologia. Le quotazioni del titolo si sono quasi dimezzate quest'anno e ora, secondo il fair value di Forecaster.biz, risultano sottovalutate. Il valore equo è infatti pari a 10,68 dollari, circa il 23% superiore rispetto al prezzo di mercato.