PayPal Holdings sarà davvero acquisita? Questa domanda riecheggia negli ambienti finanziari dopo che, la scorsa settimana, il leader dei pagamenti digitali ha ricevuto un'offerta da oltre 53 miliardi di dollari da parte della fintech Stripe e della società di private equity Advent International. I due offerenti hanno proposto un prezzo di 60,50 dollari per azione per acquisire una partecipazione paritaria del 50% del capitale sociale (PayPal; offerta di acquisizione da oltre 53 miliardi di $).
Secondo quanto riportato da Reuters, che ha citato fonti a conoscenza della questione, il Consiglio di amministrazione di PayPal ritiene l'offerta inadeguata rispetto al valore reale dell'azienda, anche se starebbe ancora effettuando le proprie valutazioni (PayPal: il board respinge l'offerta di Stripe e Advent, ecco perché).
PayPal: un declino che fa riflettere
Fino a cinque anni fa, la leadership di PayPal nei pagamenti online non era minimamente in discussione. Fondata nel 1998 a San Jose, in California, la società divenne di proprietà di eBay nel 2002 e mantenne tale status fino al 2015, prima di tornare indipendente. Nel frattempo, l'azienda continuava a crescere, raggiungendo una capitalizzazione di Borsa di 360 miliardi di dollari nel 2021, grazie anche al boom delle attività online dovuto alla pandemia.
Da quel momento, però, qualcosa ha cominciato ad andare per il verso sbagliato. La concorrenza è diventata più aggressiva, con colossi come Apple, Google e Samsung, oltre a realtà emergenti come Stripe e Affirm, che hanno conquistato quote di mercato lanciando nuovi sistemi di pagamento per consumatori e imprese. Basti pensare che Apple Pay ha superato PayPal di 10 punti percentuali nella quota di mercato statunitense, secondo i dati di PYMNTS Intelligence, nonostante la multinazionale con sede a San Jose sia nata molto prima dell'arrivo dell'iPhone.
Che cosa è successo nel frattempo? Secondo gli analisti, PayPal non è stata abbastanza tempestiva nello sfruttare tutte le opportunità offerte dal digital banking e dall'e-commerce, né nell'offrire nuove soluzioni nel momento in cui i pagamenti tramite smartphone hanno iniziato a diffondersi. Anche sul fronte dell'intelligenza artificiale, che sta rivoluzionando il mondo tecnologico, l'azienda è rimasta indietro. Rispetto ad altri concorrenti, infatti, non è riuscita ad adottare il cosiddetto "agentic commerce", ossia gli acquisti effettuati per conto degli utenti da agenti basati sull'AI.
Secondo Owen Lau, analista della società finanziaria Clear Street, negli anni PayPal ha cercato di conquistare quote di mercato attraverso una politica di prezzi molto aggressiva, senza però applicare commissioni sufficienti a generare rendimenti interessanti. Nel contempo, diverse aree chiave del business aziendale hanno rallentato, mentre l'attività di "buy now, pay later" non ha ottenuto i risultati sperati, ha sottolineato l'esperto.
Negli ultimi quattro anni, PayPal ha cambiato tre Amministratori delegati. L'ultimo, Enrique Lores, in carica dallo scorso marzo, ha avviato l'ennesimo piano di rilancio, riconoscendo la necessità di rafforzare la posizione della società nella competizione generale dei pagamenti digitali.
Cosa succederà?
Chi intende acquisire PayPal sta valutando un ampio ecosistema composto da oltre 400 milioni di conti di consumatori. Il punto, però, è questo: esistono davvero le condizioni affinché si chiuda un'operazione di acquisizione a un prezzo superiore a quello offerto da Stripe e Advent, sulla base di una valutazione di 53 miliardi di dollari?
Secondo le fonti, il board sta ancora valutando se avviare o meno una trattativa e nutrirebbe molte perplessità anche sulla struttura dell'operazione. In sostanza, gli offerenti raccoglierebbero 50 miliardi di dollari di finanziamenti bancari, da aggiungere a 17 miliardi di dollari di mezzi propri. Una struttura che PayPal considera rischiosa, anche se consentirebbe a Stripe e Advent di alzare la posta.
Tuttavia, prima di fare questo passo, gli offerenti probabilmente attenderanno i risultati del secondo trimestre di PayPal, in programma per il 28 luglio. Qualora la trimestrale dovesse risultare deludente, potrebbero aumentare le pressioni sulla società rafforzando la posizione negoziale degli offerenti. Al contrario, un bilancio solido potrebbe giustificare un ritocco del prezzo di acquisizione verso l'alto.
La domanda è anche se, nel frattempo, nella partita possano entrare nuovi offerenti. Un'ipotesi che gli analisti di Morgan Stanley giudicano improbabile. "La proposta di Stripe e Advent rappresenta il percorso più credibile per creare valore per PayPal", hanno scritto.