Luigi Lovaglio sarà escluso dalla lista dei candidati per la carica di Amministratore delegato nel nuovo Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS). L'elenco predisposto dal comitato nomine è composto da 20 persone e sarà oggi sottoposto al consiglio dell’istituto senese, ma non conterrebbe, riportano i ben informati, il nome dell’attuale CEO.
I membri del board chiamati a votare hanno tutti il mandato in scadenza il 15 aprile e la nomina spetta comunque, in ultima istanza, al nuovo consiglio una volta costituito. Tuttavia, l’elenco dei candidati indica una probabile direzione. Nella governance e nelle decisioni strategiche di MPS non è coinvolto il governo, come dichiarato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni la scorsa settimana. "Il ruolo del governo nella banca è terminato", ha affermato.
Il consenso dovrà essere di almeno due terzi dei componenti del consiglio prima di inviare la lista alla Banca Centrale Europea per l’approvazione formale. Le informazioni verranno trasmesse entro venerdì.
MPS: perché Lovaglio è stato estromesso
Lovaglio è alla guida di MPS dal 2022, anno della ricapitalizzazione della banca da 2,5 miliardi di euro. Il 70enne di Potenza ha contribuito, insieme al governo italiano, alla profonda ristrutturazione dell’istituto toscano dopo anni di crisi, creando le condizioni per l’acquisizione di Mediobanca e la costituzione del terzo polo bancario italiano.
Il mancato sostegno del comitato al rinnovo del suo mandato potrebbe essere il frutto delle tensioni emerse negli ultimi tempi proprio in relazione all’acquisizione da 17 miliardi di euro dell’istituto di Piazzetta Cuccia. Alcuni consiglieri e investitori si sono opposti alla strategia di Lovaglio riguardo ai tempi e alla portata dell’operazione Mediobanca.
Le divisioni si sono ulteriormente inasprite dopo la proposta di integrazione completa e la successiva revoca dalla quotazione a Piazza Affari dell’istituto di Piazzetta Cuccia. A complicare il quadro sono arrivate anche le indagini giudiziarie sull’acquisizione, che vedono coinvolti, oltre a Lovaglio, anche importanti azionisti della banca come Francesco Gaetano Caltagirone, Delfin e il suo presidente Francesco Milleri. Tutti hanno negato qualsiasi illecito nella vicenda.
Gli investitori, inoltre, non sono rimasti convinti dal piano strategico presentato da Lovaglio il mese scorso (MPS vara il piano 2026-2030, dividendi al 100% dell'utile).
Chi saranno i candidati per il dopo Lovaglio?
Estromesso Lovaglio, si è aperta la corsa tra i candidati presentati dal comitato nomine. Tra i nomi che circolano figura l’ex Amministratore delegato di Intesa Sanpaolo e Illimity, Corrado Passera, che però nei giorni scorsi ha dichiarato di non voler assumere ruoli operativi in MPS.
Un altro candidato è l’attuale CEO di Acea ed ex top manager di Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo, il cui mandato scade questa primavera. Infine, si fa il nome dell’ex manager di UniCredit, Carlo Vivaldi.