I crescenti timori che il conflitto tra Usa e Iran possa coinvolgere tutta l'area del Medio Oriente continua a tenere sotto pressione i mercati azionari globali. In questo contesto le vendite hanno affossato i listini asiatici, con il Nikkey che ha chiuso le contrattazioni in calo di quasi il 4% e il Kospi coreano di oltre il 13%.
Con i futures statunitensi in calo dello 0,5%, il FTSE Mib dopo le vendite delle ultime giornate apre la terza seduta della settimana in crescita dello 0,4%% a 44.700 punti. Dal punto di vista operativo il mancato recupero dei 46 mila punti dovrebbe favorire ulteriori discese. In questo caso i prossimi target sono posti sui minimi degli ultimi due mesi in area 44 mila punti.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Fineco, che potrebbe beneficiare del nuovo Piano industriale presentato dal Gruppo. Andiamo a scoprirlo nel dettaglio.
Fineco presenta il Piano industriale
Dopo la crescita che ha contrassegnato il periodo 2014-2025, Fineco ha presentato il nuovo Piano industriale al 2029. Questo dovrebbe porre le basi per una nuova fase di ulteriore sviluppo e consolidamento per la Banca, continuando a investire con determinazione per cogliere opportunità che possano generare valore sostenibile per tutti i suoi stakeholder. Inoltre l'utilizzo dell'intelligenza artificiale sarà utilizzata per far crescere tutte le aree di business.
Al 2029 il Piano industriale prevede che le nuove iniziative di crescita, escludendo la nuova piattaforma paneuropea, possano favorire per il periodo 2026/2029 un incremento low double digit del tasso annuo di crescita composto della raccolta netta e del numero di clienti totali, rispetto al +6% registrato nel periodo 2021/2025.
Dando uno sguardo ai costi l’utilizzo dell’AI nei processi di Fineco aumenterà la scalabilità e produttività all’interno della Banca.
In questo contesto l'aumento dei costi operativi dovrebbe passare dal +6% del 2026 al +4% del 2029. Da questo dato sono esclusi i costi aggiuntivi collegati alle iniziative per la crescita che passeranno dai 10 milioni di euro nel 2026 ai 5 milioni di euro tra il 2027 e 2029.
L'utilizzo dell'AI dovrebe contribuire alla crescita della produttività della Rete di consulenza per la raccolta netta al 2029, attesa tra il 25% e il 35%
Il lancio della nuova piattaforma paneuropea, focalizzata prevalentemente sul brokerage, prevede costi fissi pari a circa 5 di euro nel 2026 e tra i 5-10 milioni per ognuno degli anni successivi fino al 2029.
A livello di Gruppo i risultati delle iniziative di crescita e della maggiore efficienza operativa si tradurranno in un incremento low double digit del tasso annuo di crescita composto dell’utile per azione tra il 2025 e il 2029, anche includendo i costi fissi per la piattaforma paneuropea.
Per il 2026 Fineco si attende che tutte le aree di business contribuiscano positivamente alla crescita dei ricavi. Il Margine finanziario è visto in aumento grazie all'incremento della raccolta dei depositi.
Tutti i settori sono visti in aumento, con il Brokerage che dovrebbe chiudere un anno all'insegna dei record grazie all'incremento delle masse amministrate e degli investitori attivi. Il Cost/income si dovrebbe mantenere sotto la soglia dei 30%. Infine il Payout ratio è attesto tra il 70/80%, con l'obiettivo di mantenere il Leverage Ratio superiore al 4,5%.
Il Gruppo ha comunicato di aver chiuso il 2025 con una raccolta netta in crescita del 33,3% a 13,4 miliardi di euro. I clienti sono aumentati del 27,2% superando gli 1,8 milioni. Solidi i requisiti patrimoniali con un Cet1 ratio al 23,3% e un TCR al 31,37%.
Azioni Fineco: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere quali sono le attese sulle azioni Fineco nel breve e medio periodo. E' stata una giornata all'insegna delle vendite quella di ieri per il titolo Fineco che, con un calo del 3%, ha chiuso le contrattazioni a 19,44 euro. Con un'impostazione di medio e breve periodo al ribasso, fondamentale sarà la tenuta dei 19 euro per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico.
La perdita di questi supporti, minimi degli ultimi 4 mesi, dovrebbe far proseguire le vendite prima in direzione dei 18,6 euro e successivamente verso la soglia dei 18 euro.
Nel caso in cui anche questi ultimi livelli non dovessero arrestare la spinta ribassista, le azioni dovrebbero spingersi verso i 17,55 euro, minimi dello scorso mese di agosto, e successivamente la soglia dei 17 euro.
Al contrario il ritorno delle quotazioni sopra i 20 euro, massimi di questa ottava, aprirebbe le porte per un test sui top delle ultime 3 settimane in area 20,55 euro.
Il superamento di tali aree dovrebbe far proseguire gli acquisti verso i 21 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, e a seguire i 21,60 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile a 50 giorni.
Nel caso in cui queste aree dovessero essere lasciate alle spalle aumenterebbero le possibilità per un ritorno sui top assoluti posti sui 23 euro, con target intermedi sui 22,11 euro dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 11 febbraio.
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