Con gli operatori che rimangono in attesa di avere notizie dei colloqui che si terranno a Islamabad tra USA e Iran, è stata una seduta all’insegna della debolezza per le principali Borse europee. A pesare sul sentiment odierno sono state le dichiarazioni arrivate da Donald Trump, pronto a una nuova escalation militare se non si dovesse trovare un accordo in tempi brevi.
Con i prezzi del petrolio tornati a salire del 3%, le vendite hanno colpito anche Francoforte e Parigi che hanno terminato le contrattazioni in calo dello 0,5% e dell'1,14%. In questo contesto il FTSE Mib ha concluso la seconda seduta della settimana in discesa dello 0,63% a 47.903,29 punti.
Dal punto di vista operativo il mancato recupero dei 48 mila punti dovrebbe far proseguire le prese di beneficio sull'indice italiano. I prossimi target sarebbero situati sui 47.750-47.700 punti e successivamente i 47.600-47.550 punti. Per avere un deciso indebolimento del quadro grafico di breve periodo, i prezzi dovrebbero violare l'area dei 45.500 punti, dove transita l'indicatore daily del Supertrend.
Tra le azioni da seguire ci trasferiamo a Wall Street con Moderna, dopo l'ok arrivato dalla Commissione europea su un suo vaccino. Andiamo a scoprire di cosa si tratta.
Moderna: da commissione UE ok a vaccino influenza-Covid
Nelle scorse ore Moderna ha comunicato che la Commissione europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio per mCOMBRIAX, un vaccino combinato a mRNA per la prevenzione dell’influenza e del COVID-19 in individui di età pari o superiore a 50 anni.
L’autorizzazione arriva dopo il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea per i medicinali. mCOMBRIAX che rappresenta il quarto prodotto autorizzato di Moderna, sarà valido in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea-
Il dossier esaminato dall’EMA si basa su uno studio di Fase III che ha coinvolto oltre 8.000 persone di età pari o superiore a 50 anni. I risultati hanno mostrato che mRNA-1083 è in grado di generare una risposta anticorpale contro influenza e SARS-CoV-2 statisticamente non inferiore rispetto alla co-somministrazione di vaccini già autorizzati.
Il confronto è stato effettuato con Spikevax per il Covid-19 e con vaccini antinfluenzali ad alto dosaggio o standard come Fluzone HD di Sanofi e Fluarix di GSK. Secondo il Comitato, la risposta immunitaria ottenuta con il vaccino combinato risulta quindi comparabile a quella garantita dalla somministrazione separata dei prodotti già disponibili.
Azioni Moderna: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Moderna sulla Borsa statunitense. Con volumi in accelerazione rispetto alle sedute precedenti, è una giornata in leggero territorio positivo per il titolo Moderna che, con un guadagno dello 0,3%%, si porta in direzione dei 55 dollari.
Con un'impostazione di breve e medio periodo al rialzo, le attese sono per un test sui top degli ultimi 17 mesi situati sui 59,5 dollari.
Il superamento di questi livelli andrebbe a rafforzare il trend innescatosi dai minimi di periodo toccati nel novembre dello scorso anno. In questo caso i prossimi obiettivi sarebbero posti sui 63-63,5 dollari e successivamente i 67-67,5 dollari.
Eventuali prese di beneficio che dovessero riportare le quotazioni verso i 50 euro, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che la trendline ascendente che parte dai minimi di novembre dello scorso anno, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita dei livelli appena menzionati dovrebbe innescare una fase correttiva più marcata che potrebbe essere sfruttata con l'apertura di posizioni ribassiste.
Il primo obiettivo di tale movimento sarebbe situato sui 47 dollari, dove transita l'indicatore daily del Supertrend, e a seguire i 45 dollari, dove verrebbe chiuso il mini gap-up lasciato aperto lo scorso 18 febbraio.
La perdita di questi sostegni dovrebbe far proseguire le vendite verso i 50,91 dollari, dove verrebbe chiuso un altro gap-up rimasto aperto il 13 febbraio 2025, e a seguire i minimi degli ultimi due mesi posti sui 37-36,7 dollari.
La mancata tenuta di tali aree dovrebbe spingere le azioni a mettere sotto pressione la media mobile di lungo periodo che transita sui 35 dollari.
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