Microsoft investirà 10 miliardi di dollari in quattro anni in Giappone. A darne l’annuncio, in un comunicato, è lo stesso colosso di Redmond, in seguito all’incontro tra il presidente della società, Brad Smith, e il primo ministro giapponese, Sanae Takaichi.
La mossa fa parte del progetto di espansione in Asia e si concentra sullo sviluppo di infrastrutture cloud e di intelligenza artificiale, in partnership con il fornitore di servizi digitali Sakura Internet e la holding finanziaria e tecnologica SoftBank.
Secondo l’accordo, le due aziende giapponesi forniranno GPU e altre risorse di calcolo che serviranno a Microsoft per elaborare i dati all’interno dei confini nipponici. La reazione in Borsa del titolo Sakura Internet è stata molto vigorosa, con un balzo di circa 20 punti percentuali a seguito della notizia.
Microsoft: cosa significa questo investimento in Giappone
I grandi hyperscaler statunitensi hanno programmato di investire circa 650 miliardi di dollari quest’anno in data center e infrastrutture AI. L’ultimo impegno di Microsoft si inserisce perfettamente in questo contesto. Tra l’altro, arriva dopo annunci simili lanciati in settimana per investimenti a Singapore e in Thailandia.
Il Giappone sta cercando di costruire un ecosistema AI per tenere il passo con i due dominus globali, Stati Uniti e Cina. Tuttavia, l’accordo con Microsoft non arriva in un momento ideale. Per realizzare un sistema infrastrutturale di data center è necessaria un’enorme quantità di energia e la guerra in corso in Medio Oriente rappresenta, in questo senso, un forte ostacolo.
Il Giappone è fortemente dipendente dall’area del Golfo dal punto di vista energetico, poiché importa circa il 90% del suo fabbisogno petrolifero. Con la chiusura dello Stretto di Hormuz e le conseguenze che ne sono derivate - contrazione dell’offerta e aumento dei prezzi del petrolio - alimentare impianti estremamente energivori potrebbe risultare complicato.
Il governo, a tal proposito, sta persino ricorrendo alle centrali a carbone per soddisfare il fabbisogno energetico attuale. In ogni caso, il Paese ha stanziato circa 1.230 miliardi di yen (pari a 7,7 miliardi di dollari) a sostegno dello sviluppo di chip avanzati e dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è conquistare circa un terzo del mercato globale della cosiddetta “AI fisica”, sfruttando la propria leadership nel campo della robotica industriale. In questo contesto, Microsoft è in forte competizione con altre Big Tech americane come Amazon e Alphabet per il predominio nel mercato giapponese.
La strategia su Copilot
Microsoft ha deciso di cambiare la propria strategia su Copilot: non sarà più gratuito, ma a pagamento. Secondo fonti a conoscenza della questione, l’Amministratore delegato del business commerciale della società, Judson Althoff, avrebbe dichiarato durante una riunione interna che il management ha fissato - e sostanzialmente raggiunto - “obiettivi piuttosto ambiziosi” per la vendita dell’assistente AI nel trimestre di marzo.
All’inizio dell’anno, l’azienda aveva affermato che solo il 3% degli utenti pagava per Copilot, un dato che non è stato ben accolto dagli investitori, i quali si aspettavano una percentuale più elevata.
Althoff avrebbe spiegato che, fino alla fine dello scorso anno, Microsoft ha puntato molto sulla diffusione gratuita dello strumento tra gli utenti già esistenti del proprio software. Ora, invece, sta cercando di convincere le aziende clienti a pagare per il servizio. Questo potrebbe rappresentare un passo importante nell'ottica della monetizzazione dell’intelligenza artificiale molto richiesta dagli investitori.