È stata una giornata debole per le Borse europee che, nonostante il recupero dai minimi intraday, hanno chiuso le contrattazioni dell'ultima seduta prima di Pasqua in generale territorio negativo.
A pesare sul sentiment degli operatori sono state le dichiarazioni bellicose nei confronti dell'Iran arrivate da Donald Trump nel suo discorso alla nazione, che hanno messo in un angolo le possibilità che la guerra potesse avere i giorni contati. In questo contesto si è assistito a un rafforzamento del dollaro ma soprattutto del petrolio, con il WTI che ha superato la soglia dei 110 dollari al barile.
Con il Dax e il Cac 40 che hanno terminato la seduta in ribasso dello 0,5% e dello 0,25%, il FTSE Mib, dopo aver toccato un minimo giornaliero a 44.779 punti, ha chiuso le contrattazioni in discesa dello 0,20% a 45.624,94 punti.
Dal punto di vista operativo la tenuta dei 45 mila punti viene letta come un segnale di forza da parte dell'indice italiano. Per la prossima settimana le attese sono di una ripresa degli acquisti, con un prossimo obiettivo sui 45.700-45.750 punti e a seguire la soglia dei 46 mila punti.
Tra le azioni che a Wall Street sono oggetto di vendite troviamo Tesla, in scia ai dati riguardanti le consegne nel primo trimestre del 2026. Andiamo a scoprirli e analizzare il titolo dal punto di vista grafico e tecnico.
Tesla: nel primo trimestre consegne sotto le attese
Nonostante le buone performance registrate sia sul mercato cinese che su quello europeo, Tesla ha chiuso il primo trimestre con consegne inferiori rispetto alle attese. La società di Elon Musk ha venduto 358 mila automobili, sotto il consensus posto a 372 mila unità. Il dato è in calo del 14,4% se confrontato al 4° trimestre del 2025, ma in aumento del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato.
Nel dettaglio le consegne della Model 3 e Model Y hanno raggiunto le 341.893 unità, mentre la consegna di 16.130 veicoli ha riguardato altri modelli, tra cui Model S e Model X.
A livello geografico le delusioni sono arrivate dal mercato americano, che ha pagato il venir meno degli incentivi all'elettrificazione da parte dell'amministrazione statunitense. La fine del credito di imposta federale da 7.500 dollari unita alla concorrenza sempre più spietata dei competitors, potrebbe, secondo alcune banche di investimento, impattare negativamente per l'intero 2026.
Per quanto riguarda le vendite in Cina queste sono aumentate nel primo trimestre del 23,5%, mentre nell'ultimo mese sono cresciute dell'8,7% raggiungendo le 85.670 unità. A trainare le consegne i modelli Model 3 e Model Y che sono salite di oltre il 46% rispetto al precedente mese di marzo.
Per quanto riguarda l'Europa il lancio della versione economica della Model Y ha trainato le vendite in particolar modo sul mercato francese e su quello norvegese. Da segnalare infine che nel corso del trimestre Tesla ha prodotto 408 mila veicoli e ha installato 8,8 GWh di prodotti per lo stoccaggio di energia.
Azioni Tesla: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Tesla sulla Borsa statunitense. Dopo il rimbalzo delle ultime due giornate tornano le vendite sulle azioni Tesla che, con un calo del 4,2%, transitano in area 365$.
Con un'impostazione di medio periodo al ribasso, nel breve termine le attese sono di una continuazione del trend discendente verso i minimi degli ultimi 6 mesi situati a 352,14 dollari.
La violazione di questi supporti andrebbe a indebolire pericolosamente il quadro grafico di fondo. In questo caso sono possibili ulteriori discese verso i 325 dollari e a seguire i 315 dollari.
Nel caso in cui tali aree non dovessero arrestare il trend ribassista, le azioni Tesla dovrebbero proseguire il calo in direzione dei 300 dollari e a seguire verso il bottom degli ultimi 9 mesi sui 288 dollari.
Per avere invece un primo segnale di forza che andrebbe ad alleggerire la pressione ribassista, le quotazioni dovrebbero portarsi oltre i 400 dollari, dove troviamo sia la media mobile di lungo periodo che l'indicatore daily del Supertrend.
Sopra queste aree resistenziali si assisterebbe a una continuazione del recupero prima in direzione dei 415 dollari e a seguire i 430 dollari. L'eventuale superamento di tali livelli, massimi degli ultimi due mesi, dovrebbero rafforzare il movimento ascendente verso i 450 dollari e a seguire i 470 dollari.
Lasciandosi alle spalle questi resistenze il titolo andrebbe prima a chiudere il gap-down lasciato aperto lo scorso 29 dicembre a 473,82 dollari e a seguire tornare a mettere sotto pressione i top assoluti posti vicini alla soglia dei 500 dollari.
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