Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente interessante per l’industria farmaceutica. Da una parte c’è la straordinaria crescita dei farmaci contro obesità e diabete, trainata dal principio attivo GLP-1; dall’altra incombe una nuova ondata di scadenze brevettuali che rischia di mettere sotto pressione i ricavi di alcuni dei principali blockbuster del settore.
In mezzo si trovano l’Inflation Reduction Act, che sta modificando le regole del mercato statunitense, e una corsa alle acquisizioni che vede le Big Pharma alla ricerca della prossima generazione di farmaci capaci di sostituire quelli destinati a perdere l’esclusiva. Per gli investitori, quindi, il settore non è più una scelta difensiva legata a dividendi e flussi di cassa, come è nelle sue caratteristiche. Alcune aziende offrono oggi un potenziale di crescita paragonabile a quello dei comparti più dinamici del mercato, mentre altre devono affrontare una delicata fase di transizione.
Farmaci anti-obesità: il nuovo terreno di battaglia
Il motore principale della crescita rimane il mercato dell’obesità. Eli Lilly e Novo Nordisk hanno costruito un vero e proprio duopolio, ma la competizione si sta rapidamente allargando. Il prossimo capitolo riguarda soprattutto le formulazioni orali, più semplici da assumere rispetto alle iniezioni, e i farmaci di nuova generazione capaci di aumentare ulteriormente la perdita di peso o di mantenerla nel tempo. Lilly punta sulla propria pipeline, che comprende anche retatrutide, mentre Novo sta cercando di difendere la posizione conquistata con semaglutide e di ampliare il mercato attraverso le formulazioni orali.
Nel frattempo, aziende come Pfizer, Amgen e Viking Therapeutics stanno cercando di ritagliarsi uno spazio nella prossima fase della competizione. È proprio questa prospettiva ad alimentare le operazioni di M&A. Le Big Pharma non cercano semplicemente un nuovo farmaco, ma tecnologie e piattaforme che possano garantire una crescita sostenibile per molti anni. L'acquisizione di Metsera da parte di Pfizer e quella di Akero da parte di Novo Nordisk mostrano bene questa tendenza.
Il problema dei brevetti cambia le regole del gioco
Se l'obesità rappresenta la grande opportunità, le scadenze dei brevetti costituiscono invece la principale minaccia per molte aziende farmaceutiche. Alcuni dei farmaci che hanno sostenuto per anni i bilanci delle Big Pharma stanno entrando nella fase più delicata del loro ciclo di vita. Keytruda di Merck ed Eliquis di Bristol Myers Squibb sono due degli esempi più importanti, mentre AbbVie ha già dovuto affrontare la perdita dell'esclusiva di Humira.
La differenza, però, sta nel modo in cui ogni società riesce a prepararsi al cambiamento. AbbVie ha dimostrato che una transizione ben gestita può ridurre drasticamente l'impatto della perdita di un blockbuster, grazie alla crescita di Rinvoq e Skyrizi. Merck, invece, deve ancora dimostrare che la propria strategia riuscirà a compensare la futura erosione di Keytruda.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le negoziazioni sui prezzi dei farmaci previste dall'IRA, che stanno spingendo le aziende a privilegiare biologici complessi, terapie innovative, ADC e piattaforme tecnologiche difficili da replicare. Il risultato è un mercato nel quale avere un farmaco di successo non basta più, ma bisogna dimostrare di avere già in casa il prodotto destinato a sostituirlo.
Farmaci anti-obesità: le società da tenere d'occhio
In tale contesto, per gli investitori sono diverse le società che meritano un'attenzione particolare nella battaglia per primeggiare sui farmaci anti-obesità.
Eli Lilly
Eli Lilly è oggi il principale titolo growth del comparto farmaceutico, grazie alla leadership nei farmaci GLP-1 con Mounjaro e Zepbound e a una pipeline particolarmente ricca. La crescita è sostenuta anche dall'espansione della capacità produttiva e dai nuovi farmaci orali contro l'obesità. Il limite è una valutazione molto elevata, che lascia poco spazio a eventuali delusioni.
Novo Nordisk
Novo Nordisk è il principale rivale di Lilly e uno dei maggiori beneficiari della rivoluzione dei farmaci per l'obesità. Wegovy e Ozempic hanno costruito un enorme franchise globale, mentre la società sta puntando sulle formulazioni orali e su nuovi candidati. Il titolo offre una valutazione più contenuta rispetto a Lilly, dopo il crollo dai massimi del 2024 a causa di una forte pressione sui prezzi e di una competizione sempre più intensa.
Johnson & Johnson
Johnson & Johnson è una delle alternative più difensive del settore, grazie alla combinazione di farmaceutica e dispositivi medici. Il portafoglio oncologico, con Darzalex in primo piano, rappresenta uno dei principali motori di crescita. A questo si aggiunge una lunga storia di aumento dei dividendi, che rende J&J particolarmente interessante per gli investitori orientati al reddito.
AbbVie
AbbVie è uno degli esempi più riusciti di gestione della scadenza dei brevetti. Dopo la perdita dell'esclusiva di Humira, la società ha puntato con decisione su Rinvoq e Skyrizi, trasformandoli nei nuovi pilastri della crescita. Il rendimento da dividendo elevato e la capacità dimostrata di sostituire un blockbuster rendono AbbVie una delle realtà più interessanti per chi cerca un equilibrio tra reddito e crescita.
Merck & Co.
Il punto di forza di Merck resta Keytruda, uno dei farmaci più importanti dell'intero settore, ma proprio questa concentrazione rappresenta anche il principale rischio. L'azienda sta cercando di prepararsi alla futura perdita dell'esclusiva attraverso nuove indicazioni, formulazioni e investimenti nella pipeline. Il titolo può risultare interessante per chi punta sul valore, ma il rischio legato alla transizione è superiore rispetto a quello di altri big del settore.
Pfizer
Dopo il ridimensionamento dei ricavi legati ai prodotti anti-Covid, Pfizer è impegnata in una difficile fase di ricostruzione della crescita. L'acquisizione di Metsera rafforza il posizionamento nel mercato dell'obesità e si inserisce in una strategia più ampia di acquisizioni. Il rendimento da dividendo particolarmente elevato rende il titolo interessante per gli investitori contrarian, ma la società deve ancora dimostrare di aver trovato nuovi motori di crescita.
Roche
Il gruppo svizzero Roche combina farmaceutica e diagnostica, una caratteristica che contribuisce a rendere più diversificato il business. L'oncologia rimane il cuore della strategia, mentre la società sta cercando di entrare anche nel mercato dell'obesità attraverso la propria pipeline e le acquisizioni. È un nome interessante per chi vuole esposizione al settore sanitario con un profilo meno concentrato sui GLP-1.
AstraZeneca
AstraZeneca può contare su una delle pipeline più diversificate tra le grandi aziende farmaceutiche, con una forte presenza nell'oncologia e nelle malattie rare. Il gruppo sta inoltre provando a inserirsi nella corsa ai farmaci contro l'obesità. La diversificazione geografica e terapeutica rappresenta un elemento di forza in una fase caratterizzata da crescenti pressioni sui prezzi negli Stati Uniti.
Novartis
Dopo lo spin-off di Sandoz, Novartis si è concentrata maggiormente sui farmaci innovativi e sulle aree terapeutiche a maggiore valore aggiunto. Cardiovascolare, immunologia, neuroscienze ed ematologia rappresentano alcuni dei principali pilastri della strategia. Qualche anno fa, il CEO Vasant Narasimhan aveva detto che l'ingresso ritardato nel settore dei farmaci anti-obesità non sarebbe stato prudente. Per questo la società ha valutato possibili acquisizioni. Il profilo finanziario solido e la politica di remunerazione degli azionisti la rendono una delle alternative più equilibrate tra le Big Pharma europee.