L'Inverse Cramer Strategy nasce da un'idea tanto semplice quanto provocatoria: se Jim Cramer, storico volto di CNBC e conduttore di Mad Money, parla di un titolo, invece di seguirlo si fa l'opposto. Negli ultimi anni questa logica è diventata una sorta di strategia quantitativa, con portafogli e sistemi automatizzati costruiti per sfruttare il possibile effetto delle raccomandazioni di Cramer sui prezzi.
Ma il fenomeno è più complesso del semplice "fare il contrario di Cramer". I dati mostrano infatti che le sue raccomandazioni possono muovere i titoli nel breve periodo, mentre i risultati di una strategia contrarian basata sui suoi consigli variano drasticamente nel tempo.
Inverse Cramer Strategy: come funziona
Nella sua versione più nota, la strategia prende una posizione short sui titoli più raccomandati da Cramer in un determinato periodo, indipendentemente dal fatto che le raccomandazioni siano positive o negative. Il portafoglio viene poi coperto con una posizione long sull'indice di mercato e viene ribilanciato con cadenza regolare, con pesi uguali tra i titoli.
È importante chiarire un aspetto: non si tratta di invertire singolarmente ogni indicazione di Cramer. Se Cramer dice "buy" su un titolo, la strategia lo shorta; ma se dice "sell" su un altro titolo che rientra tra i più discussi, la strategia lo shorta comunque. Il segnale non è quindi "Cramer ha torto", bensì "i titoli sui quali Cramer concentra maggiormente l'attenzione potrebbero essere temporaneamente sopravvalutati".
La componente long sull'indice serve invece a ridurre l'esposizione direzionale al mercato. L'obiettivo è isolare il più possibile l'eventuale effetto legato ai titoli associati a Cramer, piuttosto che scommettere semplicemente su un ribasso dell'azionario.
Inverse Cramer Strategy: cosa dicono le ricerche?
La spiegazione più interessante arriva dalla ricerca accademica sul cosiddetto "Cramer effect". Uno studio pubblicato su Management Science ha analizzato le raccomandazioni di Mad Money e ha rilevato che esse producono forti movimenti dei prezzi overnight, seguiti da una successiva parziale inversione nei mesi successivi.
L'effetto risulta particolarmente marcato nei titoli piccoli e poco liquidi, dove i limiti all'arbitraggio sono maggiori. Un'altra ricerca, pubblicata sul Quarterly Review of Economics and Finance, ha riscontrato reazioni statisticamente significative sia alle raccomandazioni di acquisto sia a quelle di vendita, con gran parte del movimento successivo a un "buy" già incorporata nell'apertura della seduta seguente.
Gli autori osservano inoltre che una strategia contrarian può essere più facilmente sfruttabile da investitori professionali che dispongono di costi di transazione e strumenti di short selling più efficienti. Un terzo lavoro, pubblicato sul Financial Review, ha trovato rendimenti anomali positivi subito dopo le raccomandazioni "buy", seguiti da una successiva inversione, insieme a un aumento delle vendite allo scoperto. Secondo gli autori, questo comportamento è coerente con episodi di temporanea sopravvalutazione provocati dall'attenzione degli investitori.
Il punto è quindi fondamentale: la ricerca non dimostra semplicemente che "Cramer sbaglia". Dimostra piuttosto che l'esposizione mediatica può creare uno shock di attenzione, capace di modificare temporaneamente domanda, prezzi e volumi.