Nel mercato dei minerali critici la dipendenza rappresenta un rischio strategico. Canaccord Genuity ha avviato la copertura su LightPath Technologies, società di ottica e fotonica con sede a Orlando e circa 600 milioni di dollari di capitalizzazione, assegnando un rating "buy".
Il “piano B” al germanio che piace a Wall Street: ecco LightPath
La decisione è stata innescata dalla capacità di LightPath di costruire componenti ottici e sistemi di imaging a infrarossi utilizzando esclusivamente risorse statunitensi ed europee, in un contesto in cui la Cina domina diverse catene del valore.
Secondo l’analista Austin Moeller, Pechino produce il 67% del germanio mondiale, materiale chiave per imaging militare, comunicazioni in fibra ottica e celle solari; e, insieme alla Russia, arriverebbe al 90% della produzione globale di germanio e gallio, altro elemento cruciale per l’infrarosso.
Il cambio di passo è arrivato con i controlli all’export. “Dopo l’implementazione da parte della Cina di restrizioni tramite licenze di esportazione per il germanio e altri elementi dual-use nel 2024, le importazioni USA di germanio sono scese dell’8,3% nel 2024 e di uno sconcertante 76% su base annua tra maggio e luglio 2025”, scrive Moeller, in un passaggio che fotografa l’impatto delle tensioni commerciali sulla manifattura domestica.
In questa cornice, ogni sostituto tecnologico credibile diventa un’opzione non solo industriale, ma anche politica.
BlackDiamond: l’alternativa di LightPath al germanio cinese
LightPath sostiene di poter ridurre la dipendenza dal germanio grazie a un composto chimico, il calcogenuro (chalcogenide), integrabile nei design delle camere a infrarossi. Il perno della proposta è il materiale “BlackDiamond”, un vetro prodotto in base a una licenza tecnologica esclusiva del Naval Research Laboratory.
Moeller evidenzia tre vantaggi competitivi: produzione domestica, densità inferiore (e quindi minor peso) e costi potenzialmente più bassi rispetto alle ottiche basate su germanio. Il messaggio, per un mercato che sta riprezzando la resilienza delle filiere, è ovvio: se il componente critico è sostituibile, l’intero sistema diventa meno esposto agli shock geopolitici.
Non si tratta solo di laboratorio. L’azienda sta già commercializzando camere a infrarossi “germanium-free” e, secondo Canaccord, esiste anche una strada di conversione: “le camere a infrarossi esistenti potrebbero essere convertite” per adottare il vetro BlackDiamond. In altre parole, l’opportunità non si limita alle nuove installazioni: può estendersi al parco installato, con un potenziale effetto leva sui tempi di adozione se la proposta supera i test tecnici e i requisiti dei clienti.
Droni, difesa e margini: la strategia “up-market”
Canaccord inquadra inoltre LightPath come tassello della filiera dei droni. Il Pentagono, secondo un report Reuters di novembre, pianifica l’acquisto di un milione di droni nei prossimi due-tre anni: una domanda che può irradiarsi su sensori, payload e sistemi di visione. In questo solco si inserisce anche l’investimento da 8 milioni di dollari ricevuto a settembre da Ondas Holdings e Unusual Machines, due produttori di droni interessati a utilizzare la tecnologia dell’azienda.
La parte più interessante, però, è industriale e finanziaria insieme: il passaggio da fornitore di componenti a venditore di sistemi completi. “Riteniamo che la strategia di LPTH di salire di fascia, con prezzi medi di vendita più elevati e vendite a margini più alti di sistemi e assemblaggi completi, combinata con un focus sul mercato dell’imaging a infrarossi, guiderà una crescita robusta nei prossimi anni”, scrive Canaccord, citando una domanda sostenuta in difesa, pubblica sicurezza e ispezioni industriali.
Il target price a 12 mesi è 15 dollari, che implica un upside potenziale di crica il 30% rispetto alla chiusura di giovedì. Il mercato, intanto, si è già mosso con decisione: il titolo negli ultimi sei mesi ha messo a segno un +250%.