Nel giorno in cui Donald Trump ha comunicato che dal prossimo mese di maggio Kevin Warsh sarà il nuovo Governatore della Federal Reserve, i mercati azionari europei hanno chiuso l'ultima seduta della settimana in generale territorio positivo.
Con i listini di Wall Street che si avviano al giro di boa in ribasso di mezzo punto percentuale, il FTSE Mib ha terminato le contrattazioni in guadagno dell'1% a 45.527,42 punti, chiudendo il 7° mese consecutivo al rialzo.
Dal punto di vista operativo le attese sono di una continuazione del trend ascendente, che dovrebbero spingere l'indice italiano prima verso i 45.750-45.800 punti e successivamente in direzione dei top degli ultimi 25 anni posti sulla soglia dei 46 mila punti. Al contrario segnali di debolezza si avrebbero sempre con la violazione dei minimi delle ultime settimane in area 44 mila punti
Tra le azioni che a Wall Street cercano di non arrendersi alle vendite troviamo Chevron, nel giorno in cui l'azienda petrolifera ha comunicato i conti del 4° trimestre. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Chevron: utile trimestrale in calo
Nelle scorse ore il colosso petrolifero statunitense ha comunicato i conti del 4° trimestre, che sono stati contrassegnati da un calo dei prezzi del petrolio. L'utile è passato da 3,2 miliardi di dollari a 2,8 miliardi di dollari, mentre l'utile netto rettificato è sceso dai 3,6 miliardi di dollari a 3 miliardi di dollari. In questo contesto l'utile per azione è stato pari a 1,52 dollari, sopra le attese poste a 1,45 dollari.
In calo del 10% sono stati i ricavi che si sono attestati a 46,87 miliardi, sotto il consenso situato a 47,58 miliardi. Nell'intero 2025 l'utile netto è passato da 17,66 miliardi di dollari a 12,3 miliardi di dollari.
Nel corso del trimestre la produzione mondiale di petrolio ha superato i 4 milioni di barili di petrolio al giorno, in aumento del 20,7% rispetto ai 3,35 milioni dello stesso periodo del 2024. L'incremento è stato in gran parte guidato sia dall'acquisizione di Hess che dalla crescita nel Bacino Permiano e nel Golfo d'America.
La società ha nel corso del trimestre generato 4,2 miliardi di dollari di flusso di cassa libero rettificato, portando il totale annuo a 20,2 miliardi di dollari. In scia a questi dati il Cda ha comunicato un aumento del 4% del dividendo trimestrale, a 1,78 dollari per azione, segnando il 39° anno consecutivo di crescita dei dividendi.
L'azienda ha realizzato 1,5 miliardi di dollari di riduzioni strutturali dei costi nel corso del 2025, parte di un programma che ha come obiettivo quello di ridurre i costi di 3-4 miliardi entro il 2026.
Nel corso della presentazione dei dati il presidente di Chevron, Mike Wirth, si è soffermato sulla situazione presente in Venezuela. Confermando che il Gruppo continuerà a collaborare con i governi degli Stati Uniti e del Venezuela, si è detto pronto ad aumentare la produzione nel Paese fino al 50% nel corso dei prossimi 18-24 mesi. Al momento Chevron produce in Venezuela quasi 250 mila barili di petrolio al giorno.
Azioni Chevron: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Chevron sulla Borsa americana. Con volumi in aumento rispetto alle sedute precedenti, è una giornata all'insegna degli acquisti per il titolo Chevron che, con un guadagno di quasi il 2%, scambia nei pressi dei 174,5 dollari.
Con tutti gli indicatori di forza impostati al rialzo, le attese sono di una continuazione degli acquisti prima in direzione dei 180 dollari e successivamente verso i top assoluti situati nei pressi dei 189 dollari.
Nel caso in cui queste aree dovessero essere lasciate alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target i 195 dollari e a seguire la soglia psicologica dei 200 dollari.
In questo contesto eventuali correzioni fin verso i 165 dollari, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuovi occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita dei 165 dollari dovrebbe innescare una fase correttiva di breve periodo, con un primo obiettivo sui 160 dollari e in seguito i 160 dollari.
Nel caso in cui questi supporti dovessero essere violati, il titolo dovrebbe proseguire la fase discendente in direzione dei 155 dollari, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e a successivamente i 151-150 dollari, dove il titolo andrebbe a mettere sotto pressione la media mobile di lungo periodo.
La perdita di questi ultimi supporti dovrebbe spingere i corsi verso i minimi toccati nello scorso mese di dicembre a 146,5 dollari e in seguito il bottom degli ultimi 7 mesi a 140 dollari.
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