La cybersecurity è tornata improvvisamente al centro dell'attenzione degli investitori. Dopo un 2024 complicato, segnato dal rallentamento della spesa IT e soprattutto dal clamoroso incidente di CrowdStrike che nel luglio di quell'anno provocò disservizi informatici su scala globale, il comparto sta vivendo una nuova stagione di forza in Borsa.
Questa volta, però, la storia è diversa. A sostenere le società della sicurezza informatica non c'è soltanto la necessità, ormai strutturale, di proteggere dati e infrastrutture. Ci sono anche l'esplosione dell'intelligenza artificiale, la diffusione degli agenti autonomi e un quadro geopolitico nel quale gli attacchi informatici sono diventati uno strumento sempre più utilizzato.
Il risultato è che quella che fino a pochi anni fa poteva essere considerata una voce relativamente ordinaria del budget IT è diventata una spesa difficilmente rinviabile. E il mercato, dopo aver penalizzato alcuni titoli, sembra essersi accorto che il problema non è quanto si spenderà in cybersecurity, ma come verranno distribuiti questi budget.
Dall'effetto CrowdStrike alla nuova corsa alla piattaforma
Il 2024 ha rappresentato una sorta di spartiacque per il settore. L'incidente di CrowdStrike, provocato da un aggiornamento difettoso del software Falcon, ha mostrato in maniera molto concreta quanto possa essere delicato affidarsi a infrastrutture di sicurezza che operano nel cuore dei sistemi aziendali.
Per qualche tempo il timore degli investitori è stato che l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie potessero addirittura ridurre il ruolo delle società specializzate nella sicurezza. È successo invece il contrario. Quanto più sistemi digitali vengono collegati tra loro, tanto più aumenta il numero dei possibili punti di ingresso per un attacco.
Gli agenti AI autonomi complicano ulteriormente il problema. Questo perché non devono essere controllati solo dipendenti e dispositivi, ma anche software capaci di prendere decisioni. Inoltre, bisogna accedere ai dati e interagire con altre applicazioni senza un intervento umano continuo. Un recente attacco contro Taiwan ha mostrato proprio come strumenti basati sull'AI possano essere utilizzati per rendere più sofisticate le campagne informatiche.
Questo scenario sta cambiando anche il modo in cui le aziende di cybersecurity competono tra loro. Il mercato si sta spostando dai singoli "prodotti punto" verso piattaforme capaci di proteggere contemporaneamente rete, cloud, endpoint, identità e dati.
Palo Alto Networks e CrowdStrike sono in prima fila in questa trasformazione, perché possono sfruttare la propria base clienti per vendere progressivamente nuovi servizi. È una strategia che può aumentare il valore del cliente nel tempo, ma che richiede anche investimenti importanti e, in alcuni casi, sconti commerciali per convincere le aziende a migrare verso la piattaforma completa.
L'elemento nuovo è che l'AI non rappresenta soltanto una minaccia, ma anche uno strumento difensivo. Le società del settore stanno integrando modelli e agenti intelligenti per individuare anomalie, automatizzare la risposta agli attacchi e ridurre i tempi necessari per intervenire.
CrowdStrike, per esempio, ha chiuso l'esercizio fiscale 2026 con un ARR (Annual Recurring Revenue, cioè ricavi ricorrenti annuali) di 5,25 miliardi di dollari, in crescita del 24%, mentre nel primo trimestre dell'esercizio 2027 ha registrato 256 milioni di dollari di nuovo ARR, un record per il trimestre. In altre parole, l'AI sta diventando contemporaneamente una nuova superficie di attacco e una nuova linea di business per chi deve difenderla.
Cybersecrity: le azioni da tenere d'occhio
La ripresa del comparto si vede bene anche sul mercato azionario, ma non tutti i titoli si trovano nella stessa situazione. Anzi, proprio le differenze di valutazione possono diventare decisive per capire dove c'è ancora valore. Gli osservatori finanziari individuano sei titoli che vale la pena di monitorare. Vediamoli.
Palo Alto Networks
Palo Alto Networks è il grande consolidatore del settore. La società sta puntando con decisione sulla piattaforma integrata e continua a beneficiare della domanda legata alla sicurezza di rete, cloud ed endpoint. Nel 2026 il titolo ha avuto una performance molto forte, mettendo a segno un guadagno del 114% fino alla chiusura di Wall Street del 14 agosto e aggiornando costantemente nuovi massimi. A sostenere le azioni, anche l'entusiasmo del mercato per l'intelligenza artificiale. Il problema è la valutazione, che lascia poco spazio agli errori.
CrowdStrike
CrowdStrike resta il riferimento nella sicurezza degli endpoint e del cloud. Dopo il trauma del 2024, la società ha dimostrato di riuscire a trattenere i clienti e ad ampliare la piattaforma Falcon. Il titolo è salito del 91% da inizio 2026, contrinuando a beneficiare del ritorno dell'interesse sul comparto. La crescita è sostenuta da fondamentali robusti, ma anche in questo caso il prezzo incorpora aspettative elevate.
Fortinet
Fortinet è probabilmente il caso più interessante per chi cerca un compromesso tra crescita e valutazione. La società combina sicurezza e networking e beneficia di un ciclo di rinnovo dell'hardware particolarmente favorevole. Il titolo ha più che raddoppiato il suo valore al Nasdaq, aumentando del 105% da inizioa anno.
Zscaler
Zscaler rappresenta invece la scommessa più contrarian. La società è uno dei leader nel modello SASE e nella sicurezza cloud, ma il titolo ha avuto un andamento molto più debole rispetto ai grandi concorrenti, arrivando a perdere quasi il 17% da inizio anno. È proprio questa debolezza ad aver attirato l'attenzione degli investitori. Secondo gli analisti, se la crescita dell'azienda resterà superiore al 25% e la domanda di sicurezza cloud continuerà ad aumentare, la compressione della valutazione potrebbe trasformarsi in un'opportunità.
Okta
Okta è il nome da seguire sul fronte dell'identità digitale. La tesi è particolarmente interessante nell'era degli agenti AI: se un software autonomo deve accedere a sistemi aziendali, qualcuno dovrà stabilire chi è, cosa può fare e quali dati può utilizzare. Il titolo ha recuperato terreno dopo il calo dei primi mesi nel 2026, anche grazie a revisioni al rialzo dei target degli analisti. E ora da inizio anno guadagna il 76% al Nasdaq.
Check Point Software
Check Point Software viene considerata la scelta più difensiva. Cresce meno dei protagonisti del cloud, ma dispone di una solida generazione di cassa e di una valutazione generalmente più contenuta. È il titolo che può interessare chi vuole esporsi alla cybersecurity senza pagare necessariamente i multipli delle società a maggiore crescita. Le azioni da inizio anno sono in calo del 27%.