In California si apre oggi una delle battaglie legali più delicate mai affrontate da Meta. Prendono il via le arringhe iniziali del processo promosso da una coalizione di 29 procuratori generali statunitensi, con in prima fila il procuratore della California Rob Bonta.
L'accusa è pesante: la società avrebbe progettato Facebook e Instagram in modo da incoraggiare comportamenti potenzialmente dannosi e favorire la dipendenza tra bambini e adolescenti. Il caso arriva a meno di due settimane dalla dura condanna subita da Meta in New Mexico, dove una giuria ha riconosciuto la violazione delle norme statali sulle pratiche commerciali scorrette.
Quella sentenza si è tradotta in una multa di 375 milioni di dollari e, in una fase successiva, nell'obbligo di versare altri 567 milioni in un fondo per la protezione dei minori. Meta ha già dichiarato di non condividere la decisione e di voler presentare ricorso. Vediamo cosa sapere.
Meta e battaglie legali: in California la posta si fa più alta
Il procedimento californiano potrebbe avere conseguenze di ben altra portata. La causa, che vede coinvolti California, Colorado, New Jersey e Kentucky nell'ambito di un'azione comune avviata nel 2023 da 29 Stati, non si limita a contestare i contenuti pubblicati dagli utenti. Il bersaglio è il design stesso delle piattaforme.
I procuratori puntano il dito contro alcune funzionalità ritenute addictive: lo scroll infinito, la riproduzione automatica dei video, i filtri estetici e gli algoritmi pensati per massimizzare il tempo trascorso dagli utenti sulla piattaforma.
Questa strategia legale consente agli Stati di aggirare in larga parte lo scudo della Section 230 del Communications Decency Act, che di solito protegge le piattaforme dalla responsabilità sui contenuti pubblicati da terzi.
Non è un approccio nuovo. A marzo, una giuria di Los Angeles aveva già riconosciuto Meta e YouTube responsabili di negligenza per non aver adeguatamente informato gli utenti sui rischi legati all'uso delle loro piattaforme.
Il precedente del New Mexico pesa come un macigno
La recente condanna in New Mexico ha alzato ulteriormente la pressione su Meta. Oltre al risarcimento economico, il giudice ha imposto alla società di rivedere i sistemi di verifica dell'età e di sviluppare strumenti per individuare gli utenti con meno di 13 anni.
Il procuratore generale del New Mexico, Raúl Torrez, considera quella sentenza un modello che altri Stati potrebbero replicare per contestare il modo in cui Meta progetta i propri servizi. Ma in California le dimensioni sono completamente diverse. Torrez ha osservato che una decisione analoga applicata a uno Stato molto più popoloso potrebbe avere ripercussioni enormi.
Secondo gli avvocati di Meta, il danno potenziale in questo procedimento potrebbe teoricamente raggiungere i 1.400 miliardi di dollari. I legali degli Stati, invece, indicano una cifra più realistica intorno ai 200 miliardi. Anche quest'ultima, però, sarebbe una somma di portata eccezionale per qualsiasi azienda, Meta compresa.
Meta: il vero nodo è il modello di business
Più del denaro, però, a preoccupare è ciò che una sconfitta potrebbe comportare sul piano operativo. Gli Stati chiedono un provvedimento permanente che vieti a Meta di proseguire con le pratiche considerate illegali. E per le eventuali violazioni della normativa federale sulla privacy dei minori, la richiesta avrebbe efficacia su scala nazionale.
Tra le misure proposte c'è anche la cancellazione dei dati personali degli utenti under 13 e degli algoritmi addestrati su quelle informazioni. Per quanto riguarda invece le leggi statali sulla tutela dei consumatori, i procuratori chiedono l'eliminazione di alcune funzionalità ritenute addictive e interventi sugli algoritmi ottimizzati per il coinvolgimento.
Proprio questo è il punto più delicato. Modificare i sistemi di raccomandazione e il modo in cui Instagram e Facebook tengono gli utenti incollati allo schermo significa toccare il cuore del modello economico dei social network.
Meta: il momento è delicato anche per gli investimenti nell'AI
La vicenda arriva in un periodo già critico per Meta. Circa il 98% dei ricavi della società deriva dalla pubblicità online, e i profitti generati da questo business alimentano il colossale piano di investimenti nell'intelligenza artificiale. Mark Zuckerberg ha in programma di spendere fino a 145 miliardi di dollari quest'anno per infrastrutture e capacità di calcolo legate all'AI.
Una multa di dimensioni straordinarie o, peggio, un intervento strutturale sul modello pubblicitario, avrebbe conseguenze che travalicherebbero i confini di Facebook e Instagram. Il procuratore Torrez è convinto che Wall Street stia sottovalutando il rischio legale. Secondo lui, gli investitori sono troppo concentrati sulle spese per l'AI e non danno abbastanza peso a ciò che potrebbe uscire da questo processo.
Meta, dal canto suo, respinge tutte le accuse. La società definisce sproporzionate le richieste economiche degli Stati e prive di solide basi probatorie. Contesta inoltre che funzionalità come la gestione di più account Instagram possano essere considerate di per sé dannose, e sottolinea che problemi come la verifica dell'età riguardano l'intero settore.
Un precedente che potrebbe cambiare le regole del gioco
Il processo californiano è quindi molto più di un'altra disputa tra Meta e le autorità statali. La sentenza potrebbe stabilire fino a che punto i governi possano intervenire nella progettazione delle piattaforme social, imponendo modifiche a funzionalità e algoritmi.
Per Meta, una sconfitta significherebbe non solo una sanzione pesante, ma la necessità di ripensare alcuni degli strumenti che alimentano il coinvolgimento degli utenti e, di riflesso, il suo intero modello pubblicitario.
Per questo, molti osservatori iniziano già a paragonare il caso a un momento "Big Tobacco" per i social media: non tanto per l'entità delle multe, quanto per la possibilità che un lungo contenzioso giudiziario finisca per ridimensionare il potere delle grandi piattaforme e imporre un cambiamento strutturale al loro modo di fare business.
Azioni Meta Platforms: le indicazioni del Forecaster

Le azioni Meta Platforms restano all’interno dell’ampia struttura laterale in atto da fine marzo scorso, che vede come supporto i 517 dollari e come resistenza area 690 dollari. Nelle ultime sedute i prezzi hanno ceduto terreno, raggiungendo area 564 dollari e riassorbendo parte del rimbalzo registrato dai minimi di fine luglio.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase ribassista che potrebbe durare fino a fine settembre, seguita da un possibile rimbalzo che potrebbe estendersi fino alla fine della seconda decade di ottobre.


Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia nello scenario “best match” (linea blu) e “long” (linea verde) un possibile storno in area 547-542 dollari, seguito da un potenziale recupero rispettivamente verso area 605 e 652 dollari, prima di un eventuale storno (Qui trovi una serie di Tutorial su Forecaster Terminal).

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