Debutto con il botto per CXMT alla Borsa di Shanghai. Le azioni del più grande produttore di chip di memoria della Cina sono salite di oltre 5 volte, dopo la più grande IPO di tutta l'Asia nel 2026. L'esordio spumeggiante ha portato la società a essere la più capitalizzata di tutto il mercato azionario cinese, con un valore di mercato di 3.650 miliardi di yuan, pari a circa 540 miliardi di dollari, superando la Industrial and Commercial Bank of China.
La società era partita con un prezzo di collocamento di 8,66 yuan per azione, che le attribuiva un valore di 85,5 miliardi di dollari. Il rialzo del primo giorno ha superato ampiamente anche quello registrato da China Resources New Energy, il cui titolo aveva più che raddoppiato il valore dopo l'IPO da 3,6 miliardi di dollari avvenuta all'inizio del mese. Durante la sola mattinata sono stati scambiati a Shanghai 122 miliardi di yuan di azioni CXMT.
CXMT: un'azienda chiave per la Cina
CXMT, precedentemente nota come ChangXin Memory Technologies, ha raccolto 57,92 miliardi di yuan (8,6 miliardi di dollari) attraverso l'IPO, la più grande mai realizzata da una società cinese dei semiconduttori sul mercato continentale. L'operazione supera i 7,5 miliardi di dollari raccolti da SMIC nel 2020 e potrebbe arrivare a 66,61 miliardi di yuan qualora fosse esercitata integralmente l'opzione di over-allotment.
Ma perché l'IPO di CXMT ha riscosso un successo così grande? L'azienda è il leader assoluto in Cina nei chip DRAM (Dynamic Random Access Memory), ossia semiconduttori che forniscono memoria a dispositivi ad alto contenuto tecnologico come smartphone, server e, soprattutto, sistemi di intelligenza artificiale. Proprio il boom dell'AI ha generato una domanda irrefrenabile per questi chip, creando un forte squilibrio nel mercato, con il conseguente aumento dei prezzi. Sul mercato globale, attualmente CXMT è il quarto più grande produttore di memorie, alle spalle delle sudcoreane Samsung e SK Hynix e della statunitense Micron Technology.
L'azienda ha registrato una crescita del fatturato nel primo trimestre del 719% su base annua, a 50,8 miliardi di yuan (7,51 miliardi di dollari), mentre nel primo semestre dovrebbe più che raddoppiare anno su anno, raggiungendo 110-120 miliardi di yuan. Per la Cina, CXMT ha un grande valore strategico, perché da anni Pechino combatte per ridurre la dipendenza dalla tecnologia straniera, in particolare sul fronte dei chip. Il governo cinese sostiene quindi l'azienda dal punto di vista finanziario, con una partecipazione azionaria del 36,29%, come riportato dai documenti societari prima dell'IPO. Tutto questo ha fatto di CXMT un'azienda molto competitiva, ma ancora dietro ai colossi mondiali come Samsung e SK Hynix, specialmente sul versante dei chip di memoria ad alta larghezza di banda (HBM). Il suo grande vantaggio, però, risiede nel forte sostegno politico, che garantisce l'accesso ai finanziamenti statali. Si tratta di un beneficio non da poco, perché potrebbe aiutare a far crescere l'azienda aumentando i clienti nazionali e, quindi, a espandere la quota di mercato nei confronti dei rivali.
Vanno comprate le azioni?
L'esordio in Borsa scoppiettante di CXMT rappresenta indubbiamente un indicatore della disponibilità degli investitori a pagare valutazioni molto elevate per un leader cinese dei semiconduttori, in una fase in cui i mercati locali affrontano la volatilità successiva al recente ribasso dei titoli legati all'intelligenza artificiale. Tuttavia, ora si pone un problema di valutazioni elevate.
"Con un prezzo simile non oso né mantenere né acquistare il titolo", ha dichiarato Wu Zhou, gestore del fondo Shenzhen Deyuan Investment, che aveva partecipato all'IPO e ha venduto tutte le proprie azioni appena è iniziata la contrattazione. Dello stesso parere è Yuan Yuwei, hedge fund manager di Trinity Synergy Investments, secondo cui "il titolo è troppo caro e ha il sapore della speculazione". Tra l'altro, "è difficile dire se questo ottimismo sia destinato a durare", ha aggiunto.
L'azienda, inoltre, affronta rischi geopolitici derivanti dai controlli sulle esportazioni statunitensi. Questi limitano l'accesso alle apparecchiature avanzate per la produzione di chip, come le macchine fotolitografiche di ASML. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha designato CXMT come "azienda militare cinese", anche se sarebbe stata approvata per la "lista delle entità" da un comitato interagenzia statunitense.
Ellie Wong, analista della società di ricerca tecnologica TrendForce, rimane ottimista perché "il mercato delle memorie rimane molto teso" e, quindi, "i prezzi continueranno ad aumentare fino alla fine del 2027". Ne consegue che "molti clienti stanno cercando di diversificare i propri fornitori di memorie, e questo dovrebbe favorire significativamente CXMT, creando nuove opportunità di business".