Circle: tra BTC e banche centrali, il downtrend è finito? | Investire.biz

Circle: tra BTC e banche centrali, il downtrend è finito?

03 set 2026 - 18:00

Azioni in rally a Wall Street per Circle Internet Group. E' un movimento legato solo alla ripartenza di Bitcoin o ci sono altri fattori di traino? Vediamolo insieme

Tra i titoli che quest'oggi a Wall Street si stanno mettendo in evidenza troviamo Circle Internet Group. Le azioni della società sono in rialzo di oltre 13 punti percentuali, tendenza condivisa con gli altri titoli crypto quotati in Borsa. Il movimento odierno da seguito a un recupero in atto da alcune settimane. Tra le IPO più attese del 2025, Circle finora è stata avara di soddisfazioni per gli investitori. All'orizzonte qualcosa potrebbe tuttavia cambiare. Vediamo insieme cosa potrebbe riattivare l'interesse verso il titolo.

 

Circle: tra Bitcoin e la doppia leva di USDC

Gli acquisti delle ultime settimane hanno un legame diretto con l'andamento dell'universo crypto. Il ritorno dei compratori sulle criptovalute sta rimettendo in moto anche i titoli del settore. Bitcoin ha recuperato circa il 30% nelle ultime settimane, rompendo la sequenza di massimi decrescenti costruita da maggio e tornando sopra le principali medie mobili. Il movimento ha riacceso l’interesse anche su Circle Internet Group.

Ma Circle può essere qualcosa di più di una semplice proxy delle crypto: USDC può beneficiare sia dell’aumento della domanda di stablecoin sia di tassi più elevati.

A fine giugno gli USDC in circolazione valevano 73,3 miliardi di dollari, +19% annuo, mentre i volumi on-chain trimestrali erano balzati del 151% a 14.800 miliardi. Al 31 agosto la supply era ancora attorno a 73,3 miliardi: il recente rally crypto non si è quindi ancora tradotto in un aumento netto di USDC.

L'aspetto più interessante giunge tuttavia dall'analisi dei conti della società. Nel secondo trimestre Circle ha generato 701 milioni di dollari tra ricavi e reserve income, con ben 668 milioni arrivati dal rendimento delle riserve. Tradotto significa che i rendimenti generati dall'investimento delle riserve a prodotto oltre il 95% delle entrate.

Un valore che tuttavia non deve trarre in inganno. Di questa cifra, non tutto rimane nelle tasche di Circle. Nel secondo trimestre ad esempio Coinbase ha ricevuto 324,6 milioni di dollari di costi di distribuzione, quasi il 49% dei 668 milioni di reserve income. Includendo gli altri costi di distribuzione e transazione, dai 701 milioni complessivi sono rimasti 289 milioni, con Revenue Less Distribution Costs margin del 41,2%.

 

Tassi più alti: la leva nascosta sui conti

Le trimestrali tuttavia fotografano una situazione già passata. Certamente possono fornire indicazioni di massima sullo stato di salute di una società e se il management sta portando avanti con successo le proprie politiche di gestione. Alla Borsa però piace guardare avanti, cavalcare in anticipo i trend.

È qui Circle può rappresentare un interessante caso di scuola. Nei giorni scorsi l'attenzione del mercato si è concentrata tanto sulle prospettive di politica monetaria in America e in Europa e sui tassi di interesse dei titoli di Stato. Nel contesto attuale Circle potrebbe risultare un vero e proprio vincitore.

A riguardo basta vedere i numeri forniti dalla società stessa. Partendo da un rendimento medio delle riserve del 3,49%, un incremento di 100 punti base dei rendimento produrrebbero, a parità di USDC in circolazione, circa 737 milioni di dollari di reserve income aggiuntivo nei dodici mesi successivi.

I costi di distribuzione e transazione aumenterebbero a loro volta, a un ritmo minore e di conseguenza con un margine superiore per Circle. Dei 737 milioni aggiuntivi, 360 milioni verrebbero distribuiti a Coinbase e agli altri partner mentre 377 milioni rimarrebbero nelle tasce di Cirlce. La marginalità sarebbe su questa parte aggiuntiva di circa il 51%,

Se il mercato si attende un rialzo BCE di 25 punti base il prossimo 10 settembre, per il meeting Fed del 15-16 settembre è ancora tutto aperto. Secondo il consensus elaborato dal FedWatch Tool, le probabilità di una stretta oscillano attorno al 50%. Valore in forte calo dall'oltre 63% di ieri.

Attenzione però: Circle non beneficia direttamente del rialzo del Treasury decennale. A giugno circa l’84% delle riserve USDC era nel Circle Reserve Fund di BlackRock, composto da Treasury con scadenza entro tre mesi, repo overnight e liquidità. La vera leva è quindi il tratto breve della curva, molto più legato a Fed e SOFR.

Resta il tema valutazioni. Nonostante il calo dai massimi storici, agli attuali valori di Borsa i multipli di Circle appaiono ancora molto elevati, come spesso accade per le società growth più promettenti. Al momento le stime di consenso per l'EPS adj sono di circa 1,04 dollari per il 2026 e di 1,47 dollari per il 2027.  Un regime di tassi più alti potrebbe però tradursi in revisioni al rialzo delle stime.

 

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