Forte calo a Piazza Affari per le azioni Prysmian, -3,73% a 148,4 euro nonostante la promozione arrivata da Equita SIM, che questa mattina ha alzato la raccomandazione a "buy" e portato il target price da 130 a 178 euro per azione, pari a circa 24 volte l'utile netto rettificato atteso per il 2028. La casa milanese si posiziona così nella parte alta del consensus, con stime di Ebitda 2028 in quota 4 miliardi di euro.
Il cuore della tesi di investimento è la divisione Digital Solutions. Equita prevede che il suo Ebitda raddoppi tra il 2026 e il 2028, passando da circa 400 milioni a quasi 800 milioni di euro, contro una stima precedente di 550 milioni. A guidare questa accelerazione sarebbero i prezzi dei cavi in fibra ottica e i primi effetti degli accordi pluriennali con i principali hyperscaler globali: secondo le proiezioni, il valore delle vendite legate a questi contratti raggiungerà i 200 milioni nel solo quarto trimestre del 2028, per poi salire a 600 milioni nell'intero 2029.
Non meno rilevante il comparto Trasmissione, dove Equita vede margini in miglioramento grazie a un contesto di domanda ancora favorevole almeno fino al biennio 2028-2029 e a un progressivo upgrade del mix di prodotto. Sul fronte Elettrificazione, il recente cambiamento della Section 232 americana - che ora applica le tariffe sull'intero valore dei prodotti importati e non più sul solo metallo - dovrebbe generare circa 100 milioni di Ebitda aggiuntivi per il business statunitense dei cavi in alluminio. Equita stima che le revisioni al rialzo delle stime per il 2027-2028 siano nell'ordine del 8-12%.
Azioni Prysmian in focus: Jefferies alza le stime
Jefferies ha alzato il target price sulle azioni Prysmian da 117 a 176 euro, mantenendo il rating buy e aumentando le stime di Ebitda dell'1% per il 2026 a 2,806 miliardi di euro, del 7% per il 2027 a 3,386 miliardi e del 13% per il 2028 a 3,921 miliardi. Il broker statunitense ha altresì introdotto le proiezioni per il 2029-2030, con l'Ebitda visto a 4,7 miliardi di euro, implicando un tasso medio di crescita annua del 14% nel quinquennio 2026-2030 e del 26% per l'utile per azione.
Anche in questo caso a trainare le revisioni è la divisione Digital Solutions, per la quale Jefferies si attende ricavi raddoppiati e Ebitda triplicato nel periodo considerato, con la stima che l'Ebitda della divisione raggiunga 1,1 miliardi di euro entro il 2030, rappresentando il 23% dell'Ebitda consolidato. La casa d'investimento ha anche rivisto il multiplo valutativo del segmento ottico da 12 a 30 volte l'EV/Ebitda, in linea con i concorrenti Corning, Furukawa e Fujikura.
Sotto la lente degli analisti c'è anche la dinamica dei prezzi della fibra ottica: dopo i minimi pluriennali del 2023, l'indice di prezzo globale è schizzato da 80 punti a fine 2025 a 260 punti a marzo 2026, con incrementi fino a dieci volte in Cina e tra 2 e 4 volte in Europa e negli Stati Uniti. Jefferies incorpora nei propri modelli solo un aumento del 50% nel medio termine, escludendo la normalizzazione già in corso, ma segnala che, se i prezzi si mantenessero ai livelli attuali, il potenziale rialzo delle stime sarebbe molto superiore.
Determinante anche la domanda militare: i droni collegati da fibra ottica alle stazioni di controllo hanno portato la quota militare dal 1% al 15% della domanda globale nel solo 2025, con l'Ucraina che assorbe la parte preponderante della quota servita da produttori occidentali.
Nodi da 72 GPU e data center: la fibra diventa infrastruttura critica
L'elemento tecnico al centro dell'analisi di Jefferies riguarda il contenuto di fibra per nodo nei data center di nuova generazione. I nodi da 72 GPU della piattaforma Blackwell di Nvidia richiedono 16 volte più fibra rispetto ai tradizionali rack cloud; Sterlite - uno dei principali fornitori globali di infrastrutture di rete in fibra ottica - ha indicato che i data center ottimizzati per l'intelligenza artificiale possono arrivare a richiedere 36 volte più fibra rispetto ai rack server tradizionali basati su CPU. Il mercato dei cavi in fibra ottica per data center è raddoppiato nel 2024 ed è quasi raddoppiato di nuovo nel 2025. La quota dei data center sul mercato globale della fibra era al 4% nel 2023 e dovrebbe raggiungere il 30% entro il 2030.
Prysmian è attualmente focalizzata sulla connessione tra l'ambiente IT dei data center e le infrastrutture di telecomunicazione esterne. Jefferies individua il "white space" come il segmento a più alta crescita e a maggior contenuto di fibra, dove il gruppo dovrà progressivamente conquistare quote. Il management ha già dichiarato investimenti per 1,2 miliardi di euro per espandere la capacità produttiva di oltre il 50% nel medio termine, con un accordo quadro con un hyperscaler che garantisce visibilità su oltre 5 miliardi di euro di ricavi.
Sul fronte M&A, Equita ritiene che Prysmian possa eseguire una o più operazioni per un cash-out totale di 4-5 miliardi di euro, con preferenza per target complementari o sinergici nel segmento dei cavi energetici, in particolare negli Stati Uniti. Il management ha anche rilanciato il progetto di una doppia quotazione americana, sostenuto dalla crescente esposizione al mercato USA e dall'integrazione delle recenti acquisizioni Encore Wire e Channell, quest'ultima caratterizzata da un margine Ebitda del 40%.
Sette broker, un solo verdetto: azioni Prysmian ancora da comprare
Qualche giorno fa BofA ha portato il target da 148 a 175 euro con rating "buy". In precedenza, JP Morgan aveva alzato l'obiettivo da 138 a 172 euro ("overweight") mentre il 22 maggio HSBC aveva rivisto il target da 115 a 170 euro, confermando il "buy" poichè i fornitori di cavi beneficiano di una domanda robusta sia nel segmento elettrico sia in quello dei dati, alimentata dagli investimenti in conto capitale degli hyperscaler.
Nei primi giorni di maggio Deutsche Bank aveva compiuto il salto più netto, passando da "hold" a "buy" e alzando l'obiettivo da 100 a 167 euro, identificando Prysmian all'incrocio di tre colli di bottiglia nell'infrastruttura AI: reti di trasmissione, cablaggio in media tensione verso i data center e fibra ottica intra-data center. UBS aveva nel frattempo rivisto il target da 135 a 175 euro ("buy"), mentre il 6 maggio Citi ha portato l'obiettivo da 113 a 146 euro e Barclays da 119 a 147 euro ("overweight"). Intesa Sanpaolo il 5 maggio ha alzato il target da 115,5 a 142 euro, confermando il "buy".
Nel complesso, le azioni Prysmian hanno registrato una performance del +50% negli ultimi tre mesi e del +155% su base annua. La valutazione corrente implica circa 21 volte l'utile netto rettificato 2028, contro una media del panel di elettrificazione a circa 23 volte.
La view della piattaforma Forecaster.biz
Osservando i fondamentali espressi dal fair value di Forecaster.biz, le azioni Prysmian appaiono sopravvalutate. Il valore equo dell’azione, calcolato sulla base di quattro parametri - Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales - risulta pari a 135,71 dollari, l'8,5% in meno rispetto agli attuali prezzi di mercato.
L'Altman Z-score (il parametro utilizzato per valutare la salute finanziaria di un'azienda, uno Z-score maggiore di 2,99 è considerato sinonimo di solidità) si attesta a 2,66 punti mentre il Piotroski Score (l’indicatore sviluppato da Joseph Piotroski che tramite un punteggio da 0 a 9 valuta la salute finanziaria delle aziende) è a 5 punti.
Forecaster.biz
Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia nello scenario “best match” (linea blu) un iniziale contrazione dei prezzi in quota 137 euro, seguito da un rialzo in direzione dei 160 euro che dovrebbe partire nella seconda metà di giugno. Lo scenario “long” invece stima dapprima uno storno sotto quota 150 euro e poi un allungo verso i 180 dollari (guarda come funziona il tool “Pattern” di Forecaster Terminal).