Le rinnovate tensioni geopolitiche tra Usa e Iran continuano a impattare negativamente sulle Borse europee, che aprono la quarta seduta della settimana all'insegna della debolezza. A pesare sul sentiment degli operatori anche i possibili dazi voluti da Donald Trump.
In questo clima di incertezza le vendite non risparmiano i listini asiatici che chiudono le contrattazioni in generale ribasso. Nello specifico il Nikkei ha perso l'1,35% in scia al crollo di Softbank, mentre il Kospi coreano ha terminato in calo dell'1,84%.
Con i futures di Wall Street che anticipano un inizio di seduta sotto la parità dopo i deludenti dati provenienti da Broadcom, il FTSE Mib apre le contrattazioni in calo dello 0,2% a contatto con la soglia psicologica dei 50 mila punti.
Con una tendenza primaria che rimane al rialzo, fondamentale per l'indice italiano sarà la tenuta dell'area appena menzionata. Sopra questi livelli è possibile una ripresa del trend ascendente, con possibili allunghi verso i 50.250-50.300 punti e a seguire i 50.500-50.600 punti.
Al contrario la perdita dei 50 mila punti dovrebbe far proseguire la fase correttiva di breve periodo, con un prossimo obiettivo posto a 49.750-49.700 punti e a seguire i minimi della passata ottava situati sui 49.300 punti.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Maire, con il Gruppo che si è aggiudicato dei lavori aggiuntivi riguardanti un progetto in precedenza già annunciato. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Maire: nuovi lavori per 900 mln $
Nelle scorse ore Maire ha comunicato che la controllata Tecnimont si è aggiudicata dei lavori aggiuntivi per un valore di quasi 900 milioni di dollari.
Nello specifico i lavori riguarderebbero i contratti comunicati lo scorso 20 maggio, per un totale di quasi 1,3 miliardi di dollari.
In quel caso i progetti localizzati in Asia, Europa e nelle Americhe, avevano riguardato sia la business unit Integrated E&C Solutions, sia la Sustainable Technology Solutions.
Nel segmento Integrated E&C la commessa aveva riguardato un progetto onshore di larga scala, finalizzato a supportare l’ottimizzazione di impianti Oil & Gas esistenti, oltre all’ammodernamento di una raffineria esistente, con interventi su unità di processo e utilities.
Per quanto riguarda il segmento STS, il contratto aveva riguardato attività di licensing e process design package per un impianto di urea.
L’iniziativa fa leva sul know-how proprietario e sulle soluzioni di processo avanzate del Gruppo per supportare i clienti nel miglioramento dell’efficienza e dell’affidabilità nell’industria dei fertilizzanti.
Grazie al contratto odierno l'order inteke da inizio anno dovrebbe aver raggiunto i 7 miliardi, rispetto a un totale di 9 miliardi atteso entro il 2026. Il Gruppo ha chiuso i primi tre mesi del 2026 con ricavi in aumento del 7,6% a 1,84 miliardi di euro e un utile in crescita del 9,5% a 67,36 milioni di euro. In salita del 15,7% anche il margine operativo lordo, con una marginalità che si è portata al 7,1%.
Azioni Maire: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire le attese sulle azioni Maire nel breve e medio periodo. E' stata una giornata all'insegna della debolezza quella di ieri per il titolo Maire che, con un calo dello 0,81%, ha chiuso le contrattazioni a 14,70 euro.
Con un'impostazione che nel breve periodo rimane confermata al rialzo, il superamento delle prossime resistenze poste sui 15 euro dovrebbe aprire le porte a nuovi acquisti.
In questo caso i prossimi obiettivi sarebbe situati sui 15,60 euro, dove troviamo l'indicatore giornaliero del Supertrend, e a seguire la soglia dei 16 euro. Lasciandosi alle spalle questi livelli il titolo andrebbe a mettere sotto pressioni i suoi top assoluti toccati lo scorso 29 aprile sui 16,8 euro.
Il superamento di tali livelli andrebbe a rafforzare ulteriormente il quadro grafico, con prossimi obiettivi i 17,5 euro e successivamente l'area dei 18 euro.
Al contrario la perdita dei 14 euro, minimi degli ultimi due mesi, dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva di breve periodo. Il primo obiettivo di questo movimento sarebbe situato sui 13,60 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo, e a seguire l'area dei 13 euro. La mancata tenuta di tali sostegni dovrebbe far proseguire la discesa prima verso i 12,50-12,40 euro e in seguito in direzione dei minimi degli ultimi 7 mesi situati a 11,7 euro.
L’eventuale perdita di questi ultimi supporti andrebbe a indebolire il trend di medio periodo, con prossimi obiettivi ribassisti situati sugli 11 euro e a seguire in direzione dei 10,70 euro, che rappresenta il bottom degli ultimi 12 mesi.
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