Dopo un anno difficile in Borsa, Procter & Gamble prova a ripartire. Il titolo ha ceduto circa 9 punti percentuali negli ultimi dodici mesi, una sottoperformance che oggi offre, secondo JP Morgan, un punto d’ingresso più interessante.
La banca d’investimento ha promosso le azioni P&G a "overweight" da "neutral" e l’analista Andrea Teixeira ha alzato il target price a 12 mesi da 157 a 165 dollari. La nuova valutazione, che implica un potenziale rialzo dell’11% rispetto alla chiusura di giovedì, è incentrata sul fatto che, in presenza di una crescita delle vendite e di margini in aumento, il mercato potrebbe tornare a riconoscere multipli più vicini alla sua storia.
Azioni Procter & Gamble: crescita organica e “re-rating”
L’upgrade arriva all’indomani dei risultati del secondo trimestre fiscale: l’utile per azione rettificato è stato di 1,88 dollari, leggermente sopra le attese (1,86), mentre i ricavi, che hanno totalizzato 22,21 miliardi di dollari, sono risultati di poco inferiori al consenso (22,28 miliardi).
“Riteniamo che la società sia pronta ad accelerare la crescita organica delle vendite, migliorare i margini nel medio termine e, di conseguenza, probabilmente tornare a valutazioni in linea con i multipli storici”, ha scritto Teixeira.
A sostenere questa lettura è soprattutto il tono del management nella call sui conti, definito da Teixeira “una rassicurazione molto necessaria e attesa” sul fatto che l’azienda possa portare la crescita organica al 2%-3% nella seconda metà dell’anno, dopo lo 0% registrato nel secondo trimestre fiscale.
Guardando avanti, il management si è detto convinto che il secondo trimestre fiscale rappresenti il punto più basso dell’anno, con un’accelerazione nella seconda metà favorita da confronti meno severi e da un possibile recupero di quote.
Da neutral a overweight: cosa vede davvero JP Morgan in P&G
Sul fronte delle stime, Teixeira ha lasciato invariato il 2026 fiscale, ma ha rivisto al rialzo le aspettative per il 2027 e il 2028. Il possibile catalizzatore è una ristrutturazione societaria che, nelle intenzioni, dovrebbe offrire ulteriore leva sui margini e riattivare la crescita lungo il perimetro del gruppo. È una narrativa che piace ai mercati quando diventa misurabile: più efficienza, migliore disciplina commerciale, e un percorso credibile per trasformare scala e portafoglio in redditività.
Resta il nodo dell’esecuzione: recuperare quote non è automatico, soprattutto in mercati maturi e competitivi. Eppure, nella lettura di JP Morgan, P&G merita il beneficio del dubbio. “Pur riconoscendo che esistono rischi di esecuzione nel recupero delle quote, concediamo a PG il beneficio del dubbio alla luce del suo sostanziale budget di marketing e dei continui investimenti nell’AI, che probabilmente miglioreranno il ritorno degli investimenti in futuro”, ha aggiunto Teixeira.
Tradotto: la combinazione di potenza di fuoco commerciale e tecnologia potrebbe rendere più efficiente ogni dollaro speso, e questo - in un contesto di margini che possono ancora allargarsi - è esattamente il tipo di leva che può cambiare il giudizio del mercato.