Enel è una delle società italiane più rilevanti in termini di rendimento per gli azionisti, grazie a un costante impegno nella
distribuzione di dividendi e nei programmi di buyback. Negli ultimi anni la multinazionale dell’energia ha cercato di bilanciare una remunerazione stabile con progetti di sviluppo e investimenti nel settore delle rinnovabili e delle reti intelligenti. Partecipare al capitale di Enel ha significato per molti investitori ricevere
cedole crescenti negli anni, riflettendo la solidità della gestione e la capacità dell’azienda di generare utili.
I dividendi di Enel negli ultimi 10 anni (2016–2025)
Nella tabella che segue è riportata la storia dei dividendi di Enel dal 2016 al 2025, mettendo in evidenza l’importo distribuito per azione (dividend per share), il tasso di crescita anno su anno e il rendimento rispetto al prezzo delle azioni (dividend yield). Il pagamento avviene con cadenza semestrale, con un dividendo complessivo annuale calcolato come somma delle due tranche (interim e balance).
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Anno
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Importo (€ per azione)
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Tasso di crescita
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Rendimento (%)
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2025
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0,47
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+9,03%
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~5,3%
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2024
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0,43
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+7,5%
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~5,3%
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2023
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0,40
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+5,26%
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~6,2%
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2022
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0,38
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+5,91%
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~5,9%
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2021
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0,358
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+9,15%
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~7,6%
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2020
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0,328
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+17,14%
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~5,1%
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2019
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0,28
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+18,14%
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~4,0%
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2018
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0,237
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+31,67%
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~3,9%
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2017
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0,18
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+12,5%
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~3,1%
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2016
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0,16
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-
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~1,9%
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Nota: i dati si riferiscono ai dividendi totali per anno (in genere pari alla somma del dividendo interim pagato a gennaio e di quello di balance pagato in estate).
Andamento dei dividendi e continuità
Guardando ai dati degli ultimi dieci esercizi, si nota che Enel ha aumentato in modo significativo la cedola annuale per quasi ogni anno considerato. Dal 2016 il dividendo è cresciuto costantemente, quasi senza interruzioni, riflettendo una politica di lungo termine orientata a valorizzare gli azionisti. A differenza di molte aziende che in passato hanno ridotto o sospeso i dividendi in periodi di crisi (ad esempio durante la pandemia), Enel ha confermato pagamenti regolari, pur con differenze legate alla strategia di lungo periodo.
In particolare, negli ultimi anni la cedola ha visto aumenti significativi – ad esempio nel 2020 e nel 2018 – indicando come la società sia stata in grado di tradurre la crescita degli utili in una remunerazione efficace per chi detiene azioni.
Buyback e remunerazione agli azionisti
Oltre ai dividendi, Enel ha potenziato negli ultimi anni le politiche di buyback, cioè programmi di riacquisto di azioni proprie, che rappresentano un altro strumento per restituire valore agli azionisti. Nel 2025 i soci hanno approvato un piano di buyback fino a 3,5 miliardi di euro, con un massimo di 500 milioni di azioni da riacquistare, rafforzando l’attenzione sulla remunerazione degli investitori.
Questi programmi di riacquisto possono avere effetti positivi sul titolo, perché riducono il numero di azioni in circolazione e aumentano potenzialmente l’utile per azione, contribuendo quindi a una maggiore attrattiva delle azioni stesse sul mercato.
Cosa significa per gli investitori
Gli investitori apprezzano particolarmente le società che pagano dividendi regolari e crescenti, perché questo spesso riflette una situazione economica e finanziaria solida. Nel caso di Enel, la continuità e la crescita della cedola negli anni indicano la capacità dell’azienda di generare utili stabili e di distribuire una parte consistente di questi ai suoi azionisti. Il rendimento da dividendi, che si è mantenuto per anni in livelli interessanti rispetto al prezzo delle azioni, ha reso Enel un titolo appetibile per chi cerca reddito da investimento.
È importante però ricordare che un rendimento elevato non è sempre sinonimo di rischio zero: politiche di dividend payout alte possono risultare meno sostenibili se non accompagnate da robuste performance economiche. Nel caso di Enel, la crescita strutturale dei dividendi è stata bilanciata dalla solidità finanziaria del gruppo, con piani strategici chiari e investimenti nel futuro della sua attività nei settori dell’energia rinnovabile.